Influenza - Vaccinazioni
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Influenza


La malattia

L'influenza è una malattia causata da virus.

La malattia è molto contagiosa, e si diffonde da persona a persona tramite il contatto diretto: il virus si trova infatti sia nella saliva che nel muco, e può penetrare nell'organismo attraverso le mucose (bocca, occhi, naso), con la tosse e gli starnuti.
I pazienti sono altamente infettivi soprattutto nelle 24 ore che precedono l'inizio dei sintomi fino all'acme della sintomatologia (il virus persiste comunque nelle secrezioni nasali per 7 giorni dopo l'inizio della malattia).
Possono essere infetti anche oggetti da poco contaminati da secrezioni naso-faringee.
Il periodo di incubazione è in genere di 1-3 giorni.

La malattia colpisce un elevato numero di persone, soprattutto i bambini. La diffusione della malattia risulta infatti più agevole nelle collettività, laddove sono più frequenti le occasioni di contatto e di affollamento.
Quasi sempre le epidemie si verificano nei mesi invernali, e durano 4-8 settimane.

L'influenza si manifesta di solito con febbre improvvisa, brividi, mal di testa, malessere, dolori muscolari, tosse secca. Successivamente compaiono mal di gola, raffreddore, tosse più intensa, spesso dolori addominali, nausea e vomito. La febbre dura in genere 4-5 giorni, la tosse ed il raffreddore possono persistere più a lungo.
Le complicazioni più frequenti sono le polmoniti, le miositi (infiammazioni dei muscoli), e i disturbi del sistema nervoso.

Essendo una malattia virale, non esistono cure specifiche: si utilizzano farmaci antifebbrili (generalmente a base di paracetamolo), e rimedi per ridurre i disagi legati ai disturbi respiratori.
Solo in presenza di complicazioni il medico può prescrivere una terapia antibiotica.
Sono inoltre consigliati un'alimentazione leggera, ricca di liquidi, ed il riposo.

E' consigliabile che i bambini con influenza tornino a scuola quando sono sfebbrati da almeno 48 ore, ed in buone condizioni generali.


I virus influenzali

Sono stati identificati 3 tipi di virus influenzali: i tipi A e B responsabili della sintomatologia influenzale classica, ed il tipo C, di scarsa importanza dal punto di vista clinico, in quanto causa di un'infezione generalmente asintomatica o simile al comune raffreddore.
Alla base delle epidemie dell'influenza vi è la tendenza di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie (dette "antigeni", che provocano nell'organismo la produzione degli anticorpi di difesa). Queste mutazioni cambiano le caratteristiche antigeniche e fanno sì che l'immunità acquisita con gli anticorpi, naturalmente (perché ci si è ammalati), o artificialmente (con la vaccinazione), non sia di anno in anno sufficiente a proteggere da nuove forme virali in circolazione.

I cambiamenti minori si verificano quasi annualmente e sono responsabili delle epidemie stagionali.
I cambiamenti maggiori sono responsabili delle grandi pandemie su scala mondiale. Si verificano ad intervalli di tempo imprevedibili (ogni 10-30 anni circa). Si ricordano in passato nel 1910 " la spagnola", che ha ucciso oltre 20 milioni di persone in tutto il mondo (molte delle quali erano giovani adulti), e nel 1957 " l'asiatica".

Come è possibile difendersi?

Ci si può difendere con la vaccinazione.

I vaccini anti-influenzali sono efficaci (proteggono circa 70-80 soggetti su 100 vaccinati), sicuri, e associati a minimi effetti collaterali.
La composizione è periodicamente modificata in vista dei ceppi influenzali attesi, e la protezione dura circa 6-8 mesi. Per questi motivi la vaccinazione deve essere ripetuta ogni anno.

Nei bambini sono somministrati vaccini non costituiti da virus interi ma da virus disintegrati o da sottoparticelle purificate (detti "split" o a "subunità"): hanno il vantaggio di avere un basso rischio di effetti indesiderati importanti.
Se questi compaiono sono in genere di lieve entità e durata: dolore, arrossamento, gonfiore, indurimento nel punto in cui è stato inoculato il vaccino, più raramente, entro 48 ore, modesti disturbi generali come malessere, febbre, dolori muscolari e articolari. Assai raramente possono verificarsi reazioni immediate di tipo allergico.

