Autore:

Gianni Caso

Infezioni da Streptococco: il Pediatra risponde

18 gennaio 2011

 

In questo articolo troverete le più significative risposte ai quesiti pervenuti alla rubrica sul tema; le risposte fanno riferimento alle conoscenze scientifiche alla data in cui la risposta è stata erogata, e potrebbero in qualche caso essere state superate da più recenti acquisizioni. Una revisione periodica da parte della redazione (v. data dell’articolo) consentirà di eliminare le risposte non in linea con le conoscenze mediche più moderne.

Data Titolo
05/03/2005 Scarlattina e Tonsillite streptococcica: rischi reumatici
21/04/2005 Scarlattina senza esantema?
05/05/2005 Scarlattina: tampone faringeo

Scarlattina e tonsilliti streptococciche: rischi reumatici

Conosci la percentuale dei bimbi che hanno avuto complicazioni a causa di scarlattina non trattata con antibiotici e la percentuale dei bimbi che ne hanno avute nonostante il trattamento antibiotico? Se non tratto la scarlattina di mio figlio con gli antibiotici, quanto devo aspettare per rinserirlo nella comunità?

24/02 – si presentano puntini multiformi non molto rossi su tutto il tronco e inizio arti inf. e sup.; 26/02 – i puntini si sono schiariti, ma le tonsille sono gonfie quasi tumefatte, la temperatura è a 37°, ha un po` di mal di gola e un po` di mal di testa, la lingua è bianca puntata di rosa, comincia una terapia di propoli e rosa canina; 27/02 – i puntini non sono quasi più presenti, la temperatura è regolare, non ha più mal di testa, la gola non fa più male anche se le tonsille sono ancora grosse, il tampone è positivo; 28/02 – non presenta più nessun tipo di disturbo, le tonsille sono ancora un pò gonfie; 01/03 – le tonsille non sono molto gonfie, la lingua è ben pulita; 02/03 – idem; 03/03 – idem; 04/03 – idem, 2° tampone ancora positivo.

Andiamo per ordine

In corso di epidemie di scarlattina o comunque di infezioni da Streptococco Beta emolitico Gruppo A (la scarlattina infatti è una delle manifestazioni, non la sola), il rischio di sviluppare malattia reumatica è del 3%. In caso invece di forme “endemiche” (cioè non immediatamente collegate tra loro, come avviene più frequentemente) il rischio è minore, intorno allo 0.3%. A ciò però bisogna aggiungere un rischio variabile dal 10 al 15% di sviluppare una glomerulonefrite poststreptococcica.

Sono stati descritti casi di malattia reumatica anche dopo corretto trattamento antibiotico, ma la frequenza è molto minore che nei casi di cui sopra.

Il reinserimento nella comunità ha un’importanza relativa, perchè, sappiamo bene che in una comunità infantile, per un caso di scarlattina o tonsillite da Streptococco Gruppo A ce ne sono molti altri che, senza avere sintomi, hanno lo streptococco in gola e possono trasmetterlo ad altri. Questi “portatori sani” non vanno di solito curati, lo ripeto, se non hanno sintomi, ma vanno curati nel momento in cui sviluppano sintomi. Ricordo però che per legge un caso di scarlattina va segnalato all’Ufficio Igiene dal medico è riammesso solo 48 ore dopo l’inizio della terapia antibiotica.

Sua figlia non è una portatrice sana, in quanto ha sintomi (anche senza febbre elevata), e quindi va curata, per il rischio delle complicanze. Noi sappiamo bene che una tonsillite streptococcica o una scarlattina o comunque una manifestazione da Streptococco Gruppo A può clinicamente passare da sola, senza antibiotico, ma il rischio delle complicanze esiste, e pertanto ciò giustifica il trattamento con antibiotico di tutte le manifestazioni in questione.

Scarlattina senza esantema?

