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I
DENTI
I denti
sono di fondamentale importanza per
- masticare
- parlare
- connotare
l'aspetto di una persona mediante un sorriso
Alla
nascita la bocca è priva di denti perchè il bambino
non ha bisogno di masticare. Viene infatti nutrito con il latte
dalla mamma.
Crescendo però il bimbo comincia a gustare anche i cibi solidi
e necessita perciò della presenza della dentatura.
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I
denti dei bambini sono diversi da quelli degli adulti:
sono chiamati DENTI DA LATTE o DENTI
DECIDUI.
Sono più piccoli di quelli degli adulti e sono 20:
8 incisivi, 4 canini e 8 molarini
(nella dentatura da latte non sono presenti i premolari
:i premolari della dentatura permanente spunteranno a partire
dal 10°-11° anno di vita e prenderanno il posto dei
molarini da latte)
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I DENTI
PERMANENTI
sono 16 per ogni arcata.
In totale perciò sono 32.
I
denti non sono tutti uguali.
Si differenziano in base alla loro funzione.
A:
i 4 incisivi tagliano il cibo
B:
i 2 canini strappano
C:
i 4 premolari sminuzzano
D:
i 6 molari triturano finemente il cibo.
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Spuntano
i primi denti
In occasione dell'eruzione dei primi dentini i bambini presentano
sintomatologie varie: malessere generale, raffreddore e, a volte,
anche diarrea. E` solo una coincidenza ma spessissimo succede proprio
così. Il bambino comincia a mangiare di meno, è facilmente
irritabile e la mamma se ne accorge immediatamente mettendosi in
allarme.
E' molto difficile fissare con precisione l'epoca di eruzione come
pure l'epoca della permuta (la sostituzione dei denti da latte o
decidui con i denti permanenti).
I ritardi come altrettanto gli anticipi non hanno di per sè
alcun significato patologico. E` pur vero però che un eccessivo
ritardo nella comparsa dei primi denti deve mettere in allarme il
pediatra. Ci possono essere casi infatti, per fortuna rari, di mancanza
dei denti: le cosiddette "agenesie". Può succedere,
però per ora non è necessario intervenire. L'unico
modo infatti per accertare le agenesie dentarie è l'esame
radiologico. Fare un esame totale delle arcate dentarie superiore
e inferiore, infatti, potrebbe toglierci questo dubbio (la cosiddetta
panoramica o ortopantomografia) ma non ha senso farlo subito. Meglio
aspettare i 4-5 anni se proprio non se ne può fare a meno.
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| Quando
bisogna consultare lo specialista? E` buona norma che già
dall'età di due anni si porti il proprio bambino dallo
specialista pediatra dentista |
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Nel
Nord-Europa i programmi di prevenzione dentale sono
erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; sono stati
ottenuti dei risultati stupefacenti proprio grazie a
questo precoce intervento. Dall'età di due anni
i bambini vanno dal dentista e dall'igenista orale:
i bambini si abituano a questa pratica, acquistano familiarità
con l'ambiente e le persone, imparano con il tempo una
corretta tecnica di Igiene Orale e vengono messe in
atto tutte quelle procedure che hanno permesso di raggiungere
degli obiettivi che a noi risulta solo difficile immaginare
e cioè la quasi totale assenza di carie all'età
di 12 anni!
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Una
volta venuti fuori i dentini, più o meno nelle epoche indicate,
più o meno diritti, occorre fare qualcosa perchè si
mantengano sani il più a lungo possibile. Prevenire è
sempre meglio che curare ed è anche più economico!
La malattia piu` diffusa in assoluto è la carie ma, senza
alcun dubbio, è anche la malattia più facile da prevenire.
Ma occorre capire, prima di ogni cosa, che cos'è la carie
o lesione cariosa e, ancor prima, sapere come è fatto un
dente.
Come
sono fatti i denti
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Di
che cosa sono fatti
Sono
quattro gli elementi principali che formano i denti:
- lo
smalto all' esterno ricopre la corona dentaria ed
è la sostanza più dura presente nel
corpo umano; è costituito da sali minerali
per il 97-98% (cristalli di idrossiapatite, Calcio,
Magnesio, Iodio, Cloro, Potassio, ecc.) e per il 2-3%
da acqua e proteine)
- la
dentina, meno dura dello smalto e anche meno resistente
agli attacchi della carie
- la
polpa dentaria che è costituita dalle cellule
producono la dentina, dai nervi del dente e dai vasi
sanguigni ed è il cuore del dente
- il
cemento, una sostanza dura e ruvida che ricopre la
radice
Come
sono fissati
I
tessuti che sostengono il dente sono l' osso alveolare,
la gengiva e le fibre parodontali che legano il cemento
che ricopre le radici all'osso alveolare.