I vaccini anti-influenzali non contengono in genere mercurio (Thiomersal); in alcuni è tuttora presente (solo in "tracce", probabilmente non dannose per l'organismo).


Quali bambini vaccinare?

Nell'età pediatrica è consigliabile vaccinare annualmente contro l'influenza i bambini di oltre 6 mesi che presentano una o più delle seguenti condizioni (poiché in essi è possibile che il rischio di complicazioni sia più elevato):

  • asma e altre malattie polmonari croniche
  • cardiopatie importanti
  • disturbi delle difese immunitarie
  • neoplasie
  • anemie congenite
  • malattie che richiedano terapie a lungo termine con acido acetilsalicilico o con farmaci che abbassano le difese immunitarie
  • diabete
  • malattie renali croniche
  • frequenti ospedalizzazioni

E' consigliabile inoltre raccomandare la vaccinazione anche ai familiari e a chi è a stretto contatto con i bambini ad alto rischio.
In questi casi il vaccino è fornito gratuitamente dall'ASL.

Nei bambini non affetti da patologie importanti il vaccino può essere comunque consigliato, soprattutto se frequentano una collettività infantile.
Va acquistato in farmacia e conservato in frigorifero tra +2 / +8 C° (se congelato non può più essere usato), e deve essere iniettato presso lo studio del medico.

In ogni caso, per avere indicazioni specifiche in proposito, è consigliabile rivolgersi al proprio pediatra, che conosce le reali condizioni cliniche di ogni singolo paziente e che quindi sa se l'influenza può avere effetti negativi per la salute o esporre al rischio di complicazioni.

Quali bambini non devono essere vaccinati

  • Non devono essere vaccinati i bambini con età inferiore a 6 mesi (perché probabilmente il loro sistema immunitario non riesce a produrre una quantità di anticorpi sufficiente per combattere la malattia).
  • La vaccinazione è controindicata nei soggetti che presentano gravi reazione allergiche di tipo anafilattico all'uovo o al pollo, o di ipersensibilità ad altri componenti del vaccino.
  • La vaccinazione va rimandata nei pazienti con malattie febbrili acute (le infezioni lievi alle vie respiratorie superiori, anche con modesto rialzo della temperatura, non controindicano la somministrazione del vaccino).


Come e quando vaccinare

E' possibile vaccinare bambini dal 6° mese di vita.

  • Nei bambini da 6 mesi a 3 anni è sufficiente una mezza dose.
  • Nei bambini al di sotto di 12 anni di età, vaccinati per la prima volta, sono necessarie 2 dosi di vaccino somministrate ad 1 mese di distanza, negli altri casi è sufficiente una singola dose.

Nei bambini piccoli il vaccino viene iniettato nella faccia anteriore della coscia, in quelli più grandi nel deltoide (muscolo del braccio).
La vaccinazione anti-influenzale può essere associata ad ogni altro tipo di vaccino.

La vaccinazione va effettuata in autunno, prima dell'inizio della stagione influenzale (attualmente il periodo ottimale è da ottobre a novembre), affinché sia altamente protettiva nei periodi di massima diffusione del virus (tra dicembre e marzo). Sono necessari circa 10-15 giorni per avere una copertura adeguata

Perchè vaccinarsi ogni anno?

Il virus dell'influenza subisce, quasi annualmente, cambiamenti più o meno significativi; ogni anno quindi varia rispetto all'anno precedente. Quindi diventano suscettibili all'infezione anche persone che negli anni precedenti si sono già ammalate o sono state vaccinate.

Altre informazioni

  • Il vaccino protegge solo da alcuni ceppi influenzali, non si è quindi immuni da tutti i malanni di stagione. Infatti durante i mesi freddi le infezioni respiratorie possono essere provocate anche da molti altri virus o batteri.
  • I soggetti di età superiore a 12 anni che si ammalano di influenza possono trarre benefico da un farmaco antivirale (a base di zanamivir), che, assunto ai primi sintomi influenzali, sembra ridurre la durata della malattia.

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