Mio figlio di 4 anni ha avuto per 10 gg una febbre altalenante caratterizzata da una temperatura piuttosto bassa (37,5 in media) con una puntata massima di 38,3 e alcuni giorni è rimasta solo intorno a 37. I sintomi erano tosse grassa, forte raffreddore e gola arrossata. In questi giorni il medico non ha ritenuto opportuno somministrare alcun farmaco pensando ad una forma virale poi, quando alla sera del nono giorno la febbre è tornata a 38 ha deciso di dargli un antibiotico. Oggi alla mia nipotina con più o meno la stessa sintomatologia ma con in più l`esantema è stata diagnosticata la scarlattina: la bimba ha avuto contatto ravvicinato con mio figlio e nella sua scuola materna non si registrano casi. E` possibile che mio figlio abbia avuto la scarlattina senza esantema? Se sì c`è un modo per saperlo?

La scarlattina è una delle manifestazioni dell’infezione da Streptococco Gruppo A. Questo battere, molto diffuso nell’ambiente, viene facilmente trasmesso da persona a persona attraverso le microgoccioline emesse anche solo parlando, tossendo o starnutendo. Per questo l’infezione di solito interessa la gola e le tonsille, dove il battere può semplicemente “sopravvivere” senza dare sintomi (in tal caso il soggetto infettato viene definito “portatore sano”), oppure, se prende il sopravvento sul sistema immunitario ospite, si moltiplica provocando i sintomi tipici di una faringotonsillite (infiammazione del faringe e delle tonsille): mal di gola, febbre, mal di testa, talora vomito. Esistono poi, tra gli Streptococchi Gruppo A, tre “famiglie” che, oltre a dare una farigotonsillite, provocano un’eruzione cutanea: si parla in tal caso di Scarlattina. La diagnosi di certezza di faringotonsillite da Streptococco Gruppo A o di Scarlattina si basa sulla positività del tampone faringeo.

Venendo quindi al caso del suo bimbo, alcuni dei sintomi (tosse, raffreddore, ad esempio) non sono attribuibili allo Streptococco Gruppo A, ma molto probabilmente ad un’infezione virale o eventualmente batterica di altra natura, che potrebbe avere causato anche la febbre, il mal di gola, l’arrossamento alla gola. Ciò non esclude, ma non è possibile stabilirlo a posteriori (soprattutto dopo che il bambino ha eseguito una terapia antibiotica), che il bambino abbia contratto anche un’infezione da streptococco, trasmessagli dalla sua nipotina (posto che nel suo caso si tratti di vera scarlattina), oppure eventualmente anche da un altro bambino (il fatto che non ci siano stati casi segnalati di scarlattina non esclude infatti che alla scuola materna vi siano portatori sani dello streptococco Gruppo A).

Scarlattina: tampone faringeo

A mio figlio di 12 mesi è stata sospettata scarlattina a causa di esantema (puntini tipo miglio in rilievo): anche se non ha faringotonsillite nè lingua fragola, la pediatra ha consigliato il tampone che abbiamo fatto e domani sapremo il risultato. Nel frattempo la febbre (mai stata sopra i 37,5) è quasi sparita e l`esantema è molto regredito. Ho letto che però in alcuni soggetti lo streptococco emolitico A può albergare naturalmente senza dare sintomi e che fare l`antibiotico può impedire la formazione di immunità e quindi favorire le recidive.
Se il tampone risulterà positivo, e se nel frattempo il bambino come è probabile non avrà più sintomi, è necessario lo stesso fare l`antibiotico?
Se sì, si può scegliere un antibiotico selettivo in base al risultato del tampone?
E se il tampone risultasse negativo si può escludere che si trattasse di scarlattina?

L’uso dell’antibiotico, laddove non necessario o utile, è da evitare, non tanto perchè impedisca la risposta immunitaria dell’organismo, quanto perchè favorisce lo sviluppo di resistenze nei batteri sia del singolo organismo infetto, sia della popolazione generale. Però:
i casi come quello di suo figlio, se confermati dal tampone, sono da considerare sintomatici, e non come stato di portatore sano; quindi, l’antibiotico è necessario.
normalmente non viene eseguito un antibiogramma su tampone faringeo, in quanto sono rare le resistenze dello Streptococco beta emolitico Gruppo A all’amoxicillina, che rimane l’antibiotico di prima scelta
il tampone negativo escluderebbe la scarlattina, anche se sono teoricamente possibili falsi negativi dovuti ad una cattiva esecuzione del prelievo

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