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Di
cosa si tratta
L'antrace
(o carbonchio) è una malattia dovuta ad un bacillo che produce
tossine in grado di distruggere i "macrofagi" (ossia le cellule
preposte a difendere l'organismo da aggressioni esterne).
Colpisce
gli animali erbivori (come mucche, pecore, maiali, capre, cavalli), che
si infettano ingerendo le spore* presenti nel terreno e nei pascoli.
*
spora: struttura che protegge il
bacillo, molto resistente, capace di conservarsi a lungo anche in condizioni
ambientali molto sfavorevoli ed in grado di risvegliarsi trasformandosi
nel batterio.

Come
ci si contagia
Fino
a poche settimane fa gli uomini si contagiavano unicamente dagli animali
infetti attraverso il contatto cutaneo (in passato era detta "malattia
dei cardatori", perché colpiva soprattutto i tosatori delle
pecore), l'ingestione di cibo poco cotto, o l'inalazione respiratoria
del bacillo.
I
recenti casi di malattia che si sono verificati in America sono invece
conseguenti all'inalazione o al contatto di polveri infette volutamente
inserite nella corrispondenza per causare la malattia.
La
malattia non si trasmette da una persona all'altra.

Come
si manifesta
Il
periodo di incubazione è variabile e va da 1 a 7 giorni.
I
sintomi dipendono dalla dose cui si viene esposti, e dalle dimensioni
delle spore (se inalate, sono più pericolose quelle piccole perché
arrivano in profondità, fin negli alveoli polmonari).
La
malattia è grave, spesso mortale, e si presenta in tre modi:
- la
forma polmonare (da inalazione
delle spore) è la più pericolosa. All'inizio si manifesta
con sintomi simili a quelli dell'influenza, ma successivamente il quadro
respiratorio peggiora rapidamente. E' mortale, se non è tempestivamente
riconosciuta e curata, in più del 90% dei casi.
- la
forma cutanea (da contatto) è
la più frequente: si manifesta con ulcere scure, nerastre (da
cui il nome "carbonchio"). Se non trattata, è letale
nel 20% dei casi.
- la
forma gastrointestinale (da ingestione
di carne infetta non sufficientemente cotta) è la più
rara: provoca nausea, vomito, dolori addominali, ulcere allo stomaco
e all'intestino. E' mortale, se non trattata, nel 25-60% dei casi.

Come
si cura
Tutte
le tre forme si curano con antibiotici di uso comune, facilmente reperibili,
efficaci solo se somministrati subito dopo il contagio.

Prevenzione
- Non
è utile somministrare antibiotici a scopo preventivo, a meno
che non ci sia stata una reale esposizione al rischio.
- Il
vaccino esiste ma è scarsamente protettivo e sembra possa dare
effetti collaterali, per cui allo stato attuale non è consigliato.
- Le
maschere protettive non sono proponibili perché sono efficaci
solo se munite di filtri per gli agenti batteriologici (costosi e non
facili da reperire)
Le informazioni
di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun
modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico;
per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra.
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