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I
denti posteriori
I
denti posteriori si chamano MOLARI
(nella
dentatura permanente sono 12, sei superiori e sei inferiori); servono
per potere ben triturare il cibo in modo che si impasti ben bene
con la saliva: hanno radici solide, di solito tre, proprio per sopportare
carichi masticatori elevati. I denti posteriori non hanno una superficie
piatta ma presentano un aspetto montagnoso: montagne (cuspidi) e
valli (solchi) si alternano con apparente casualità; invece
il progetto è preciso e prevede delle corrispondenze reciproche
tra denti superiori e inferiori, tra cuspidi e solchi in modo tale
che durante la masticazione il cibo solido venga schiacciato, triturato
e possa scivolare via e non rimanga imprigionato tra dente e dente
come chiuso in una scatola.
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Il primo molare permanente
compare intorno ai sei anni( è importante sapere che questo
dente non verrà cambiatao), il secondo verso i 12-15 anni,
il terzo ( il cosiddetto "Dente del Giudizio" ) dai 16
anni in avanti.
I denti premolari
che occupano i settori laterali delle arcate dentarie sono otto,
4 per l' arcata superiore, 4 per l' arcata inferiore.
Non sono presenti nella dentatura da latte :i premolari della
dentatura permanente spunteranno a partire dal 10°-11° anno
di vita e prenderanno il posto dei molarini da latte.
Anch'essi presentano una superficie frastagliata ma molto meno rispetto
a quella dei molari. Anch' essi servono per la triturazione del
cibo anche se meno efficace di quella eseguita dai molari. Possono
presentare una o due radici.
I
denti anteriori
Hanno ben altra forma rispetto a quelli posteriori: hanno un margine
sottile e tagliente. La loro forma prevede che possano tagliare,
bucare e lacerare. Sono otto incisivi
(4 sopra e 4 sotto) con forma a paletta
e quattro
canini (2 sopra e 2 sotto)
che hanno una corona aguzza adatta a strappare e lacerare con forza.
Sono denti molto resistenti!
LA
CARIE
Circa il 75% dei bambini sono affetti da carie ancor prima di raggiungere
il quinto anno di età.
La causa della carie
è la placca batterica
che è costituita da batteri e da residui organici di origine
alimentare. Si forma in continuazione in bocca, aderisce ai denti,
ne intacca lo smalto e permette il passaggio dei microbi nei tessuti
dentari ( dentina ). Nei bambini lo smalto è più sottile
e la polpa più voluminosa: di conseguenza la polpa si può
infettare più facilmente dando luogo alla formazione di ascessi.

Come
viene la carie
La
carie è un processo di distruzione dapprima dello smalto,
poi della dentina, causato da acidi ed enzimi batterici contenuti
nella bocca (cavità orale). Questo attacco dipende da numerosi
fattori tra cui i principali sono:
- le
caratteristiche della saliva
- la
composizione della placca batterica
- il
tipo di smalto e sua composizione
- le
abitudini alimentari e altri fattori poco o nulla conosciuti tra
cui anche l' ereditarietà
- il
livello culturale dell' individuo
La
carie inizia con una intaccatura dello dello smalto, detta "macchia
bianca" e prosegue attraverso i canalicoli dentinali in direzione
della polpa. Quando la dentina è molto rammollita, lo smalto
sovrastante si spezza, perchè non è più sostenuto
e appare il buchino.
Per
potere avere una diagnosi precoce è pertanto fondamentale
la visita del dentista che attuerà un trattamento conservativo
e renderà possibile limitare il danno. Se si lascia che la
carie proceda, essa potrà arrivare a interessare la polpa
e l' osso alveolare dando dolore e creando una situazione di infiammazione
e/o di infezione di notevole gravità. Nei bambini inoltre
l' infezione può danneggiare irrimediabilmente il germe del
dente permanente essendo a stretto a contatto con esso.
