Torcicollo congenito: il Pediatra risponde
In questo articolo troverete le più significative risposte ai quesiti pervenuti alla rubrica sul tema; le risposte fanno riferimento alle conoscenze scientifiche alla data in cui la risposta è stata erogata, e potrebbero in qualche caso essere state superate da più recenti acquisizioni. Una revisione periodica da parte della redazione (v. data dell’articolo) consentirà di eliminare le risposte non in linea con le conoscenze mediche più moderne.
| Data | Titolo |
| 30/03/2005 | Torcicollo miogeno e astigmatismo |
| 04/04/2005 | Torcicollo del lattante |
| 04/04/2005 | Torcicollo del lattante e reflusso gastroesofageo |
Torcicollo miogeno e astigmatismo
Mio figlio, di 3 anni, è affetto da astigmatismo. Inoltre, avendo avuto il bambino una forma di torcicollo miogeno appena nato, è possibile che vi sia qualche correlazione e che continuando a curare il muscolo sterno-cleidomastoideo ci siano delle possibilità di miglioramento anche per la vista?
Se da un lato un “vero” torcicollo miogeno congenito non è in alcun modo correlato a problemi visivi, dall’altro però esistono forme di torcicollo “oculare” in cui alla base della posizione viziata c’è un problema oculare, compreso un importante astigmatismo. Non è però vero il contrario, e in nessun caso un miglioramento posturale influirà positivamente sull’astigmatismo.
Torcicollo del lattante
Mio figlio di 2 mesi ha l’atteggiamento del capo quasi sempre girato a sx. E’ normale?
Atteggiamenti asimmetrici del capo, nei primi mesi di vita, sono abbastanza frequenti, e non necessariamente legati ad una patologia. Talora provocano anche ad una discreta asimmetria del cranio, che per altro via via si attenua man mano che la testa del bambino cresce e, soprattutto, l’atteggiamento preferenziale del capo si fa meno frequente per poi sparire del tutto.
E’ importante che l’atteggiamento del capo non sia costante, e soprattutto sia “riducibile”, cioè che il bambino, attivamente e passivamente, sia in grado di girare la testa anche dal lato opposto (senza ovviamente girare per questo anche il torace e il resto del corpo). In questi casi è sufficiente in genere, non tanto nel sonno, quanto durante il giorno, favorire la posizione che il bambino meno predilige. Ciò può essere ottenuto, ad esempio, disponendolo, nella culla e poi nella sdraietta, in modo che per cercare con lo sguardo ciò che gli interessa sia costretto a girarsi dalla parte opposta rispetto al lato preferito. Anche tenendolo in braccio, ad esempio, bisognerebbe tenerlo dal lato opposto a quello che tende ad assumere abitualmente.
Qualche volta si prescrivono anche degli “esercizi” in cui il genitore gira dolcemente la testa del bambino verso il lato desiderato anche contro resistenza: in questo modo si tende a favorire l’allungamento passivo del muscolo sternocleidomastoideo, un potente muscolo del collo che controlla i movimenti di flessione e rotazione del capo. Di solito tali esercizi fanno però parte della terapia prescritta nelle forme più importanti, come ad esempio nel torcicollo miogeno, in cui all’origine del problema c’è l’accorciamento del muscolo sternocleidomastoideo, la cui causa, non ben definita, sembra più spesso essere un deficit di apporto di sangue al muscolo durante la vita intrauterina.
Torcicolo del lattante e reflusso gastroesofageo
Mio figlio di 2 mesi tende a mantenere la testa sempre rivolta a sinistra. In particolari momenti la gira a destra ma poi la rimette a sinistra. Anche quando dorme tentiamo di posizionarlo a destra ma dopo poco si rigira. Inoltre da un paio di settimane solo durante la poppata serale è molto nervoso, continui attacchi e stacchi dal seno con pianti, stiramenti e scalciate. Dopo la poppata se rimane sdraiato quasi dorme; se lo si alza per fare il ruttino si agita nervosamente; a volte piccoli rigurgiti.
Tra le varie cause di torcicollo nel lattante vi è anche una condizione, nota come Sindrome di Sandifer, in cui l’atteggiamento del capo del bambino è conseguenza di un reflusso gastroesofageo, cioè da una situazione che va al di là dei semplici rigurgiti più o meno frequenti che quasi ogni lattante ha. Qui il rigurgito acido provoca infiammazione (esofagite da reflusso) e dolore, che caratteristicamente segue il rigurgito (questo a sua volta può essere evidente, oppure, arrestandosi prima della bocca, manifestarsi semplicemente con qualche colpo di tosse secca oppure con la”ruminazione”). A questo dolore talora si associa appunto la torsione del capo, che avrebbe la funzione di alleviare il fastidio che il bambino prova a livello dell’esofago.
Ovviamente non mi è possibile pronunciarmi nel suo caso, ma la invito ad approfondire la cosa col suo pediatra.
