![]() |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il virus del papilloma umano (HPV) si trasmette per lo più per via sessuale: il 70% della popolazione sessualmente attiva ha avuto almeno un'infezione da HPV nel corso della vita. E' provata la relazione causale tra infezione da HPV e insorgenza di cancro della cervice uterina, soprattutto con i sierotipi 16 e 18. I sierotipi 6 e 11 sono invece la causa più frequente dei condilomi genitali, cioè di una forma di verruche trasmesse con i rapporti sessuali. Nel 99.7% delle biopsie ci cancro cervicale si è trovata la persistenza di HPV. Il cancro della cervice uterina colpisce ogni anno circa 500000 persone nel mondo, rappresentando la terza causa di mortalità per tumore in tutte le donne e la prima causa nelle donne di età inferiore a 50 anni. Ogni anno 270000 donne mmuoiono per questo tumore. Dopo due anni dall'inizio dell'attività sessuale il 40% delle donne ha già acquisito l'infezione da HPV; questo è il motivo per cui il vaccino andrebbe somministrato alle adolescenti prima dell'inizio dell'attività sessuale. Attualmente
sono stati registrati 2 vaccini antipapillomavirus:
La
vaccinazione è consigliata alle femmine
adolescenti a partire dai 9 anni, fino a 25 anni di età. Sono
necessarie tre dosi, da effettuarsi al tempo 0, dopo 1 mese e dopo 6 mesi
dalla prima. Come già detto, è consigliabile vaccinare intorno
ai 9-10 anni le bambine, anche perchè la risposta immunitaria è
maggiore. Studi preliminari sui vaccini anti-HPV dimostrano che sono altamente efficaci contro l'infezione da papillomavirus e le sue conseguenze (100% di efficacia nel prevenire le lesioni precancerose fino a 5 anni di distanza dalla somministrazione). Resta da verificare la persistenza della protezione nel corso del tempo. Non è da escludere che possa essere necessaria una dose di richiamo per garantire la prevenzione dell'infezione durante tutta l'epoca dell'attività sessuale. Quali i possibili effetti collaterali? Il vaccino di norma è ben tollerato e la sua sicurezza è stata valutata su 11000 soggetti: il più comune effetto indesiderato è stata la reazione locale nel sito di iniezione definita come dolore e sensibilità al tatto.
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||