Conseguenze
della Carie
La carie, se non curata per tempo porta alla distruzione del dente
con conseguenze sia locali che generali. Molti pensano, erroneamente,
che i denti da latte non richiedano nè cure nè controlli
e che i denti permanenti possano nascere sani e belli, anche se
i primi dentini sono cariati o sono caduti prematuramente. Al contrario,
i denti di latte hanno da compiere importanti funzioni:
- servono
per la masticazione nel primo periodo dello sviluppo corporeo,
quello in cui occorre che l'organismo sia in grado di assimilare
tutte le sostanze necessarie alla crescita
- se
i denti di latte masticano con energia viene garantito un sano
sviluppo delle ossa mascellari e perciò anche della seconda
dentizione
- i
denti decidui o da latte "tengono il posto" a quelli
permanenti. Se per incuria un dente da latte si caria e non è
curato in tempo, facilmente accadrà che diventi necessario
estrarlo: verrà così a mancare un elemento della
masticazione e una "prenotazione di posto" per il domani.
Se il posto non viene tenuto rimarrà per un lungo periodo
di tempo uno spazio vuoto che verrà occupato dal dente
che gli stava dietro o davanti; quando il dente permanente eromperà
troverà chiuso sopra di sè lo spazio dove avrebbe
dovuto collocarsi e si porrà fuori dall' allineamento
Le conseguenze generali della carie non curata sono collegate all'
infezione locale, tramite la quale vengono messi in circolo i batteri
presenti in un focolaio di infezione cronica. Da questo focolaio
l'infezione può entrare nel sangue e diffondersi in tutto
il corpo.
Si
può prevenire!
La Prevenzione della carie si basa su alcune semplici regole che
ognuno di noi può facilmente seguire. E' opportuno che vengano
insegnate fin da bambini in modo che entrino a far parte delle abitudini
che non si fa fatica a seguire.
Esse sono :
-
IGIENE ORALE
- IGIENE
ALIMENTARE
- FLUORIZZAZIONE
- VISITE
PERIODICHE dal Dentista
IGIENE
ORALE
Per Igiene Orale intendiamo la rimozione della placca e dei residui
alimentari con i mezzi meccanici. Questo è il punto cardine
della prevenzione della carie.
Sappiamo
tutti quanto è noioso per un bambino lavarsi i denti ma è
un' abitudine che dobbiamo insegnargli e coltivare fin dalla più
tenera età. Igiene Orale già prima della eruzione
dei denti vorrà dire pulizia dei residui alimentari con una
garza imbevuta di acqua leggermente salata; dopo l' eruzione dei
primi dentini, spazzolino e filo interdentale.
I bambini al di sotto dei 7/8 anni non sono capaci di eseguire correttamente
le tecniche di spazzolamento ed è quindi essenziale che siano
i genitori ad eseguirle di frequente e personalmente. Non fidiamoci
inoltre delle loro vaghe risposte affermative al nostro fatidico:
"Ti sei lavato i denti?"

Quali
sono gli spazzolini migliori?
Innanzitutto
non dobbiamo scegliere per i nostri bambini uno spazzolino troppo
grande: non riusciranno a farlo entrare bene in bocca, lo useranno
male e impareranno a lavarsi i denti in modo scorretto e insufficiente.
Il manico dovrà essere diritto; curve e pieghe sia nel manico
sia nelle setole non servono a niente, anzi ostacolano il movimento
corretto.
Gli spazzolini con setole sintetiche non assorbono acqua, mantengono
inalterata la loro durezza e la loro forma arrotondata nelle punte.
I "punti difficili"
sono tre:colletto del dente, spazi interdentali e solchi delle superfici
masticanti. Se i denti sono ben posizionati e allineati e hanno
rapporti ideali tra loro, il ristagno di placca è minimo;
se i denti sono "storti" il ristagno aumenta, e con esso
la probabilità di carie. Ecco uno dei perchè occorre
raddrizzare i denti il più presto possibile. Lo stesso vale
per le otturazioni imperfette che non rispettano la normale anatomia
del dente.
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Come
spazzolare i denti
La tecnica di spazzolamento più consigliabile è quella
che permette la maggiore asportazione di placca: il movimento deve
essere effettuato dal polso e non dal braccio intero cosicchè
si ha un migliore controllo dei movimenti fini e precisi. Lavarsi
i denti non serve per avere l' alito fresco e profumato ma serve
solo all'asportazione della placca. L'azione del dentifricio sarebbe
addirittura superflua in quanto l'efficacia determinante è
data dall'azione meccanica e cioè dal movimento.
