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Pandemia da virus H1N1/09 Aggiornamento del 22 gennaio 2009 h 18:00 |
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Ad inizio aprile 2009 compariva in Messico e negli Stati Uniti un nuovo virus influenzale A, ceppo H1N1. Inizialmente si è ritenuto che tale virus potesse essere stato trasmesso all'uomo dai maiali, dato che i primi casi riguardavano persone viventi a stretto contatto con suini, e che il ceppo H1N1 circola normalmente nella popolazione suina, determinando un quadro influenzale.
La trasmissione all'uomo di virus influenzali suini è già avvenuta sporadicamente in passato. Si è trattato per lo più di persone esposte direttamente ai maiali (es. bambini che vivevano in fattorie a contatto coi maiali o lavoratori dell'industria suina). I virus dell'influenza suina è dimostrato inoltre che possano trasmettersi da persona a persona (a differenza, almeno per ora, dai virus dell'influenza aviaria), ma tale trasmissione è rimasta fino ai nostri giorni limitata, interessando poche persone. Per ciò che riguarda l'epidemia da virus A H1N1 in corso, però, non esistono ancora dati epidemiologici che consentano di concludere con certezza che il virus H1N1 dell'influenza dei maiali sia stato effettivamente trasmesso all'uomo. Al termine iniziale di influenza suina, pertanto, si preferisce ora sostituire quello di Influenza umana da virus A H1N1/09.
Da aprile 2009 il virus A dell'influenza H1N1/09 si è rapidamente trasmesso di persona in persona interessando un numero sempre maggiore di persone e di nazioni, tanto da configurare attualmente (dichiarazione dell'OMS dell'11 giugno 2009) la situazione di pandemia (epidemia su scala mondiale). Si è deciso infine di dare all'attuale epidemia il nome di Pandemia da virus H1N1 2009. Dopo la forte diffusione nell'emisfero australe durante i nostri mesi estivi, è toccato ora all'emisfero nord sperimentare la rapida diffusione del virus, che ha raggiunto il picco di incidenza a ottobre-novembre 2009, per registrare ora un calo progressivo.
I sintomi dell'influenza da virus A H1N1/09 sono allo stato attuale quelli di una "normale" influenza umana, per ora apparentemente di lieve intensità: febbre, tosse, mal di gola, dolori diffusi, mal di testa, brividi, stanchezza. In alcuni casi ci può essere diarrea e vomito. Una differenza risiede nel fatto che il virus sembra colpire preferibilmente soggetti giovani (sotto i 25 anni di età) e in buon condizioni di salute, mentre la "comune" influenza colpisce in modo serio soprattutto soggetti anziani, sopra i 65 anni. Come per tutti i virus influenzali, l'infezione può determinare un aggravamento di una malattia cronica preesistente.
Come per una qualsiasi influenza, è il caso di interpellare il medico immediatamente solo se compaiono sintomi di allarme, che nel caso di un bambino sono:
Nell'adulto, invece, i sintomi di emergenza sono:
La diagnosi di certezza può essere fatta eseguendo un prelievo mediante tampone faringeo nei primi 5 giorni di malattia e inviandolo ad un laboratorio accreditato.
I virus influenzali vengono trasmessi da persona a persona mediante la tosse, gli starnuti di persone affette. Una persona ammalata di influenza è contagiosa a partire dal giorno precedente la comparsa dei sintomi e fino a 7 giorni o più dopo l'inizio della malattia. Ciò significa che la trasmissione è possibile anche prima che uno sappia di essere malato. I bambini piccoli possono essere contagiosi anche per periodi più lunghi. Talvolta può accadere che qualcuno contragga il virus toccando qualcosa contaminato da virus influenzali e poi toccandosi gli occhi, il naso o la bocca. Alcuni virus, infatti, possono vivere anche più di 2 ore su superfici come maniglie, banchi, tavoli, ecc.
La pandemia da virus H1N1/09, superata la fase di "importazione" dai focolai inziali in Messico, è andata diffondendosi nei vari paesi con modalità simili a quelle della influenza stagionale, anche se con velocità ancora maggiore data la "novità" del virus. Per l'ultimo aggiornamento epidemiologico, riportiamo qui il report del Ministero della Salute.
