Autore:

Antonio Brienza

Nati per leggere: Presentazione

8 agosto 2011

In che cosa consiste il progetto Nati per leggere

Apprendere l’amore per la lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia.

È questo il cuore del progetto Nati Per Leggere: promuovere una tutela del bambino più ampia in nome del suo diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo.

Nati per leggere è promosso dall’alleanza tra bibliotecari e pediatri. L’Associazione Culturale Pediatri – ACP riunisce tremila pediatri italiani con fini esclusivamente culturali. L’Associazione Italiana Biblioteche associa oltre quattromila tra bibliotecari, biblioteche, centri di documentazione, servizi di informazione operanti nei diversi ambiti della professione.
Al progetto nazionale partecipa il Centro per la salute del bambino – ONLUS con sedi a Trieste, Napoli, Palermo, che ha come fini statutari attività di formazione, ricerca e solidarietà per l’infanzia. Le tre associazioni nazionali – operanti su base volontaria e senza fini di lucro – intendono promuovere la pratica della lettura ai bambini fin dai primi anni di vita come opportunità fondamentale di sviluppo della persona.

“La voce della madre, del padre (del maestro) ha una funzione insostituibile. Tutti obbediamo a questa legge, senza saperlo, quando raccontiamo una favola al bambino che ancora non sa leggere… Si tratti delle novelle di Andersen o della vita degli insetti, di Pinocchio o di Verne, e magari – eccezionalmente – di Paperino e Paperon de’ Paperoni, quel che conta nella lettura comune non muta la sostanza: è la promozione del libro da mero oggetto di carta stampata a “medium” affettuoso, a momento di vita”. Ce lo ha insegnato Gianni Rodari: un modo per insegnare ad odiare la lettura è “rifiutarsi di leggere”.

La stimolazione e il senso di protezione che genera nel bambino il sentirsi accanto un adulto che racconta storie già dal primo anno di vita e condivide il piacere del racconto è impareggiabile.
Il beneficio che il bambino trae dalla lettura a voce alta, operata in famiglia in età prescolare, è documentato da molti studi; favorisce il successo scolastico in quanto i bambini iniziano a confrontarsi con il linguaggio scritto attraverso il quotidiano contatto con la lettura mediato dai loro genitori.
La qualità di queste esperienze precoci influisce sul loro linguaggio e sulla capacità di comprendere la lettura di un testo scritto all’ingresso a scuola. L’incapacità di leggere a scuola è causa di disagio che porta a frustrazione e riduzione dell’autostima e può contribuire ad aumentare il rischio di disagio scolastico.

L’alleanza tra pediatri e bibliotecari nasce dall’esigenza della società civile di sostenere concretamente lo sviluppo dell’abitudine di leggere ai bambini dall’età prescolare.
I pediatri – in particolare i pediatri di famiglia ma anche i pediatri operanti nelle ASL, nei consultori, nei reparti ospedalieri – si rendono disponibili a sensibilizzare i genitori sull’utilità della lettura ai bambini fin dalla più tenera età, nel rispetto delle diverse tappe della crescita.
I bibliotecari da parte loro aiutano i genitori a formarsi un proprio repertorio di letture da condividere con i loro bambini. Promuovono la conoscenza delle proposte di lettura adatte ai bambini più piccoli, mettono a disposizione per il prestito e la lettura in biblioteca una raccolta di libri per bambini tra 0 e 6 anni, invitano i genitori ad usare sistematicamente tali risorse partecipando alle iniziative che accompagneranno il progetto.

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