Abbiamo visto che la placca tende ad accumularsi al colletto dei
denti e negli spazi interdentali e, posteriormente, sulle superfici
masticanti. E' lì quindi che occorre concentrare l'azione
dello spazzolino, per quanto si può. Sulle altre parti del
dente per fortuna ci pensano parzialmente le guance (esternamente)
e la lingua (internamente) a tenerli puliti e privi di placca.

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Spazzolare
i denti posteriori
Occorre
quindi inserire lo spazzolino orizzontalmente in bocca (v.
sopra), appoggiarlo alle corone dei denti posteriori
e spazzolare non con movimento di va e vieni (la
placca verrebbe asportata e rimessa poi al suo posto!) ma
con solo movimento di andata
così da togliere la sola placca del colletto. Sono
sufficienti pochi colpi ma precisi: non è necessario
passarci delle ore a fare schiuma! E' intuitivo, ma occorre
dirlo, che il movimento sarà dall'alto in basso per
l'arcata superiore e dal basso verso l'alto per l'arcata inferiore.
Eseguita
questa prima operazione sia sulla superficie vestibolare dei
denti (che guarda verso le guance) che su quella linguale
(interna) ...
occorre spazzolare le superfici masticanti dei denti posteriori...
... e anche in questo caso con il solo movimento di andata
(dal dietro verso la parte anteriore della bocca).
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Spazzolare
i denti anteriori
Questa
tecnica, una volta imparata, è la più semplice
e rapida ma non può essere applicata a incisivi e canini.
Per questi denti occorre una pulizia particolare, dente a
dente!
Inserire lo spazzolino per il lungo (l'asse lungo dello spazzolino
deve essere parallelo all' asse lungo del dente) e fare il
solito movimento di sola andata dall'alto verso il basso per
l'arcata superiore e dal basso verso l'alto per i denti dell'arcata
inferiore.
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Il
filo interdentale
Non
dimentichiamo però che nessuno spazzolino rimuove completamente
la placca e soprattutto quella interdentale e quindi se vogliamo
insegnare ai nostri figli una corretta igiene della bocca
dobbiamo insegnare loro ad usare il filo interdentale.
Spazzolatura dall'alto verso il basso per l'arcata superiore
e al basso verso l'alto per l'arcata inferiore. Ricordarsi
poi delle superfici linguali.
Il filo andrà infilato in uno spazio interdentale,
appoggiato ad una superficie ed estratto strofinando questa
superficie; così dovrà essere fatto in tutti
gli spazi. Certamente è un po' noioso ma ripaga abbondantemente
perchè i risultati che si ottengono sono entusiasmanti:
si può con una buona e corretta igiene orale arrivare
all' età adulta senza carie!
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L'educazione
dei bambini all'Igiene Orale
Ci sono attualmente molti mezzi che ci permettono di visualizzare
dove, nonostante il nostro spazzolamento, la placca si accumuli:
sono le pastiglie rivelatrici di placca che colorano di rosso la
placca recente e quella oramai consolidata e disidratata (tartaro)
di blu: questo ci permette di conoscere la nostra bocca e dove,
nonostante i nostri sforzi, la placca si accumuli e può essere
un gioco a premi con i nostri figli!
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| Il
dentifricio aiuterà l'azione dello spazzolino: contiene
polvere abrasiva e schiumogeni che aiutano l'azione meccanica,
farmaci (oramai quasi tutti i dentifrici contengono fluoro e/o
suoi derivati in diverse percentuali, o disinfettanti o agenti
anti-placca), essenze, aromi e edulcoranti. |
Quando dobbiamo abituare i bambini a lavarsi i denti e, quindi,
prepararci a combattere con loro?
Si è detto che l'igiene orale consiste nel rimuovere i residui
alimentari e la placca: per prima cosa, allora, bisogna rimuovere
i detriti dopo ogni assunzione di cibo (realisticamente dopo ogni
pasto principale) e la placca ogni 24 ore.
Per l' igiene orale vale la stessa regola che riguarda l'educazione
alimentare : i nostri figli prenderanno le abitudini che noi daremo
loro e tutto sarà infinitamente più facile se queste
abitudini saranno loro "da sempre".
