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L'influenza è una malattia causata da virus. La
malattia è molto contagiosa, e si diffonde da persona a persona
tramite il contatto diretto: il virus
si trova infatti sia nella saliva che nel muco, e può penetrare
nell'organismo attraverso le mucose (bocca, occhi, naso), con la tosse
e gli starnuti. La
malattia colpisce un elevato numero di persone, soprattutto i bambini.
La diffusione della malattia risulta infatti più agevole nelle
collettività, laddove sono più frequenti le occasioni di
contatto e di affollamento. L'influenza
si manifesta di solito con febbre improvvisa,
brividi, mal di testa, malessere, dolori muscolari, tosse secca.
Successivamente compaiono mal di gola, raffreddore, tosse più intensa,
spesso dolori addominali, nausea e vomito. La febbre dura in genere 4-5
giorni, la tosse ed il raffreddore possono persistere più a lungo. Essendo
una malattia virale, non esistono cure specifiche: si utilizzano farmaci
antifebbrili (generalmente a base di paracetamolo), e rimedi per ridurre
i disagi legati ai disturbi respiratori. E' consigliabile che i bambini con influenza tornino a scuola quando sono sfebbrati da almeno 48 ore, ed in buone condizioni generali. Sono
stati identificati 3 tipi di virus influenzali: i tipi
A e B responsabili della sintomatologia influenzale classica,
ed il tipo C, di scarsa importanza
dal punto di vista clinico, in quanto causa di un'infezione generalmente
asintomatica o simile al comune raffreddore. I
cambiamenti minori si verificano quasi annualmente e sono responsabili
delle epidemie stagionali. Ci si può difendere con la vaccinazione. I
vaccini anti-influenzali sono efficaci
(proteggono circa 70-80 soggetti su 100 vaccinati), sicuri,
e associati a minimi effetti collaterali. Nei
bambini sono somministrati vaccini non costituiti da virus interi ma da
virus disintegrati o da sottoparticelle purificate (detti "split"
o a "subunità"): hanno il vantaggio di avere un basso
rischio di effetti indesiderati importanti. I vaccini anti-influenzali non contengono in genere mercurio (Thiomersal); in alcuni è tuttora presente (solo in "tracce", probabilmente non dannose per l'organismo). Nell'età pediatrica è consigliabile vaccinare annualmente contro l'influenza i bambini di oltre 6 mesi che presentano una o più delle seguenti condizioni (poiché in essi è possibile che il rischio di complicazioni sia più elevato):
E'
consigliabile inoltre raccomandare la vaccinazione anche ai familiari
e a chi è a stretto contatto con i bambini ad alto rischio. Nei
bambini non affetti da patologie importanti
il vaccino può essere comunque consigliato, soprattutto se frequentano
una collettività infantile. In
ogni caso, per avere indicazioni specifiche in proposito, è consigliabile
rivolgersi al proprio pediatra,
che conosce le reali condizioni cliniche di ogni singolo paziente e che
quindi sa se l'influenza può avere effetti negativi per la salute
o esporre al rischio di complicazioni. Quali bambini non devono essere vaccinati
E'
possibile vaccinare bambini dal 6° mese di
vita.
Nei
bambini piccoli il vaccino viene iniettato nella faccia anteriore della
coscia, in quelli più grandi nel deltoide (muscolo del braccio). La vaccinazione va effettuata in autunno, prima dell'inizio della stagione influenzale (attualmente il periodo ottimale è da ottobre a novembre), affinché sia altamente protettiva nei periodi di massima diffusione del virus (tra dicembre e marzo). Sono necessari circa 10-15 giorni per avere una copertura adeguata Il
virus dell'influenza subisce, quasi annualmente, cambiamenti più
o meno significativi; ogni anno quindi varia rispetto all'anno precedente.
Quindi diventano suscettibili all'infezione anche persone che negli anni
precedenti si sono già ammalate o sono state vaccinate.
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