Odontoiatria Pediatrica: Libretto
   a  cura del Dr. GIORGIO CASANI
Libretto di
Odontoiatria Pediatrica
Disegni di Raffaella Colombo

I DENTI

I denti sono di fondamentale importanza per

  • masticare
  • parlare
  • connotare l'aspetto di una persona mediante un sorriso

Alla nascita la bocca è priva di denti perchè il bambino non ha bisogno di masticare. Viene infatti nutrito con il latte dalla mamma.
Crescendo però il bimbo comincia a gustare anche i cibi solidi e necessita perciò della presenza della dentatura.

 

 

I denti dei bambini sono diversi da quelli degli adulti:
sono chiamati DENTI DA LATTE o DENTI DECIDUI.
Sono più piccoli di quelli degli adulti e sono
20:
8 incisivi, 4 canini e 8 molarini

(nella dentatura da latte non sono presenti i premolari :i premolari della dentatura permanente spunteranno a partire dal 10°-11° anno di vita e prenderanno il posto dei molarini da latte)




I DENTI PERMANENTI
sono 16 per ogni arcata.
In totale perciò sono 32.

I denti non sono tutti uguali.
Si differenziano in base alla loro funzione.

                 A: i 4 incisivi tagliano il cibo
                 B: i 2 canini strappano
                 C: i 4 premolari sminuzzano
                 D: i 6 molari triturano finemente il cibo.



Spuntano i primi denti

In occasione dell'eruzione dei primi dentini i bambini presentano sintomatologie varie: malessere generale, raffreddore e, a volte, anche diarrea. E` solo una coincidenza ma spessissimo succede proprio così. Il bambino comincia a mangiare di meno, è facilmente irritabile e la mamma se ne accorge immediatamente mettendosi in allarme.
E' molto difficile fissare con precisione l'epoca di eruzione come pure l'epoca della permuta (la sostituzione dei denti da latte o decidui con i denti permanenti).
I ritardi come altrettanto gli anticipi non hanno di per sè alcun significato patologico. E` pur vero però che un eccessivo ritardo nella comparsa dei primi denti deve mettere in allarme il pediatra. Ci possono essere casi infatti, per fortuna rari, di mancanza dei denti: le cosiddette "agenesie". Può succedere, però per ora non è necessario intervenire. L'unico modo infatti per accertare le agenesie dentarie è l'esame radiologico. Fare un esame totale delle arcate dentarie superiore e inferiore, infatti, potrebbe toglierci questo dubbio (la cosiddetta panoramica o ortopantomografia) ma non ha senso farlo subito. Meglio aspettare i 4-5 anni se proprio non se ne può fare a meno.

 

Quando bisogna consultare lo specialista? E` buona norma che già dall'età di due anni si porti il proprio bambino dallo specialista pediatra dentista

 

Nel Nord-Europa i programmi di prevenzione dentale sono erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; sono stati ottenuti dei risultati stupefacenti proprio grazie a questo precoce intervento. Dall'età di due anni i bambini vanno dal dentista e dall'igenista orale: i bambini si abituano a questa pratica, acquistano familiarità con l'ambiente e le persone, imparano con il tempo una corretta tecnica di Igiene Orale e vengono messe in atto tutte quelle procedure che hanno permesso di raggiungere degli obiettivi che a noi risulta solo difficile immaginare e cioè la quasi totale assenza di carie all'età di 12 anni!

Una volta venuti fuori i dentini, più o meno nelle epoche indicate, più o meno diritti, occorre fare qualcosa perchè si mantengano sani il più a lungo possibile. Prevenire è sempre meglio che curare ed è anche più economico!

La malattia piu` diffusa in assoluto è la carie ma, senza alcun dubbio, è anche la malattia più facile da prevenire.
Ma occorre capire, prima di ogni cosa, che cos'è la carie o lesione cariosa e, ancor prima, sapere come è fatto un dente.

