Influenza Aviaria
Aggiornamento
del 22 gennaio 2010 h 19:00
Identificata per la prima volta in Italia più di un secolo fa, l'influenza aviaria è una malattia virale, dovuta a virus virus influenzali tipo A, che normalmente colpisce solo volatili selvatici e domestici e, più raramente, maiali. A seconda del tipo di proteina combinata con il virus (da H1 a H 16 e da N1 a N9), il virus acquisisce una denominazione diversa (H5N1, H7N2, etc). Si conoscono almeno quindici sottotipi di virus influenzali che infettano gli uccelli, anche se tutte le epidemie di influenza altamente patogenica sono state causate da virus di tipo A dei sottotipi H5 e H7.
Riserve naturali dei diversi sottotipi di virus dell'influenza aviaria sono le anatre selvatiche, identificate come fonte di contagio per il pollame da allevamento, (polli e tacchini), particolarmente suscettibile alla malattia.
Fino ad ora si è ritenuto che le anatre selvatiche fossero responsabili della trasmissione al pollame di allevamento di forme a bassa patogenicità, meno aggressive (arruffamento delle penne, caduta della produzione di uova) e quindi spesso non riconosciute. Il virus circola poi facilmente negli allevamenti. Nei paesi asiatici, un ruolo preminente alla diffusione del virus è stato identificato nella vendita di pollame vivo ai mercati. Inoltre, i virus si possono trasmettere da azienda ad azienda tramite i mezzi meccanici, gli attrezzi e strumenti contaminati, le macchine, i mangimi, le gabbie, o perfino gli indumenti degli operatori. Nella sua circolazione e diffusione nel pollame domestico, facilmente si generano varianti più aggressive (forme ad alta patogenicità): la trasmissione diviene molto più rapida, gli animali muoiono quasi tutti, spesso entro 48 ore, con interessamento di molti organi interni. I recenti avvenimenti fanno pensare che ora anche i volatili selvatici siano in grado di trasmettere direttamente varianti altamente patogene, aggravando l'estensione dell'epidemia e coinvolgendo rapidamente diverse regioni anche a grandi distanze.
Una volta infettati, gli animali colpiti eliminano il virus in grandi quantità attraverso le feci e le secrezioni respiratorie. Il virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di animali infetti per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 37° C e più di 35 giorni a 4° C) e può restare vitale indefinitamente in materiale congelato. Su superfici contaminate, come quelle dell'ambiente in cui vivono i volatili infetti, il virus può sopravvivere anche per diverse settimane. Al contrario, è sensibile allazione del calore (almeno 70°C, anche per pochi secondi) e viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti.
Influenza aviaria tra gli animali
Epidemie di influenza all'interno della popolazione aviaria si sono sempre verificate, per la maggior parte del tipo a bassa patogenicità, e talora anche abbastanza violente se in causa erano sottotipi H5 o H7.
L'attuale epidemia di influenza aviara altamente patogena, che cominciò nel Sud-Est Asiatico a metà del 2003, si è rivelata di gran lunga la più estesa e grave. Mai prima d'ora nella storia di questa malattia erano state coinvolte tante regioni ed erano morti tanti uccelli. L'agente responsabile, il virus H5N1, s è dimostrato particolarmente tenace. Nonostante la morte o la distruzione di oltre 150 milioni di uccelli, il virus è ora ritenuto endemico nella maggior parte dell'Indonesia e del Vietnam e in alcune parti della Cambogia, della Cina, della Tailandia e forse anche della Repubblica Democratica del Popolo Laotiano. Il controllo dell'epidemia presumibilmente richiederà diversi anni
Linfluenza
aviaria, come malattia animale, ha finora interessato numerosissimi
paesi, compresi diversi paesi europei (in Francia anche in pollame
di allevamento). Riportiamo l'Ordinanza
del Ministero della Salute dell'11 febbraio 2005, che stabilisce l'adozione
di misure precauzionali nelle aree interessate dal riscontro in passato del
virus H5N1 in alcuni cigni migratori trovati morti in Sicilia, Calabria e Puglia
Influenza aviaria: rischi per l'uomo
I virus dell'influenza aviara sono altamente specie-specifici, cioè tendono a colpire soggetti della stessa specie, ma, in rare occasioni, hanno attraversato le barriere tra le specie per infettare anche altre specie, come maiali, gatti e topi e uomo. In effetti, i rischi per la salute dell'uomo sono di due tipi:
Il primo è il rischio di contrarre direttamente l'infezione quando il virus passa dal pollame agli uomini, causando una malattia molto grave. Dei pochi virus in grado di superare la barriera di specie per infettare l'uomo, il virus H5N1 è quello che ha causato il maggior numero di casi di malattia severa e morte tra gli uomini. A differenza della normale influenza stagionale, che provoca nella maggior parte delle persone solo lievi sintomi respiratori, l'infezione da virus H5N1 ha un decorso inusualmente aggressivo, con polmonite virale, compromissione della funzione di molti organi, rapido peggioramento delle condizioni generali e alta mortalità. Nell'attuale epidemia ben oltre il 50% dei soggetti infettati dal virus è deceduta, soprattutto tra bambini e giovani adulti precedentemente in buona salute. La trasmissione da animale ad uomo è correlata al contatto stretto (convivenza, manipolazione, macellazione, preparazione di derivati alimentari) con animali malati o morti per influenza aviaria o loro carni o superfici contaminate dai loro escrementi o al consumo di carni o altri prodotti avicoli, incluso il sangue, crudi o poco cotti
Ciò che però maggiormente si teme e che i virus dell'influenza aviaria, come tutti i virus influenzali di tipo A particolarmente "abili" nel "mutare" geneticamente, possano arrivare al punto, "incrociandosi" con virus dell'influenza umana, di generare ceppi virali altamente patogeni e trasmissibili da uomo a uomo. In tal senso, il sottotipo H5N1, responsabile dell'attuale epidemia di influenza aviaria, appare il più a rischio, per la sua elevata capacità di mutare rapidamente e di acquisire geni da virus che infettano altre specie animali.
