Autore:

Antonio Brienza

Vaccinazione antipneumococco

18 settembre 2011

La malattia
Lo pneumococco (Stretococcus pneumoniae) appartiene ad una famiglia di batteri che comprende circa 80 sottotipi, alcuni dei quali sono responsabili di infezioni nell’infanzia.

Questo germe, che si trasmette da persona a persona tramite le goccioline respiratorie, è spesso presente nella gola e nel naso di molti soggetti sani, senza dare alcun sintomo; può succedere però, senza apparente motivo, che arrivi nel sangue e provochi la cosiddetta “malattia pneumococcica invasiva”.
Questa grave infezione può colpire soggetti di ogni età, anche se sono più a rischio i bambini al di sotto dei 2 anni d’età, e soprattutto i bambini affetti da una patologia cronica (v.dopo).
Le infezioni pneumococciche sono più frequenti durante i mesi invernali.

Il periodo d’incubazione (durante il quale il germe, penetrato nell’organismo, non da ancora segni di malattia) è generalmente è breve, e dura da 1 a 3 giorni.

Lo pneumococco causa otite, sinusite e polmonite nel bambino.
Inoltre è responsabile di forme gravi ed invasive, quali la setticemia (o sepsi, che è un’infezione del sangue), e la meningite (che è un’infiammazione della membrana che avvolge il cervello). Queste ultime si manifestano con febbre, brividi, malessere, prostrazione, vomito, cefalea.
La malattia invasiva può portare a morte; nei soggetti che guariscono possono persistere gravi danni neurologici permanenti (sordità, paralisi, deficit intellettivi).

Si cura con idonei antibiotici. Il soggetto non è più contagioso dopo 24 ore dall’inizio di una terapia antibiotica efficace.

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