Come sono fatti i denti


Di che cosa sono fatti

Sono quattro gli elementi principali che formano i denti:

  • lo smalto all' esterno ricopre la corona dentaria ed è la sostanza più dura presente nel corpo umano; è costituito da sali minerali per il 97-98% (cristalli di idrossiapatite, Calcio, Magnesio, Iodio, Cloro, Potassio, ecc.) e per il 2-3% da acqua e proteine)
  • la dentina, meno dura dello smalto e anche meno resistente agli attacchi della carie
  • la polpa dentaria che è costituita dalle cellule producono la dentina, dai nervi del dente e dai vasi sanguigni ed è il cuore del dente
  • il cemento, una sostanza dura e ruvida che ricopre la radice

Come sono fissati

I tessuti che sostengono il dente sono l' osso alveolare, la gengiva e le fibre parodontali che legano il cemento che ricopre le radici all'osso alveolare.

 

I denti posteriori

I denti posteriori si chamano MOLARI (nella dentatura permanente sono 12, sei superiori e sei inferiori); servono per potere ben triturare il cibo in modo che si impasti ben bene con la saliva: hanno radici solide, di solito tre, proprio per sopportare carichi masticatori elevati. I denti posteriori non hanno una superficie piatta ma presentano un aspetto montagnoso: montagne (cuspidi) e valli (solchi) si alternano con apparente casualità; invece il progetto è preciso e prevede delle corrispondenze reciproche tra denti superiori e inferiori, tra cuspidi e solchi in modo tale che durante la masticazione il cibo solido venga schiacciato, triturato e possa scivolare via e non rimanga imprigionato tra dente e dente come chiuso in una scatola.



Il primo molare permanente compare intorno ai sei anni( è importante sapere che questo dente non verrà cambiatao), il secondo verso i 12-15 anni, il terzo ( il cosiddetto "Dente del Giudizio" ) dai 16 anni in avanti.

I denti premolari che occupano i settori laterali delle arcate dentarie sono otto, 4 per l' arcata superiore, 4 per l' arcata inferiore.
Non sono presenti nella dentatura da latte :i premolari della dentatura permanente spunteranno a partire dal 10°-11° anno di vita e prenderanno il posto dei molarini da latte. Anch'essi presentano una superficie frastagliata ma molto meno rispetto a quella dei molari. Anch' essi servono per la triturazione del cibo anche se meno efficace di quella eseguita dai molari. Possono presentare una o due radici.

I denti anteriori


Hanno ben altra forma rispetto a quelli posteriori: hanno un margine sottile e tagliente. La loro forma prevede che possano tagliare, bucare e lacerare. Sono otto incisivi (4 sopra e 4 sotto) con forma a paletta e quattro canini (2 sopra e 2 sotto) che hanno una corona aguzza adatta a strappare e lacerare con forza. Sono denti molto resistenti!

LA CARIE

Circa il 75% dei bambini sono affetti da carie ancor prima di raggiungere il quinto anno di età.
La causa della carie è la placca batterica che è costituita da batteri e da residui organici di origine alimentare. Si forma in continuazione in bocca, aderisce ai denti, ne intacca lo smalto e permette il passaggio dei microbi nei tessuti dentari ( dentina ). Nei bambini lo smalto è più sottile e la polpa più voluminosa: di conseguenza la polpa si può infettare più facilmente dando luogo alla formazione di ascessi.

Come viene la carie

La carie è un processo di distruzione dapprima dello smalto, poi della dentina, causato da acidi ed enzimi batterici contenuti nella bocca (cavità orale). Questo attacco dipende da numerosi fattori tra cui i principali sono:

  • le caratteristiche della saliva
  • la composizione della placca batterica
  • il tipo di smalto e sua composizione
  • le abitudini alimentari e altri fattori poco o nulla conosciuti tra cui anche l' ereditarietà
  • il livello culturale dell' individuo

La carie inizia con una intaccatura dello dello smalto, detta "macchia bianca" e prosegue attraverso i canalicoli dentinali in direzione della polpa. Quando la dentina è molto rammollita, lo smalto sovrastante si spezza, perchè non è più sostenuto e appare il buchino.

Per potere avere una diagnosi precoce è pertanto fondamentale la visita del dentista che attuerà un trattamento conservativo e renderà possibile limitare il danno. Se si lascia che la carie proceda, essa potrà arrivare a interessare la polpa e l' osso alveolare dando dolore e creando una situazione di infiammazione e/o di infezione di notevole gravità. Nei bambini inoltre l' infezione può danneggiare irrimediabilmente il germe del dente permanente essendo a stretto a contatto con esso.

