|
Adolescenza
età di frontiera
Nel dibattito ricorrente sull'eccessivo peso degli zaini scolastici
dei nostri ragazzi, spesso dimentichiamo di considerare i "veri"
pesi che i giovani devono portare sulle loro spalle in questa difficile
età della loro vita.
Non è il peso della cultura quello che mette in ginocchio
i nostri ragazzi, ben altro è il peso che essi si trovano
ad affrontare: è il peso dei lutti
che devono elaborare, spesso senza aiuto e in una condizione
di incomprensione.
Vi è il lutto per la perdita del proprio corpo bambino, dentro
il quale si sentivano bene, a proprio agio, mentre ora faticano
a prendere le misure di questo corpo che cambia rapidamente e che
spesso crea loro impaccio e vergogna.
Vi è il lutto per la perdita dell'infanzia, di quel periodo
della loro vita vissuto o sognato come felice, spensierato (anche
se talvolta non lo è stato), in cui le pretese e le richieste
di "prestazioni" da parte degli adulti erano minime e
in cui la vita ancora sorrideva loro.
Vi è il lutto per la perdita dei genitori, di una certa immagine
di genitori, che li aveva accompagnati nei primi anni di vita, mentre
ora appaiono loro diversi, strani, lontani anni luce dalla loro
mentalità, dalle loro esigenze, spesso invadenti, rompiscatole,
avanzanti un sacco di pretese ("devi essere più maturo",
"devi essere più responsabile", "renditi utile
anche tu in casa", "studia!!!").
Questa distanza siderale che si interpone tra genitori e figli adolescenti
fa scomparire i genitori ai loro occhi, li annulla, li fa apparire
dei veri e propri estranei con cui si coabita lo stretto necessario
per garantirsi la propria sopravvivenza materiale.
Il lutto che i ragazzi attraversano spesso è molto evidente:
in che altro modo spiegare quell'abbigliamento ossessivamente "dark"
che molti di loro scelgono? Oppure quei vestiti completamente fuori
taglia e mortificanti il loro corpo? Oppure il loro gusto macabro
per il genere horror?
Se noi riflettessimo solo un momento sul "peso" rappresentato
dall'elaborazione di questi lutti, forse capiremmo perché
la loro testa non può essere sempre dove noi adulti vorremmo,
forse capiremmo il perché di certe loro "assenze",
di certi buchi di concentrazione.
Il lavoro più importante e più gravoso che un adolescente
deve fare è quello della costruzione
della propria personalità, della propria identità,
per il quale è impegnato 24 ore al giorno ("anche di
notte?", sì, anche di notte, anche mentre sogna, non
solo quando è in discoteca), per 365 giorni all'anno, per
un numero "x" di anni.
In questa fase delicata della sua esistenza l'adolescente attraversa
quella che potremmo definire una terra di frontiera, una terra di
nessuno, in cui per di più si deve orientare senza bussole,
senza sistemi di riferimento.
Tutto ciò che gli proponiamo noi adulti è "vecchio",
è superato, possiamo offrirgli solo il nostro esempio di
vita, ma senza la pretesa che faccia subito "scuola".
In questa terra di frontiera è sparito per sempre il piccolo
villaggio rassicurante rappresentato dall'infanzia, ma anche la
città degli uomini che si intende conquistare (o villaggio
globale) non appare ancora all'orizzonte.
Dove andare? Che sentiero percorrere? Con quali "amuleti"
in tasca? Come nella fiaba di Pollicino
non bastano più le briciole di pane, perché gli uccellini
se le mangiano e tornare all'infanzia non si può più.
Servono altri "oggetti magici" per esplorare il futuro,
ma quali?
 |
L'adulto
che ha a cuore la loro sorte (genitori, insegnanti, educatori, medici)
eviterà le ricette preconfezionate, le tirate moralistiche,
la scatola di profilattici da mettere loro in tasca, ma cercherà
di dotare gli adolescenti di quegli strumenti che gli permettano
di interpretare la realtà, quella di oggi, fatta soprattutto
di immagini e di linguaggi "nuovi".
Ma per fornire loro questi strumenti sorge inevitabile il problema
della comunicazione con gli adolescenti, soprattutto
quello del canale giusto su cui "sintonizzarsi".
Inutile nascondersi che oggi l'incomunicabilità tra le generazioni
è grande. Questo è forse il terreno più difficile,
quello più insidioso.
È necessario che il rapporto educativo
a qualsiasi livello giocato torni al centro
della riflessione comune. In ogni ambito, in ogni situazione
(casa, scuola, ambulatorio, oratorio) è importante che l'adulto
che si rapporta con degli adolescenti si ponga in un atteggiamento
di ascolto reale, di disponibilità, pronto a scardinare le
sue convinzioni consolidate e a imparare egli stesso dal giovane.
Eppure esiste, non nascondiamocelo, un problema
di diritti e di doveri dell'adolescenza.
Spesso si dice che i giovani hanno, o pretendono di avere, ogni
sorta di diritto, ma dal lato dei doveri sono sordi. Ma quali sono
i diritti che hanno effettivamente i ragazzi? Sono tutti legati
all'uso, al possesso, offerti loro in modo spesso interessato da
adulti che vogliono così tenerli soggiogati. Diritti legati
alla sfera dell'avere piuttosto che a quella dell'essere.
Gli adolescenti vivono imbozzolati nel loro piccolo mondo di affetti
familiari e amicali, privati nel profondo del diritto di sognare,
di creare un mondo diverso, di contestare la società che
li circonda, in una sola parola di essere dei veri adolescenti.
Dei bambini un po' cresciuti: ecco quello che sono o che sembrano.
Sull'altro versante è chiaro che nell'assenza di un senso
del dovere la famiglia ha le sue brave colpe, ma anche la società
induce i giovani a credere che tutto si giochi come a una grande
roulette, in cui contano poco o nulla l'applicazione metodica, i
progressi lenti, ma saldamente acquisiti. Tutto sembra potersi avere
con un colpo di fantasia, con un po' di fortuna e con una buona
dose di azzardo.
Manca purtroppo ai nostri adolescenti la dimensione della scoperta
personale, realizzata non attraverso scorciatoie, ma attraverso
un cammino interiore, necessariamente lungo e avventuroso, ma carico
di significato.
Pur nella dispersione e nella banalità quotidiana, gli adolescenti
intuiscono qualcosa di questo cammino faticoso, hanno solo bisogno
di buoni "maestri" e di presenze adulte più discrete
e più pazienti.
Interroga
anche il motore di ricerca, che ti
proporrà le schede dell'Area Pediatri inerenti l'argomento
che ti interessa.
|