La rapida diffusione del virus praticamente in tutti i paesi del mondo ha indotto l'OMS a dichiarare lo stato di pandemia (livello 6 di allerta: epidemia su scala mondiale). Ciò significa che il virus si è diffuso abbastanza rapidamente in tutto il mondo, sfruttando il fatto di essere del tutto nuovo e "sconosciuto" al sistema immunitario della maggioranza della popolazione mondiale. In molti paesi, la diffusione è stata tale da aver indotto le autorità sanitarie a dichiarare il passaggio dalla fase del contenimento dell'epidemia (di fatto non più attuabile) alla fase di monitoraggio e trattamento della stessa. In questo nuovo contesto strategico non vengono più effettuati sistematicamente i tamponi per identificare il virus H1N1/09, e di conseguenza si è ridotto il significato delle cifre riguardanti il numero di casi individuati ufficialmente da parte delle singole nazioni, sicuramente molto minori rispetto al numero effettivo di persone contagiate dal virus.
Per altro i sintomi si sono sempre mantenuti lievi, la mortalità è rimasta bassa (tra 0.4 e lo 0.5%, rispetto a circa 0.8 - 1.2% della influenza stagionale), e nella maggior parte dei casi non è stato necessario ricorrere a terapie o ricovero ospedaliero. Tuttavia, 3 principali elementi rimangono motivo di preoccupazione:
Fino ad ora per altro non hanno avuto un seguito le segnalazioni da parte del Norwegian Institute of Public Health e poi quelle in Francia e in altri paesi riguardo una mutazione riscontrata in virus H1N1 isolati in alcuni casi mortali o con patologia severa. Si tratta di mutazioni che non paiono essersi diffuse tra i contatti dei soggetti colpiti, rimanendo perciò sporadiche. D'altra parte, mutazioni similari sono state riscontrate, a partire da aprile 2009, in diverse altre regioni del mondo, anche in casi lievi. In tutte queste situazioni, la mutazione si è verificata e si verifica sporadicamente e spontaneamente, senza che sia mai stato possibile identificare un legame tra i vari casi o una capacità del virus mutato di diffondersi. Tra l'altro, queste mutazioni sembrano non alterare la sensibilità del virus ai farmaci antivirali e l'efficacia preventiva del vaccino attualmente in distribuzione per l'H1N1.
Come difendersi
Soprattutto, data la facile trasmissione del virus H1N1/09 da persona a persona:
Se avete in casa una persona affetta da una forma influenzale sospetta:
Se presentate i sintomi influenzali:
Il vaccino contro l'influenza H1N1/09 comincia ad essere disponibile in questo periodo, riservato per ora ad alcune categorie di persone (v. oltre), mentre il vaccino per l'influenza umana stagionale 2009-2010 avrà uno scarso o nullo effetto protettivo verso il virus H1N1/09.
Le
strategie vaccinali dovranno necessariamente in ogni paese essere riconsiderate
e tarate nel tempo in base all'andamento epidemiologico della pandemia, come
riconosciuto anche dal documento pubblicato nell'agosto 2009 dall'ECDC
("Interim Guidance: use of specific pandemic influenza vaccines during
the H1N1 2009 Pandemic") in cui vengono ulteriormente approfondite le problematiche
circa le strategie vaccinali per la pandemia H1N1, proiettandole sui possibili
scenari che dovessero presentarsi nei prossimi mesi.
Esistono farmaci antivirali (oseltamivir o zanamivir, in forma di compresse, sciroppi o spray nasali), che consentono di prevenire e/o trattare l'infezione da virus dell'influenza A H1H1: essi combattono il virus, impedendogli, una volta arrivato nell'organismo, di moltiplicarvisi. Il loro impiego consente pertanto di ridurre l'intensità dei sintomi e la durata della malattia, prevenendo anche la comparsa di complicazioni. Sono stati segnalati alcuni casi di influenza da virus H1N1/09 resistenti ad oseltamivir (ma sensibili a zanamivir). Si tratta per ora di casi isolati, i cui pazienti si sono tutti ristabiliti senza problemi, e che non si sono diffusi ai contatti di tali pazienti.