Conseguenze della Carie

La carie, se non curata per tempo porta alla distruzione del dente con conseguenze sia locali che generali. Molti pensano, erroneamente, che i denti da latte non richiedano nè cure nè controlli e che i denti permanenti possano nascere sani e belli, anche se i primi dentini sono cariati o sono caduti prematuramente. Al contrario, i denti di latte hanno da compiere importanti funzioni:

  1. servono per la masticazione nel primo periodo dello sviluppo corporeo, quello in cui occorre che l'organismo sia in grado di assimilare tutte le sostanze necessarie alla crescita

  2. se i denti di latte masticano con energia viene garantito un sano sviluppo delle ossa mascellari e perciò anche della seconda dentizione

  3. i denti decidui o da latte "tengono il posto" a quelli permanenti. Se per incuria un dente da latte si caria e non è curato in tempo, facilmente accadrà che diventi necessario estrarlo: verrà così a mancare un elemento della masticazione e una "prenotazione di posto" per il domani. Se il posto non viene tenuto rimarrà per un lungo periodo di tempo uno spazio vuoto che verrà occupato dal dente che gli stava dietro o davanti; quando il dente permanente eromperà troverà chiuso sopra di sè lo spazio dove avrebbe dovuto collocarsi e si porrà fuori dall' allineamento


Le conseguenze generali della carie non curata sono collegate all' infezione locale, tramite la quale vengono messi in circolo i batteri presenti in un focolaio di infezione cronica. Da questo focolaio l'infezione può entrare nel sangue e diffondersi in tutto il corpo.

Si può prevenire!

La Prevenzione della carie si basa su alcune semplici regole che ognuno di noi può facilmente seguire. E' opportuno che vengano insegnate fin da bambini in modo che entrino a far parte delle abitudini che non si fa fatica a seguire.

Esse sono :

  • IGIENE ORALE
  • IGIENE ALIMENTARE
  • FLUORIZZAZIONE
  • VISITE PERIODICHE dal Dentista

IGIENE ORALE

Per Igiene Orale intendiamo la rimozione della placca e dei residui alimentari con i mezzi meccanici. Questo è il punto cardine della prevenzione della carie.

Sappiamo tutti quanto è noioso per un bambino lavarsi i denti ma è un' abitudine che dobbiamo insegnargli e coltivare fin dalla più tenera età. Igiene Orale già prima della eruzione dei denti vorrà dire pulizia dei residui alimentari con una garza imbevuta di acqua leggermente salata; dopo l' eruzione dei primi dentini, spazzolino e filo interdentale.
I bambini al di sotto dei 7/8 anni non sono capaci di eseguire correttamente le tecniche di spazzolamento ed è quindi essenziale che siano i genitori ad eseguirle di frequente e personalmente. Non fidiamoci inoltre delle loro vaghe risposte affermative al nostro fatidico: "Ti sei lavato i denti?"

Quali sono gli spazzolini migliori?

Innanzitutto non dobbiamo scegliere per i nostri bambini uno spazzolino troppo grande: non riusciranno a farlo entrare bene in bocca, lo useranno male e impareranno a lavarsi i denti in modo scorretto e insufficiente. Il manico dovrà essere diritto; curve e pieghe sia nel manico sia nelle setole non servono a niente, anzi ostacolano il movimento corretto.

Gli spazzolini con setole sintetiche non assorbono acqua, mantengono inalterata la loro durezza e la loro forma arrotondata nelle punte.

I "punti difficili" sono tre:colletto del dente, spazi interdentali e solchi delle superfici masticanti. Se i denti sono ben posizionati e allineati e hanno rapporti ideali tra loro, il ristagno di placca è minimo; se i denti sono "storti" il ristagno aumenta, e con esso la probabilità di carie. Ecco uno dei perchè occorre raddrizzare i denti il più presto possibile. Lo stesso vale per le otturazioni imperfette che non rispettano la normale anatomia del dente.

