Autore:

Antonio Brienza

Il bambino e lo sport

8 luglio 2011

Lo sport è un’attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali. È un fattore di inserimento, partecipazione alla vita sociale, tolleranza, accettazione delle differenze e rispetto delle regole. L’attività sportiva deve essere accessibile a tutte ed a tutti, nel rispetto delle aspirazioni e delle capacità di ciascuno e nella diversità delle pratiche agonistiche o amatoriali, organizzate o individuali.
La pratica delle attività fisiche e sportive rappresenta, per i disabili, fisici o mentali, un mezzo privilegiato di sviluppo individuale, di rieducazione, di integrazione sociale e di solidarietà e a tale titolo deve essere incoraggiata.” (Consiglio Europeo di Nizza – dicembre 2000)
Dodici milioni di italiani (il 20% della popolazione) fanno sport in maniera continuativa, tra cui 3 milioni di giovani tra i 6 e i 18 anni. Due terzi dei giovani tra gli 11 ed i 14 anni praticano sport una o più volte alla settimana. Gli italiani che, invece, non praticano alcuna attività fisica sono 23 milioni (il 40% della popolazione) (ISTAT, 2005).
Se fare sport è salutare per gli adulti, a maggior ragione lo è per i bambini; praticare regolarmente uno sport favorisce la crescita armonica del corpo e lo sviluppo della mente e della personalità.Lo sport è un’occasione di crescita, una scuola di vita che insegna valori e capacità importanti, di cui far tesoro anche da adulti: la capacità di vivere bene in gruppo, di confrontarsi con le proprie abilità, di capire il rapporto causa-effetto nelle azioni e di prendere decisioni, seguendo le regole, ma pensando liberamente.

Il gioco svolge una parte decisiva nello sviluppo dell’intelligenza e della personalità del bambino e lo sport costituisce la migliore occasione perché questa crescita si esprima al meglio: si gioca per qualcosa, non contro qualcuno.

Ogni disciplina sportiva, se praticata nello spirito del gioco, è come una battaglia senza nemico: richiede lealtà verso l’avversario, insegna ad affrontare difficoltà e situazioni impreviste, stimola l’esercizio di determinate abilità “intellettuali” (analizzare una situazione ed individuare le soluzioni, comprendere i rapporti di causa-effetto ed i meccanismi di svolgimento delle azioni).
E’ innegabile che “occorre pensare mentre si gioca”; formare bambini indipendenti nel pensare e nel decidere rappresenta un obiettivo prioritario. Per questo è importante coinvolgere i bambini in attività che richiedono spirito d’iniziativa e necessità di prendere decisioni. Infatti, se è bene che i bambini imparino ad agire seguendo le istruzioni degli adulti, questo non vuol dire che debbano farlo senza pensare e senza assumersi delle responsabilità. Pensare, decidere e rischiare mentre si gioca permette di sviluppare abilità che risultano importanti non solo nello sport, ma anche nella scuola, con gli amici ed in tutte le altre infinite occasioni che la vita riserverà.

Se volete approfondire un argomento, utilizzate il nostro motore di ricerca, che vi proporrà tutti gli articoli di amicopediatra.it in cui l'argomento è trattato.



Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.