Stitichezza oltre 3 anni - Cosa fare se
  dopo i 3 anni

Stitichezza

 

Di cosa si tratta

Normalmente i bambini scaricano senza difficoltà feci di consistenza abbastanza morbida, almeno una volta ogni 1-2 giorni.
Il numero della scariche dipende dall'età, dall'alimentazione (nei primi mesi il bambino allattato al seno può scaricarsi anche ad ogni pasto), ma anche da molti altri fattori comportamentali, relazionali relativi alla famiglia e all'ambiente in cui si vive.

Raramente è una malattia "organica", ossia una vera e propria malattia dell'intestino: in questi casi la stipsi, severa, è già presente dalla nascita, è associata a vomito ripetuto, ad un addome molto gonfio, a disturbi della crescita. Solo in questi casi sono necessari esami specifici.

Di solito è un disturbo "funzionale" (legato al tipo di alimentazione, a problemi comportamentali, ad un mancato coordinamento tra i meccanismi di contrazione dell'addome e di rilasciamento dell'ano).

  • Una dieta troppo povera di fibre (quindi di cereali, frutta, verdura) può causare stipsi (le fibre infatti portano alla formazione di una massa fecale morbida, e stimolano i movimenti dell’intestino accellerando la velocità di transito).
  • Anche l’inserimento a scuola può favorire l’insorgere della stipsi, in quanto il bambino viene a trovarsi in un ambiente diverso, senza privacy, con differenti orari, dove deve talvolta imparare a sopprimere lo stimolo.
  • Anche una vita sedentaria (uso eccessivo di videogiochi, computer, TV, poca attività fisica) può rendere l’intestino pigro.

Come si manifesta

Si parla di stipsi quando vengono eliminate, con fatica e dolore, feci dure (caprine, cioè a "palline"), spesso meno di 2 volte alla settimana.

  • La stipsi "occasionale" è un'evenienza molto frequente, e non causa problemi.
  • La stipsi che persiste nel tempo ("cronica") colpisce circa il 3% dei bambini; anche se non è una condizione pericolosa per la salute (non è responsabile di intossicazioni da assorbimento di tossine, né di malattie dell'intestino), crea comunque un disagio, che può compromettere la qualità di vita del bambino

Il bambino stitico spinge senza risultato o eliminando solo una scarsa quantità di feci; le feci che si accumulano possono formare una massa ristagnante, voluminosa e dura, detta "fecaloma". La sua eliminazione può comportare una lesione della mucosa anale, che, per lo sforzo può fissurarsi (questi taglietti profondi, spesso sanguinanti, estremamente dolorosi, sono detti "ragadi").
Per paura di soffrire il bambino impara a trattenere le feci (invece di spingere con i muscoli dell'addome e rilasciare l'ano, contrae i glutei e distende il dorso e il collo); si instaura così un circolo vizioso: ritenzione-feci dure-dolore.

Inoltre piccole quantità di feci che non riesce più a controllare, possono involontariamente fuoriuscire dall’ano, anche diverse volte nella stessa giornata, con notevole disagio (in questo caso si parla di “encopresi”).

Cosa fare

Non esiste un’unica terapia che risolva il problema cronico della stipsi: solo il pediatra che conosce la storia clinica del bambino può indicare i rimedi più adeguati.
Il successo terapeutico è legato alla collaborazione tra bambino, famiglia (i genitori devono sapere come scarica il bambino, anche se è diventato autonomo rispetto all’uso del bagno) e pediatra, e alla costanza nel tempo, perché alcuni trattamenti richiedono tempi lunghi o cambiamenti definitivi.

Qualche consiglio

  1. Verificare che l’alimentazione sia sufficientemente ricca di fibre. In caso non lo fosse, educare il bambino con paziente ma con fermezza, nel rispetto dei suoi gusti, ad una alimentazione corretta, indispensabile per una stato generale di buona salute anche in futuro.

    La quantità minima di fibre raccomandata in un giorno è uguale agli anni + 5 (ad esempio un bambino di 5 anni dovrebbe introdurre 10 gr. di fibre al giorno, un ragazzo di 12 anni 17 gr., fino ad arrivare a 25-35 gr., che rappresentano la dose consigliata negli adulti).
    Gli alimenti a più alto contenuto di fibre sono i cereali integrali, la frutta, la verdura e i legumi.

    Contenuto in fibre per 100 gr. di prodotto

    cereali integrali (pasta, riso, farine, e i prodotti derivati): circa 6 gr. frutta fresca (i frutti più ricchi di fibre sono pere, mele con la buccia, kiwi): circa 2-3 gr.

    frutta secca (i frutti secchi più ricchi di fibre sono fichi, mandorle, datteri, prugne): circa 8-13 gr.

    verdura (gli ortaggi più ricchi sono carciofi, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, fagiolini, melanzane, spinaci): circa 2-8 gr.

    legumi secchi (i più ricchi in fibre sono fagioli, lenticchie e ceci): circa 13-16 gr.

  1. Favorire un’adeguata attività fisica, modificando stili di vita troppo sedentari
  2. Se non si ottiene beneficio, rivolgersi al pediatra che, in base al tipo di stipsi, potrà prescrivere prodotti lassativi, la cui somministrazione deve avvenire rispettando dosi e tempi. I farmaci più utilizzati sono:
  • “ammorbidenti”, a base di zuccheri (richiamando acqua nell’intestino, “rammolliscono” le feci, e rompono il circolo vizioso feci dure-dolore-ritenzione). Il trattamento può durare anche parecchi mesi.
  • lassativi che apportano fibre ed aumentano il volume delle feci
  • lassativi a base di olio che lubrifica l’intestino
  • lassativi irritanti che stimolano la muscolatura intestinale a contrarsi.
  1. Per risolvere un problema acuto, quando il bambin non riesce a scaricarsi completamente da oltre 48-72 ore, intervenire con:
  • microclisma o supposta di glicerina (nei casi più lievi)
  • clistere con sondino rettale di 200 ml di acqua e olio di vaselina o fosfati (anche ripetibili dopo alcune ore nei casi più ostinati).
    (sono rimedi invasivi e spesso non ben accettati, efficaci nel risolvere un ristagno di feci dure ed occludenti, ma che non aiutano il bambino/ragazzo a scaricarsi da solo regolarmente).


Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni.
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