Queste sono le raccomandazioni
per i bambini sotto i sei anni
che usano il dentifricio:
- il
lavaggio dei denti dovrebbe normalmente avvenire immediatamente
dopo aver mangiato
-
tale operazione dovrebbe avvenire sotto controllo dell' adulto
finchè non si sia sicuri della tecnica di spazzolamento.
E' opportuno comunque anche in questo caso un periodico e ravvicinato
controllo della presenza di placca mediante i "rivelatori
di placca"
- la
quantità di dentifricio da usare è minima (non più
di un pisello!) e sempre comunque sotto la sorveglianza di un
adulto
- la
deglutizione dovrebbe essere scoraggiata: dopo lo spazzolamento,
sputare, sciacquare con acqua e sputare lo sciacquo.
L'
igiene personale dei denti, per quanto sicuramente efficace se effettuata
con cura e regolarità, non è tuttavia sufficiente
come metodo di prevenzione della carie se non accompagnata da un'
adeguata ...
...
IGIENE ALIMENTARE
La cariogenicità (capacità di provocare la carie)
degli alimenti è da mettere in relazione non solo con la
quantità di zucchero contenuto dall' alimento ma anche con
la sua consistenza: il cibo più appiccicoso rimarrà
più a lungo sui denti e favorirà la formazione della
placca e la sua intima adesione al dente. Può essere così
enunciata la legge sulla cariogenicità:

"Un
alimento è tanto più cariogeno quanto più zucchero
contiene e quanto più a lungo questo rimane sui denti."
E' stata quindi elaborata una tabella che fornisce una "classifica"
del potere cariogeno dei principali
alimenti:
|
Alimento
|
Potere
cariogeno
|
| Caramelle |
27
|
| Miele |
21
|
| Cioccolato
al latte |
21
|
| Biscotti |
18
|
| Pasticcini,
formaggini |
13
|
| Cioccolato
fondente |
12
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| Cioccolatini |
11
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| Marmellata |
10
|
| Gelato |
9
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| Pane
e burro, patate fritte |
7
|
| Latte,
polenta, banane |
6
|
| Mela,
piselli |
5
|
| Thè,
gelatine di frutta |
4
|
| Succo
di frutta, fragole, arance, frittata |
3
|
| Limonata |
2
|
| Prosciutto,
carne |
1
|
Gli
errori alimentari
Con gli errori noi genitori cominciamo subito: appena nati per "farlo
stare buono" alcuni danno al bambino il succhiotto
intinto nello zucchero o nel miele: è un "vizio"
che il lattante non può inventarsi da solo!

Altra
cattiva abitudine è quella di dare biberon contenenti liquidi
molto zuccherati (acqua o camomilla). "Altrimenti
non bevono niente!" dicono spesso i genitori. Ebbene, questi
bambini a 3-4 anni presentano spesso le corone cliniche degli incisivi
completamente distrutte, ridotti alle sole radici.
Un'altra abitudine sbagliata è quella di dare la frutta grattugiata
o spremuta con l'aggiunta di zucchero:
la frutta contiene già zuccheri e questa "aggiunta"
non fa che creare il bambino "dolce-dipendente", educandolo
ai sapori dolci. Aggiungere zucchero alle bevande e/o agli alimenti
è un errore educativo e non solo un danno per i denti!
E' bene poi passare gradualmente dai cibi omogeneizzati (più
amati dai bambini perchè non fanno fatica a masticarli) ai
cibi solidi che esercitano
e sviluppano l'apparato stomatognatico (la bocca).

Se
l'insieme di labbra, ossa mascellari, denti, lingua e guance si
sviluppa fisiologicamente, determinerà, infatti, funzioni
vitali fisiologiche e non patologiche: deglutizione, masticazione,
fonazione, ecc. I cibi omogeneizzati e morbidi inoltre sono più
cariogeni. I denti per mantenersi sani hanno bisogno di "fare
ginnastica" e risulta fondamentale l' introduzione di alimenti
duri. La masticazione aiuta a mantenere vitale il dente che viene
sottoposto ad una specie di massaggio, il quale a sua volta stimola
la circolazione del sangue nella gengiva. L'introduzione di alimenti
di una certa consistenza favorisce inoltre lo sviluppo più
idoneo dell' apparato neuromuscolare responsabile di una corretta
masticazione.