Come spazzolare i denti

La tecnica di spazzolamento più consigliabile è quella che permette la maggiore asportazione di placca: il movimento deve essere effettuato dal polso e non dal braccio intero cosicchè si ha un migliore controllo dei movimenti fini e precisi. Lavarsi i denti non serve per avere l' alito fresco e profumato ma serve solo all'asportazione della placca. L'azione del dentifricio sarebbe addirittura superflua in quanto l'efficacia determinante è data dall'azione meccanica e cioè dal movimento.

Abbiamo visto che la placca tende ad accumularsi al colletto dei denti e negli spazi interdentali e, posteriormente, sulle superfici masticanti. E' lì quindi che occorre concentrare l'azione dello spazzolino, per quanto si può. Sulle altre parti del dente per fortuna ci pensano parzialmente le guance (esternamente) e la lingua (internamente) a tenerli puliti e privi di placca.


Spazzolare i denti posteriori

Occorre quindi inserire lo spazzolino orizzontalmente in bocca (v. sopra), appoggiarlo alle corone dei denti posteriori e spazzolare non con movimento di va e vieni (la placca verrebbe asportata e rimessa poi al suo posto!) ma con solo movimento di andata così da togliere la sola placca del colletto. Sono sufficienti pochi colpi ma precisi: non è necessario passarci delle ore a fare schiuma! E' intuitivo, ma occorre dirlo, che il movimento sarà dall'alto in basso per l'arcata superiore e dal basso verso l'alto per l'arcata inferiore.

Eseguita questa prima operazione sia sulla superficie vestibolare dei denti (che guarda verso le guance) che su quella linguale (interna) ...

occorre spazzolare le superfici masticanti dei denti posteriori...

... e anche in questo caso con il solo movimento di andata (dal dietro verso la parte anteriore della bocca).

Spazzolare i denti anteriori

 

Questa tecnica, una volta imparata, è la più semplice e rapida ma non può essere applicata a incisivi e canini.

Per questi denti occorre una pulizia particolare, dente a dente!

Inserire lo spazzolino per il lungo (l'asse lungo dello spazzolino deve essere parallelo all' asse lungo del dente) e fare il solito movimento di sola andata dall'alto verso il basso per l'arcata superiore e dal basso verso l'alto per i denti dell'arcata inferiore.

Il filo interdentale

Non dimentichiamo però che nessuno spazzolino rimuove completamente la placca e soprattutto quella interdentale e quindi se vogliamo insegnare ai nostri figli una corretta igiene della bocca dobbiamo insegnare loro ad usare il filo interdentale.

Spazzolatura dall'alto verso il basso per l'arcata superiore e al basso verso l'alto per l'arcata inferiore. Ricordarsi poi delle superfici linguali.

Il filo andrà infilato in uno spazio interdentale, appoggiato ad una superficie ed estratto strofinando questa superficie; così dovrà essere fatto in tutti gli spazi. Certamente è un po' noioso ma ripaga abbondantemente perchè i risultati che si ottengono sono entusiasmanti: si può con una buona e corretta igiene orale arrivare all' età adulta senza carie!

 

L'educazione dei bambini all'Igiene Orale

Ci sono attualmente molti mezzi che ci permettono di visualizzare dove, nonostante il nostro spazzolamento, la placca si accumuli: sono le pastiglie rivelatrici di placca che colorano di rosso la placca recente e quella oramai consolidata e disidratata (tartaro) di blu: questo ci permette di conoscere la nostra bocca e dove, nonostante i nostri sforzi, la placca si accumuli e può essere un gioco a premi con i nostri figli!

Il dentifricio aiuterà l'azione dello spazzolino: contiene polvere abrasiva e schiumogeni che aiutano l'azione meccanica, farmaci (oramai quasi tutti i dentifrici contengono fluoro e/o suoi derivati in diverse percentuali, o disinfettanti o agenti anti-placca), essenze, aromi e edulcoranti.


Quando dobbiamo abituare i bambini a lavarsi i denti e, quindi, prepararci a combattere con loro?

Si è detto che l'igiene orale consiste nel rimuovere i residui alimentari e la placca: per prima cosa, allora, bisogna rimuovere i detriti dopo ogni assunzione di cibo (realisticamente dopo ogni pasto principale) e la placca ogni 24 ore.
Per l' igiene orale vale la stessa regola che riguarda l'educazione alimentare : i nostri figli prenderanno le abitudini che noi daremo loro e tutto sarà infinitamente più facile se queste abitudini saranno loro "da sempre".