Al momento, ad oggi, non ci sono prove di una efficiente trasmissione del virus dell'influenza H5N1 da persona a persona, anche se, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Diseases dei CDC americani, alcuni casi di infezione umana suggerirebbero questa possibilità.
Nella tabella che segue riportiamo i casi umani da virus A/H5N1 confermati da laboratorio accreditato, verificatisi dal gennaio 2003 alla data del 31/12/2009, divisi paese per paese (fonte OMS).
|
Paese
|
2003
|
2004
|
2005
|
2006
|
2007
|
2008
|
2009
|
Totali
|
||||||||
|
Tot
|
Dec
|
Tot
|
Dec
|
Tot
|
Dec
|
Tot
|
Dec
|
Tot
|
Dec
|
Tot
|
Dec
|
Tot | Dec |
Tot
|
Dec
|
|
|
Azerbaijan
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
8
|
5
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
8
|
5
|
|
Bangladesh
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
0
|
0
|
0
|
1
|
0
|
|
Birmania
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
0
|
|
Cambogia
|
0
|
0
|
0
|
0
|
4
|
4
|
2
|
2
|
1
|
1
|
1
|
0
|
1
|
0
|
9
|
7
|
|
Cina
|
1
|
1
|
0
|
0
|
8
|
5
|
13
|
8
|
5
|
3
|
4
|
4
|
7
|
4
|
38
|
25
|
|
Egitto
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
18
|
10
|
25
|
9
|
8
|
4
|
39
|
4
|
90
|
27
|
|
Gibuti
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
0
|
|
Indonesia
|
0
|
0
|
0
|
0
|
20
|
13
|
55
|
45
|
42
|
37
|
24
|
20
|
20
|
19
|
161
|
134
|
|
Iraq
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
3
|
2
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
3
|
2
|
|
Laos
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
2
|
2
|
0
|
0
|
0
|
0
|
2
|
2
|
|
Nigeria
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
1
|
0
|
0
|
0
|
0
|
1
|
1
|
|
Pakistan
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
3
|
1
|
0
|
0
|
0
|
0
|
3
|
1
|
|
Thailandia
|
0
|
0
|
17
|
12
|
5
|
2
|
3
|
3
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
25
|
17
|
|
Turchia
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
12
|
4
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
12
|
4
|
|
Vietnam
|
3
|
3
|
29
|
20
|
61
|
19
|
0
|
0
|
8
|
5
|
6
|
5
|
5
|
5
|
112
|
57
|
|
Totali
|
4
|
4
|
46
|
32
|
97
|
42
|
116
|
80
|
88
|
59
|
44
|
33
|
72
|
32
|
467
|
282
|
Come difendersi
Al momento attuale non sono disponibili vaccini, per uso umano, contro il ceppo H5N1. LOMS, con i laboratori facenti parte della rete globale di sorveglianza dellinfluenza, sta lavorando per produrre un virus prototipo che costituirà la base per lallestimento di un vaccino specifico disponibile in commercio.
Il vaccino antiinfluenzale utilizzato nell'uomo per la comune influenza ha pochissimi poteri protettivi nei confronti del virus H5N1.
Per ciò che riguarda i farmaci, abbiamo a disposizione quattro farmaci antivirali contro linfluenza, ma a due (amantadina e rimantadina) il virus dellinfluenza aviaria è resistente. Gli altri due: Zanamivir e Oseltamivir probabilmente potrebbero essere utili per il trattamento dellinfluenza causata dal virus H5N1. In Italia sono entrambi in vendita in farmacia.
L'OMS ha individuato i provvedimenti per le categorie a rischio. In Europa, sono a maggior rischio di essere colpiti dal virus H5N1:
Linee guida sulle misure di protezione per i gruppi a rischio
Le presenti linee guida si applicano esclusivamente ai gruppi a rischio. Non si applicano invece al resto della popolazione, a cui sono dedicati specifici consigli. La protezione si basa sull’applicazione dei seguenti sei principi:
Tutto questo, in termini pratici, significa che:
Precauzioni per la popolazione in generale
Il livello di rischio per coloro che non appartengono a una categoria a rischio è molto, molto basso. Un rischio che diventa praticamente nullo se vengono seguite queste precauzioni:
Buone
pratiche igieniche per ridurre l'esposizione al virus e la trasmissione tramite
il cibo
(adattate da "I cinque punti chiave
dell'OMS per un cibo più sicuro")
Raccomandazioni per chi dovesse recarsi nei paesi a rischio
Per chi ha una buona dimestichezza con l'inglese, ricordiamo il link al sito dell'OMS (http://www.who.int/csr/disease/avian_influenza/en/).
Per la storia dell'ultima epidemia di Influenza aviaria, sia tra gli animali che nell'uomo, sempre a cura dell'OMS, potete consultare la sequenza aggiornata degli eventi dagli inizi ad oggi.