La situazione in Italia
Il picco di incidenza dell'influenza da virus H1N1 nel nostro paese si è verificato a fine ottobre-inizio novembre; il numero di soggetti colpiti in breve tempo da influenza, soprattutto nelle fasce infantili e preadolescenziali, è stato notevole, molto superiore alla media delle comuni influenze stagionali. Pur trattandosi di sindromi influenzali genericamente intese (cioè da sintomi influenzali senza la certezza di quale virus ne fosse responsabile, in quanto non più veniva eseguito il tampone per la ricerca del virus H1N1), esse erano sicuramente da attribuire in grandissima parte al virus H1N1, sia perchè il virus dell'influenza stagionale circola solo in piccola quantità nei mesi autunnali, sia perchè nei casi in cui il tampone specifico per l'H1N1 veniva eseguito a campione esso risultava praticamente sempre positivo. Da metà novembre in poi i casi segnalati di sindrome influenzale sono andati sempre diminuendo, tanto che ora sono ritornati ai livelli precedenti l'epidemia: ciò fa pensare che, a parte qualche caso sporadico, il virus H1N1 abbia praticamente esaurito la sua diffusione nella popolazione italiana. Si veda per questo i dati aggiornati sull'incidenza di sindromi influenzali in Italia e nelle Regioni italiane e il resoconto aggiornato sulla situazione pubblicati sul sito del Ministero della Salute. E' atteso per le prossime settimane un nuovo aumento dei casi di sindrome influenzale, che però sarà in gran parte da attribuire al virus dell'influenza stagionale, il cui arrivo è previsto per inizio gennaio 2010.
Per altro, fino ad ora e anche durante il culmine dell'epidemia nel nostro paese, le manifestazioni cliniche dell'infezione si sono confermate lievi, mediamente più leggere che nell'influenza stagionale. I relativamente pochi casi mortali hanno riguardato quasi esclusivamente pazienti affetti da patologie importanti preesistenti, e vale la pena ricordare che anche in questa fase epidemica riguardante il nostro paese, il virus H1N1 conferma un'indice di mortalità e in generale un'aggressività decisamente più lieve del virus dell'influenza stagionale.
Le linee generali delle strategie sanitarie sono contenute nella Circolare Ministeriale del 27 luglio 2009. In particolare:
MISURE IGIENICHE E COMPORTAMENTALI DA ADOTTARE A SCUOLA (da parte degli studenti e del personale)
RESTARE A CASA QUANDO SI È MALATI
Gli studenti e il personale scolastico che manifestino febbre o sindrome simil-influenzale* (*generalmente febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, brividi, debolezza, malessere generale e, a volte, vomito e/o diarrea) devono responsabilmente rimanere a casa nel proprio ed altrui interesse, ed è consigliabile contattare il proprio medico o pediatra di famiglia, quando i sintomi persistono o si aggravano. I vantaggi di tale misura sono:
La riammissione alla vita di comunità è consigliabile dopo 48 ore, e comunque non prima di 24 ore dalla scomparsa della febbre, salvo diversa indicazione da parte del medico. Tale periodo, tuttavia, varia a seconda del quadro clinico e della scomparsa della febbre.
GESTIONE DELLA LOGISTICA SCOLASTICA COME PREVENZIONE
In caso di picchi o di focolai diffusi di influenza pandemica da virus AH1N1v, potranno essere implementate misure per limitare gli ‘assembramenti’ e, secondo le indicazioni della ASL competente, si valuterà, da parte dei Dirigenti scolastici, la possibilità di posporre gite scolastiche, eventi e altre manifestazioni che assemblino più classi/istituti scolastici nei periodi di picco della patologia.
EVENTUALE CHIUSURA MIRATA DI SCUOLE
I
vantaggi della chiusura delle scuole appaiono decisamente modesti in relazione
ai problemi sociali, sanitari e di sicurezza che si verrebbero a creare. La
chiusura può invece mantenere un significato di opportunità in
presenza di un andamento particolarmente grave dei casi di malattia. Tali situazioni,
ad oggi a bassissima probabilità di
accadimento, saranno valutate al momento ed potranno essere, eventualmente,
oggetto di ulteriori indicazioni.
Su segnalazione delle autorità sanitarie - ASL, e previa adeguata valutazione
del rischio, il Sindaco del Comune ove è sita la scuola, d'intesa con
il dirigente scolastico, può determinare la sospensione in tutto o in
parte delle attività didattiche per gli studenti o la possibile chiusura
della scuola. La durata della sospensione delle attività didattiche o
della chiusura della scuola dipenderà dalla gravità e dall'estensione
della malattia.
Le scuole, per le quali sarà disposta la sospensione dell'attività
didattica, potranno comunque rimanere accessibili agli insegnanti e al personale,
per facilitare la continuità dell’insegnamento, anche se con altre
modalità.
Per saperne di più
Per seguire passo passo l'evoluzione della situazione, si consiglia di consultare il sito del Ministero della salute e, per chi ha una certa dimestichezza con l'inglese, il sito dell'OMS e il sito dell'ECDC