Queste sono le raccomandazioni per i bambini sotto i sei anni che usano il dentifricio:

  • il lavaggio dei denti dovrebbe normalmente avvenire immediatamente dopo aver mangiato
  • tale operazione dovrebbe avvenire sotto controllo dell' adulto finchè non si sia sicuri della tecnica di spazzolamento. E' opportuno comunque anche in questo caso un periodico e ravvicinato controllo della presenza di placca mediante i "rivelatori di placca"
  • la quantità di dentifricio da usare è minima (non più di un pisello!) e sempre comunque sotto la sorveglianza di un adulto
  • la deglutizione dovrebbe essere scoraggiata: dopo lo spazzolamento, sputare, sciacquare con acqua e sputare lo sciacquo.

L' igiene personale dei denti, per quanto sicuramente efficace se effettuata con cura e regolarità, non è tuttavia sufficiente come metodo di prevenzione della carie se non accompagnata da un' adeguata ...

... IGIENE ALIMENTARE

La cariogenicità (capacità di provocare la carie) degli alimenti è da mettere in relazione non solo con la quantità di zucchero contenuto dall' alimento ma anche con la sua consistenza: il cibo più appiccicoso rimarrà più a lungo sui denti e favorirà la formazione della placca e la sua intima adesione al dente. Può essere così enunciata la legge sulla cariogenicità:

"Un alimento è tanto più cariogeno quanto più zucchero contiene e quanto più a lungo questo rimane sui denti."


E' stata quindi elaborata una tabella che fornisce una "classifica" del potere cariogeno dei principali alimenti:

Alimento
Potere cariogeno
Caramelle
27
Miele
21
Cioccolato al latte
21
Biscotti
18
Pasticcini, formaggini
13
Cioccolato fondente
12
Cioccolatini
11
Marmellata
10
Gelato
9
Pane e burro, patate fritte
7
Latte, polenta, banane
6
Mela, piselli
5
Thè, gelatine di frutta
4
Succo di frutta, fragole, arance, frittata
3
Limonata
2
Prosciutto, carne
1

Gli errori alimentari

Con gli errori noi genitori cominciamo subito: appena nati per "farlo stare buono" alcuni danno al bambino il succhiotto intinto nello zucchero o nel miele: è un "vizio" che il lattante non può inventarsi da solo!

Altra cattiva abitudine è quella di dare biberon contenenti liquidi molto zuccherati (acqua o camomilla). "Altrimenti non bevono niente!" dicono spesso i genitori. Ebbene, questi bambini a 3-4 anni presentano spesso le corone cliniche degli incisivi completamente distrutte, ridotti alle sole radici.

Un'altra abitudine sbagliata è quella di dare la frutta grattugiata o spremuta con l'aggiunta di zucchero: la frutta contiene già zuccheri e questa "aggiunta" non fa che creare il bambino "dolce-dipendente", educandolo ai sapori dolci. Aggiungere zucchero alle bevande e/o agli alimenti è un errore educativo e non solo un danno per i denti!

E' bene poi passare gradualmente dai cibi omogeneizzati (più amati dai bambini perchè non fanno fatica a masticarli) ai cibi solidi che esercitano e sviluppano l'apparato stomatognatico (la bocca).

Se l'insieme di labbra, ossa mascellari, denti, lingua e guance si sviluppa fisiologicamente, determinerà, infatti, funzioni vitali fisiologiche e non patologiche: deglutizione, masticazione, fonazione, ecc. I cibi omogeneizzati e morbidi inoltre sono più cariogeni. I denti per mantenersi sani hanno bisogno di "fare ginnastica" e risulta fondamentale l' introduzione di alimenti duri. La masticazione aiuta a mantenere vitale il dente che viene sottoposto ad una specie di massaggio, il quale a sua volta stimola la circolazione del sangue nella gengiva. L'introduzione di alimenti di una certa consistenza favorisce inoltre lo sviluppo più idoneo dell' apparato neuromuscolare responsabile di una corretta masticazione.