Nei bambini e poi anche negli adolescenti è frequente un
altro errore alimentare: la merendina.

La
merenda a metà mattina potrebbe essere tranquillamente evitata
se ci fosse una prima colazione adeguata e questa purtroppo non
è una comune abitudine italiana; quella del pomeriggio è
consigliabile ma non si vede perchè debba essere a base di
cibi cariogeni. Il latte e la frutta sono sicuramente preferibili
ad una merenda confezionata, che costa di più e ha minore
valore nutrizionale; un frullato è più digeribile,
dissetante, meno cariogeno ed è tanto questione di abituare
ed educare il bambino al gusto per certi alimenti!
E
continuiamo con le cattive abitudini.....!
Alcuni bambini prima di andare a letto
mangiano o bevono qualcosa che nella maggior parte dei casi
è dolce: una caramella, un biberon di latte zuccherato
...... ecc. Tra i bambini che hanno questa abitudine diverse
ricerche hanno dimostrato che l'incidenza della carie è
molto elevata. |
|

E
ancora: i nostri bambini amano tantissimo le bibite gassate il cui
contenuto di zuccheri è elevatissimo: diamo loro almeno quelle
"dietetiche" in cui lo zucchero è sostituito con
altri dolcificanti meno cariogeni: E lo stesso discorso vale per
le gomme da masticare: se proprio non riusciamo a fargliene fare
a meno, diamo loro l' abitudine di prendere quelle senza zucchero!
Insomma, se si fa un po' di attenzione a quel che si dà da
mangiare ai nostri figli anche la carie può essere loro evitata
senza dovere ricorrere a particolari procedure di prevenzione che
solo il dentista potrà applicare: se ci pensate tutti i cibi
fortemente cariogeni sono voluttuari, non indispensabili.
LA
FLUOROPROFILASSI
|
Fin
dai primi anni del nostro secolo è noto che il Fluoro
svolge un ruolo importante nell'alimentazione umana e, in
particolare, per la salute della bocca e dei denti. Meno noto
il meccanismo di azione del Fluoro perchè solo negli
ultimi 20 anni sono state fatte serie indagini epidemiologiche
e scientifiche per scoprirne bene i meccanismi di protezione
e/o di danno.
L'azione del Fluoro è complessa, ancora non del tutto
nota ed è costantemente oggetto di discussioni e revisioni
critiche. Rimane però un dato certo e cioè che
il Fluoro agisce direttamente e indirettamente sulla salute
dei denti influenzandone forma, sviluppo e resistenza.
In bocca la presenza del Fluoro fa sì che i batteri,
lì costantemente presenti, riducano la propria attività
e presenza.
|
|
Il
Fluoro inoltre può entrare intimamente a far parte della
struttura chimica dello smalto. Un dente il cui smalto contiene
Fluoro è molto più duro e resistente all' azione
di tutte quelle sostanze capaci invece di intaccarlo fino a
distruggerlo.
Sembra inoltre che la presenza e la disponibilità del
Fluoro nei fluidi orali (saliva e secrezioni locali) sia determinante
ai fini della remineralizzazione dello smalto nella fase iniziale
della carie. Sarebbe cioè un meccanismo costantemente
riparativo l'elemento determinante ai fini della riduzione della
carie nei soggetti che assumono costantemente Fluoro. |
|

L'
efficacia del fluoro è universalmente riconosciuta e si considera
di conseguenza necessario dare il Fluoro.
Ci sono molti modi per dare il Fluoro laddove, come in Italia, non
viene operata la fluorazione delle acque
(che consiste nel mettere il Fluoro in dosi conosciute
nei pozzi dell' acqua potabile).L' efficacia della protezione del
Fluoro è legata al metodo di assunzione: se assorbito per
via generale (nel caso di pastigliette assunte con l' acqua o delle
gocce) il 95% di esso si lega al Calcio contenuto nelle ossa e solo
il 5% ritorna nel fluido salivare. Più efficace, invece,
l' assorbimento per contatto diretto con lo smalto del dente.
La fluoroprofilassi
professionale consiste appunto nell'applicare
con delle apposite apparecchiature direttamente sui denti un gel
contenente una alta concentrazione di Fluoro che rimane poi così
a lungo in bocca e può esplicare la sua benefica azione.
