Autore:

Gianni Caso

Incidenti domestici – Come prevenire

28 agosto 2011

Ovviamente, la prevenzione degli incidenti passa anche attraverso politiche che da un lato prevedano ambienti, regole, tempi maggiormente a misura di bambino, dall’altro si affianchino ai genitori nell’insegnare al bambino a convivere con di questi pericoli (ad esempio programmando l’educazione stradale nelle scuole). D’altra parte, in questo come in altri campi e nell’educazione in genere, il ruolo e la responsabilità dei genitori non possono essere delegati a nessun altro.

1. Innanzitutto il genitore deve prendere consapevolezza dei pericoli cui il nostro ambiente urbano e domestico espone il bambino.

  • Il traffico di una strada molto frequentata è un ambiente talmente complicato che è impossibile prevederne tutti i pericoli; i bambini sono di continuo messi di fronte a problemi per loro di difficile comprensione: alcune strade sono a senso unico in una direzione, altre in un’altra, altre ancora hanno 2 corsie di marcia; le auto a volte vanno a passo d’uomo, altre volte sfrecciano velocissime; i motorini non seguono mai le regole del traffico, superando indifferentemente a destra o a sinistra.
  • D’altra parte, chiunque si trovi per la prima volta alle prese con un bambino, soprattutto quando questo comincia a girarsi, a gattonare o a camminare, si rende conto di quanti pericoli, fino ad ora impensati, si annidino nella propria casa.
2. Conseguenza ovvia di questa consapevolezza è lattenzione costante che bisogna riservare sia all’ambiente, sia ai comportamenti del bambino; chiunque abbia un bambino sa che sono sufficienti pochi secondi di disattenzione perchè il pargolo si cacci nei pasticci

3. La prevenzione degli incidenti passa, però, per una considerazione solo apparentemente paradossale: per prevenire incidenti gravi è “meglio” non prevenire troppo quelli leggeri e, per così dire, “utili”, perchè grazie a loro il bambino fa le esperienze che gli consentiranno in futuro di evitare incidenti più seri. Sorveglianza, quindi, non significa allevare un bambino nella bambagia proteggendolo da tutto e da tutti, ma controllarlo mantenendo un paziente equilibrio tra protezione e autonomia, tra difesa dai pericoli e bisogno del bambino di esplorazione dell’ambiente per un adeguato sviluppo psicomotorio.

4. Un’ultima considerazione: i genitori sono i principali, ma non gli unici, attori della prevenzione degli incidenti; gli altri sono i nonni o le altre persone (baby sitter) che si prendono cura del bambino, i fratelli più grandi, che devono essere coinvolti e responsabilizzati (ad esempio insegnando loro a non lasciare in giro giocattoli pericolosi per il piccolo, a non prenderlo in braccio vicino a finestre o balaustre, a non somministrargli cibi non adatti, a non trattarlo come un giocattolo); infine, se siete in visita da amici, non perdete d’occhio il vostro bambino, e, soprattutto se lo lasciate temporaneamente in casa d’altri, fate prima un giro di ricognizione nel loro ambiente domestico.

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