Nei bambini e poi anche negli adolescenti è frequente un altro errore alimentare: la merendina.

La merenda a metà mattina potrebbe essere tranquillamente evitata se ci fosse una prima colazione adeguata e questa purtroppo non è una comune abitudine italiana; quella del pomeriggio è consigliabile ma non si vede perchè debba essere a base di cibi cariogeni. Il latte e la frutta sono sicuramente preferibili ad una merenda confezionata, che costa di più e ha minore valore nutrizionale; un frullato è più digeribile, dissetante, meno cariogeno ed è tanto questione di abituare ed educare il bambino al gusto per certi alimenti!

E continuiamo con le cattive abitudini.....!

Alcuni bambini prima di andare a letto mangiano o bevono qualcosa che nella maggior parte dei casi è dolce: una caramella, un biberon di latte zuccherato ...... ecc. Tra i bambini che hanno questa abitudine diverse ricerche hanno dimostrato che l'incidenza della carie è molto elevata.

E ancora: i nostri bambini amano tantissimo le bibite gassate il cui contenuto di zuccheri è elevatissimo: diamo loro almeno quelle "dietetiche" in cui lo zucchero è sostituito con altri dolcificanti meno cariogeni: E lo stesso discorso vale per le gomme da masticare: se proprio non riusciamo a fargliene fare a meno, diamo loro l' abitudine di prendere quelle senza zucchero!
Insomma, se si fa un po' di attenzione a quel che si dà da mangiare ai nostri figli anche la carie può essere loro evitata senza dovere ricorrere a particolari procedure di prevenzione che solo il dentista potrà applicare: se ci pensate tutti i cibi fortemente cariogeni sono voluttuari, non indispensabili.

 

LA FLUOROPROFILASSI

Fin dai primi anni del nostro secolo è noto che il Fluoro svolge un ruolo importante nell'alimentazione umana e, in particolare, per la salute della bocca e dei denti. Meno noto il meccanismo di azione del Fluoro perchè solo negli ultimi 20 anni sono state fatte serie indagini epidemiologiche e scientifiche per scoprirne bene i meccanismi di protezione e/o di danno.

L'azione del Fluoro è complessa, ancora non del tutto nota ed è costantemente oggetto di discussioni e revisioni critiche. Rimane però un dato certo e cioè che il Fluoro agisce direttamente e indirettamente sulla salute dei denti influenzandone forma, sviluppo e resistenza.
In bocca la presenza del Fluoro fa sì che i batteri, lì costantemente presenti, riducano la propria attività e presenza.

Il Fluoro inoltre può entrare intimamente a far parte della struttura chimica dello smalto. Un dente il cui smalto contiene Fluoro è molto più duro e resistente all' azione di tutte quelle sostanze capaci invece di intaccarlo fino a distruggerlo.

Sembra inoltre che la presenza e la disponibilità del Fluoro nei fluidi orali (saliva e secrezioni locali) sia determinante ai fini della remineralizzazione dello smalto nella fase iniziale della carie. Sarebbe cioè un meccanismo costantemente riparativo l'elemento determinante ai fini della riduzione della carie nei soggetti che assumono costantemente Fluoro.


L' efficacia del fluoro è universalmente riconosciuta e si considera di conseguenza necessario dare il Fluoro.

Ci sono molti modi per dare il Fluoro laddove, come in Italia, non viene operata la fluorazione delle acque (che consiste nel mettere il Fluoro in dosi conosciute nei pozzi dell' acqua potabile).L' efficacia della protezione del Fluoro è legata al metodo di assunzione: se assorbito per via generale (nel caso di pastigliette assunte con l' acqua o delle gocce) il 95% di esso si lega al Calcio contenuto nelle ossa e solo il 5% ritorna nel fluido salivare. Più efficace, invece, l' assorbimento per contatto diretto con lo smalto del dente.

La fluoroprofilassi professionale consiste appunto nell'applicare con delle apposite apparecchiature direttamente sui denti un gel contenente una alta concentrazione di Fluoro che rimane poi così a lungo in bocca e può esplicare la sua benefica azione. Va fatta nello studio del dentista ogni 4-6 mesi ed è risultata efficace.