Va fatta nello studio del dentista ogni 4-6 mesi ed è risultata
efficace.
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|
L'altro
metodo, in aggiunta al precedente e non in alternativa a quello,
consiste nella somministrazione quotidiana di pastiglie
a base di Fluoro
a domicilio.
Quando darlo? Sarebbe opportuno fare sciogliere il più
lentamente possibile le pastiglie di Fluoro in bocca per farlo
rimanere il più possibile a contatto diretto con i denti.
Una pastiglietta al Fluoro è piccolissima e verrebbe
immediatamente inghiottita. Allora è consigliabile aspettare
che il bambino si addormenti e poi, delicatamente, porre la
pastiglietta all' interno delle labbra: non sulla lingua ma
tra denti e labbro.
Può essere dannoso? Il Fluoro non è un farmaco,
non è necessaria la prescrizione del medico e non ha
controindicazioni. Può essere assunto da tutti i bambini
anche in corso di malattia. Diventa tossico solo a dosaggi molto
elevati (oltre 150 compresse al giorno!) |
E', infine, indispensabile il controllo periodico dell'odontoiatra
ogni 4-6 mesi. In questo modo ci assicureremo non solo una pulizia
professionale dei denti, ma anche la diagnosi, la profilassi professionale
e l'eventuale terapia precoce. Accanto alle cose che ogni genitore
deve fare per ottenere questo risultato esistono cose che possono
essere fatte solo negli studi professionali del dentista e cioè
la:
PROFILASSI
PROFESSIONALE
Consiste essenzialmente in due operazioni:
-
la sigillatura dei solchi
- la
fluoroprofilassi (v. capitolo precedente).
La
sigillatura dei solchi è conosciuta altrimenti come la "vernicetta
anticarie". La opportunità di effettuare
questa pratica nasce dall' osservazione che più del 50% delle
lesioni cariose nasce dalla superficie masticante dei denti.
Abbiamo
precedentemente visto come sia fatta la superficie occlusale dei
denti posteriori con tutto quel susseguirsi di montagne (cuspidi)
e valli (solchi). Non è semplice tenere pulito il fondo dei
solchi e, a volte, è proprio impossibile perchè sono
così stretti che non ci passano neppure le setole dello spazzolino:
lì allora si accumulerà placca e inizierà così
quel meccanismo di disgregazione dello smalto descritto prima che
porta poi alla sua distruzione.
Grazie ai nuovi materiali è possibile riempire il fondo di
queste valli, dopo averli ripuliti ben bene e reso lo smalto ricettivo,
con della resina fluida, che
non solo occupa fisicamente lo spazio dove potrebbe andare ad annidarsi
la placca, ma rilascia lentamente Fluoro. Sarà inoltre resa
più facile la pulizia e così il rischio carie diminuisce!
LA
PREVENZIONE ORTODONTICA
Tutti in fila e bene allineati ...........!
Quando
oggi si parla di allineamento dei denti è necessario capire
che la posizione che essi occupano in bocca è la risultante
dell' equilibrio di tutte le forze che sono attive nell' apparato
stomatognatico (EUGNAZIA) che
è costituito dalle ossa mascellari (mascellare superiore
e mandibola o mascellare inferiore), dai muscoli della masticazione
e del viso, dalla lingua, oltre che dai denti.
 |

Da un corretto allineamento dei denti dipende non soltanto la masticazione
e l'estetica dei nostri bambini, ma anche il loro modo di parlare,
le espressioni del volto, la respirazione e il loro atteggiamento
posturale (come stanno diritti in piedi).
Fattori ereditari o cause esterne (prolungata abitudine del succhiamento
con il biberon, respirazione con la bocca anziché con il
naso, la suzione del pollice o altre abitudini viziate, malattie
dei denti, estrazioni precoci) possono impedire uno sviluppo armonioso
di questo apparato e impedirne una crescita normale, determinando
una DISGNAZIA, cioè la
malposizione delle ossa mascellari e dei denti.
Le conseguenze della disgnazia sono numerose: accumulo di placca,
traumi dentali durante la masticazione, sofferenze gengivali e parodontali.
