Autore:

Antonio Brienza

Disturbi del sonno

19 giugno 2011



I DISTURBI DEL SONNO DEL BAMBINO

RISVEGLI NOTTURNI ED INSONNIA NEI PRIMI 3 ANNI DI VITA

Fra mamme:
Il tuo bambino dorme la notte?
A che ora va a dormire?
Quanto ci mette per addormentarsi?
Cosa fai per farlo addormentare?
Quanti biberon prepari per quando si sveglia?
E’ normale che si svegli 3 o più volte per notte?
Cosa ti ha detto il pediatra?
Un’amica della zia del marito di mia cugina mi ha detto di darle una tisana particolare…
Saranno i denti…


Queste e molte altre domande costituiscono un vero e proprio tormento per il 30% dei genitori dei bambini in età prescolare.
La prevalenza dei disturbi del sonno nell’infanzia infatti riguarda circa 1 bambino su 3. Un bambino che ha disturbi del sonno, raramente soffre da solo, l’intera famiglia è coinvolta e perde il sonno

Domande e risposte per… conoscere le risposte… vai a pagina 3 e 4
 Il mio bambino dorme poco durante il giorno. E’ normale?
 Perché i bambini dormono tanto?
 Dove e come deve dormire il mio bambino?
 Perché alcuni bambini dormono tutta la notte ed altri si svegliano continuamente?
 A che età il bambino inizia a dormire senza svegliarsi la notte?
 Perché il bambino inizia a piangere in maniera inconsolabile la sera?
 E’ giusto dare da bere o da mangiare ogni volta che piange?
 E’ giusto usare sciroppi o tisane o erbe per farlo dormire?
 Esistono fasi dello sviluppo che sono momenti chiave per l’acquisizione di un buon sonno?
 Cosa fare se il bambino ha difficoltà ad addormentarsi?
 Cosa fare se il bambino ha l’angoscia di separazione (paura di addormentarsi e separarsi dalla madre)?
 Cosa fare per i risvegli notturni?


Il ritmo sonno-veglia del bambino nei primi mesi di vita è molto diverso da quello dell’adulto; nei primi mesi infatti il bambino non conosce la differenza fra giorno e notte, il suo ritmo è indipendente dall’ambiente, regolato dai bisogni interni legati alla fame e alla sete e dura intorno alle 25 ore. Stare con un bambino nei primi mesi significa adattare i propri ritmi ai suoi e non cercare di resistere o modificare solo alcune abitudini per continuare a fare le cose che si facevano prima.

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