L'altro metodo, in aggiunta al precedente e non in alternativa a quello, consiste nella somministrazione quotidiana di pastiglie a base di Fluoro a domicilio.

Quando darlo? Sarebbe opportuno fare sciogliere il più lentamente possibile le pastiglie di Fluoro in bocca per farlo rimanere il più possibile a contatto diretto con i denti. Una pastiglietta al Fluoro è piccolissima e verrebbe immediatamente inghiottita. Allora è consigliabile aspettare che il bambino si addormenti e poi, delicatamente, porre la pastiglietta all' interno delle labbra: non sulla lingua ma tra denti e labbro.

Può essere dannoso? Il Fluoro non è un farmaco, non è necessaria la prescrizione del medico e non ha controindicazioni. Può essere assunto da tutti i bambini anche in corso di malattia. Diventa tossico solo a dosaggi molto elevati (oltre 150 compresse al giorno!)


E', infine, indispensabile il controllo periodico dell'odontoiatra ogni 4-6 mesi. In questo modo ci assicureremo non solo una pulizia professionale dei denti, ma anche la diagnosi, la profilassi professionale e l'eventuale terapia precoce. Accanto alle cose che ogni genitore deve fare per ottenere questo risultato esistono cose che possono essere fatte solo negli studi professionali del dentista e cioè la:



PROFILASSI PROFESSIONALE

Consiste essenzialmente in due operazioni:

  • la sigillatura dei solchi
  • la fluoroprofilassi (v. capitolo precedente).

La sigillatura dei solchi è conosciuta altrimenti come la "vernicetta anticarie". La opportunità di effettuare questa pratica nasce dall' osservazione che più del 50% delle lesioni cariose nasce dalla superficie masticante dei denti.

Abbiamo precedentemente visto come sia fatta la superficie occlusale dei denti posteriori con tutto quel susseguirsi di montagne (cuspidi) e valli (solchi). Non è semplice tenere pulito il fondo dei solchi e, a volte, è proprio impossibile perchè sono così stretti che non ci passano neppure le setole dello spazzolino: lì allora si accumulerà placca e inizierà così quel meccanismo di disgregazione dello smalto descritto prima che porta poi alla sua distruzione.

Grazie ai nuovi materiali è possibile riempire il fondo di queste valli, dopo averli ripuliti ben bene e reso lo smalto ricettivo, con della resina fluida, che non solo occupa fisicamente lo spazio dove potrebbe andare ad annidarsi la placca, ma rilascia lentamente Fluoro. Sarà inoltre resa più facile la pulizia e così il rischio carie diminuisce!


LA PREVENZIONE ORTODONTICA

Tutti in fila e bene allineati ...........!

Quando oggi si parla di allineamento dei denti è necessario capire che la posizione che essi occupano in bocca è la risultante dell' equilibrio di tutte le forze che sono attive nell' apparato stomatognatico (EUGNAZIA) che è costituito dalle ossa mascellari (mascellare superiore e mandibola o mascellare inferiore), dai muscoli della masticazione e del viso, dalla lingua, oltre che dai denti.


Da un corretto allineamento dei denti dipende non soltanto la masticazione e l'estetica dei nostri bambini, ma anche il loro modo di parlare, le espressioni del volto, la respirazione e il loro atteggiamento posturale (come stanno diritti in piedi).

Fattori ereditari o cause esterne (prolungata abitudine del succhiamento con il biberon, respirazione con la bocca anziché con il naso, la suzione del pollice o altre abitudini viziate, malattie dei denti, estrazioni precoci) possono impedire uno sviluppo armonioso di questo apparato e impedirne una crescita normale, determinando una DISGNAZIA, cioè la malposizione delle ossa mascellari e dei denti.