Anche l'articolazione temporo-mandibolare viene sottoposta ad uno
stress funzionale con gravi danni a distanza di tempo negli anni
(adulti che fanno fatica a sbadigliare, a masticare o addirittura
ad aprire la bocca più di un centimetro, segni tutti questi
di una artrosi più o meno marcata dell' articolazione) e,
insieme, si hanno anche alterazioni della colonna vertebrale.
Molti bambini a causa delle frequenti infezioni alle vie respiratorie
superiori (raffreddori, tonsilliti, otiti, tracheo-bronchiti, ecc.)
iniziano a respirare a bocca aperta. Diventano così dei "respiratori
orali". Normalmente la respirazione deve avvenire senza sforzo
attraverso il naso mentre le labbra sono naturalmente chiuse (competenti).
I muscoli della faccia non intervengono mai nella funzione respiratoria.
Nel respiratore orale l'aria attraversa troppo velocemente la cavità
orale e non viene così migliorata nelle sue caratteristiche
come avviene nella respirazione fisiologica (temperatura, umidità
e composizione).
In genere si ritiene che una respirazione nasale sia associata ad
una crescita "ortognatica" (normale, fisiologica) mentre
quella "disgnatica " si trova associata ad una respirazione
di tipo orale. Quando un individuo respira continuativamente con
la bocca viene a trovarsi in una condizione di insufficienza respiratoria.
Persino il torace può svilupparsi in modo carente se vi è
una respirazione con la bocca di cui spesso e erroneamente vengono
considerate "colpevoli" le tonsille. Adenoidi e tonsille
non vanno quindi considerate in valore assoluto (piccole o grosse)
ma in relazione allo spazio in cui sono inserite (cavità
oro-rino-faringee). Succede spesso, infatti, che le tonsille appaiano
grosse ma in realtà non lo sono: è il palato piccolo
e stretto (cosiddetto ogivale) che le fa sembrare tali! Se si considera
l'importanza del ruolo di difesa giocato dal tessuto linfatico del
distretto oro-faringeo (cioè gola e bocca), si può
meglio comprendere l'inutilità e il danno che a volte una
tonsillectomia precoce può determinare.

Una
volta di più è perciò necessario capire l'importanza
della PREVENZIONE che possiamo attuare fin
dai primi mesi di vita del nostro bambino.
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La prevenzione nei primi
tre anni di vita consiste in pochi ma essenziali
consigli che non rivestono carattere specialistico e che è
importante conoscere:
- L'allattamento
al seno, che non solo è la migliore fonte
nutrizionale, ma è anche una formidabile ginnastica
per la muscolatura della bocca e della lingua
- Evitiamo
il più possibile l'uso del succhiotto,
meno che mai con l'aggiunta dello zucchero che favorirà
come è già stato visto l' insorgenza della
carie
- Non
prolunghiamo l'uso del biberon
oltre i due anni perché i cibi semisolidi e solidi
servono a stimolare il normale sviluppo osseo
- Teniamo
d'occhio i denti di latte
(denti decidui), che sono importanti non soltanto dal punto
di vista dell'estetica e della funzione masticatoria ma
anche dal punto di vista ortognatodontico, in quanto questi
denti guidano l'eruzione dei corrispettivi permanenti e
permettono di mantenere lo spazio per essi. La perdita prematura
di denti a causa della carie può compromettere lo
spazio necessario ai denti permanenti che dovranno erompere.
- Anche
la permanenza di un dente deciduo nell'arcata dentaria oltre
i limiti fisiologici
puo' essere all'origine di una alterata eruzione dei permanenti
e quindi dell'instaurarsi di una disgnazia. Una perturbazione
qualsiasi dell'andamento fisiologico dei processi di sostituzione
della dentatura decidua con quella permanente può
essere la causa d'insorgenza delle cosiddette malocclusioni
- La
prevenzione e la cura di tutte le malattie
delle prime vie aeree respiratorie costituisce un importante
fattore anche per la prevenzione delle malocclusioni.
- Le
"abitudini viziate"
sono frequente causa delle malocclusioni. Occorre che vengano
riconosciute e curate il più precocemente possibile.
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Prevenzione
significa, infine, tutte quelle misure di igiene orale che hanno
come obiettivo mantenere l'integrità dei denti decidui evitando
in primo luogo l' insorgenza della carie.

Dott.
Giorgio Casani
Specialista in Pediatria
Odontoiatria Pediatrica
Centro
Akos-Milano
| adattamento
web a cura di Antonio Brienza |
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