Le conseguenze della disgnazia sono numerose: accumulo di placca, traumi dentali durante la masticazione, sofferenze gengivali e parodontali. Anche l'articolazione temporo-mandibolare viene sottoposta ad uno stress funzionale con gravi danni a distanza di tempo negli anni (adulti che fanno fatica a sbadigliare, a masticare o addirittura ad aprire la bocca più di un centimetro, segni tutti questi di una artrosi più o meno marcata dell' articolazione) e, insieme, si hanno anche alterazioni della colonna vertebrale.
Molti bambini a causa delle frequenti infezioni alle vie respiratorie superiori (raffreddori, tonsilliti, otiti, tracheo-bronchiti, ecc.) iniziano a respirare a bocca aperta. Diventano così dei "respiratori orali". Normalmente la respirazione deve avvenire senza sforzo attraverso il naso mentre le labbra sono naturalmente chiuse (competenti). I muscoli della faccia non intervengono mai nella funzione respiratoria. Nel respiratore orale l'aria attraversa troppo velocemente la cavità orale e non viene così migliorata nelle sue caratteristiche come avviene nella respirazione fisiologica (temperatura, umidità e composizione).
In genere si ritiene che una respirazione nasale sia associata ad una crescita "ortognatica" (normale, fisiologica) mentre quella "disgnatica " si trova associata ad una respirazione di tipo orale. Quando un individuo respira continuativamente con la bocca viene a trovarsi in una condizione di insufficienza respiratoria. Persino il torace può svilupparsi in modo carente se vi è una respirazione con la bocca di cui spesso e erroneamente vengono considerate "colpevoli" le tonsille. Adenoidi e tonsille non vanno quindi considerate in valore assoluto (piccole o grosse) ma in relazione allo spazio in cui sono inserite (cavità oro-rino-faringee). Succede spesso, infatti, che le tonsille appaiano grosse ma in realtà non lo sono: è il palato piccolo e stretto (cosiddetto ogivale) che le fa sembrare tali! Se si considera l'importanza del ruolo di difesa giocato dal tessuto linfatico del distretto oro-faringeo (cioè gola e bocca), si può meglio comprendere l'inutilità e il danno che a volte una tonsillectomia precoce può determinare.

Una volta di più è perciò necessario capire l'importanza della PREVENZIONE che possiamo attuare fin dai primi mesi di vita del nostro bambino.


La prevenzione nei primi tre anni di vita
consiste in pochi ma essenziali consigli che non rivestono carattere specialistico e che è importante conoscere:

  1. L'allattamento al seno, che non solo è la migliore fonte nutrizionale, ma è anche una formidabile ginnastica per la muscolatura della bocca e della lingua

  2. Evitiamo il più possibile l'uso del succhiotto, meno che mai con l'aggiunta dello zucchero che favorirà come è già stato visto l' insorgenza della carie

  3. Non prolunghiamo l'uso del biberon oltre i due anni perché i cibi semisolidi e solidi servono a stimolare il normale sviluppo osseo

  4. Teniamo d'occhio i denti di latte (denti decidui), che sono importanti non soltanto dal punto di vista dell'estetica e della funzione masticatoria ma anche dal punto di vista ortognatodontico, in quanto questi denti guidano l'eruzione dei corrispettivi permanenti e permettono di mantenere lo spazio per essi. La perdita prematura di denti a causa della carie può compromettere lo spazio necessario ai denti permanenti che dovranno erompere.

  5. Anche la permanenza di un dente deciduo nell'arcata dentaria oltre i limiti fisiologici puo' essere all'origine di una alterata eruzione dei permanenti e quindi dell'instaurarsi di una disgnazia. Una perturbazione qualsiasi dell'andamento fisiologico dei processi di sostituzione della dentatura decidua con quella permanente può essere la causa d'insorgenza delle cosiddette malocclusioni

  6. La prevenzione e la cura di tutte le malattie delle prime vie aeree respiratorie costituisce un importante fattore anche per la prevenzione delle malocclusioni.

  7. Le "abitudini viziate" sono frequente causa delle malocclusioni. Occorre che vengano riconosciute e curate il più precocemente possibile.

Prevenzione significa, infine, tutte quelle misure di igiene orale che hanno come obiettivo mantenere l'integrità dei denti decidui evitando in primo luogo l' insorgenza della carie.

Dott. Giorgio Casani
Specialista in Pediatria
Odontoiatria Pediatrica

Centro Akos-Milano

adattamento web a cura di Antonio Brienza
   
     Indice
 
  Spuntano i primi denti
  Come sono fatti
  Denti posteriori
  Denti anteriori
  Come viene
  Conseguenze
  Prevenzione
 
  Spazzolini
  Spazzolare i denti
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