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Cosa
cambia nell'apparato visivo durante la gravidanza?
Il
coinvolgimento dell'oftalmologo nella gestione della paziente
gravida con problemi oculari si è per lungo tempo fondato
sulla convinzione che la miopia potesse peggiorare durante la
gestazione e che in questi soggetti il rischio di un distacco
retinico fosse particolarmente significativo. In realtà
entrambe le motivazioni risultano, alla luce delle attuali conoscenze,
infondate se non terroristiche mentre ancora poco si sa sulle
modificazioni fisiologiche e patologiche che subisce l'apparato
visivo in gravidanza e quanto utile sia il monitoraggio oftalmologico
in alcune situazioni.
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Ecco
i mutamenti che possono essere considerati fisiologici e le condizioni
cliniche che è opportuno seguire con maggiore attenzione.
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VARIAZIONI
FISIOLOGICHE
Durante la gravidanza è possibile osservare modificazioni
della cornea, della pressione intraoculare e della funzione visiva.
Pressione oculare
La gravidanza, salvo rare eccezioni, comporta una riduzione dei
valori relativi al tono oculare che si protrae dopo il parto per
diversi mesi. Il fenomeno non sembra correlato ai valori della pressione
sistemica quanto piuttosto al migliorato deflusso dell'umore acqueo
attraverso le strutture filtranti. Questa condizione è probabilmente
secondaria al nuovo equilibrio ormonale (aumento dell'elasticità
delle strutture connettivali indotta dal progesterone) ed all'acidosi
che accompagna la gravidanza, mentre non sembra esistano variazioni
della rigidità sclerale in grado di sostenere l'ipotono.
E' pertanto, salvo rare eccezioni, facile che un glaucoma preesistente
possa migliorare
durante la gravidanza.[1]
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Cornea
Durante la gestazione in numerose donne si è osservata una
riduzione transitoria della sensibilità corneale ed un lieve
edema stromale, responsabile di un aumento di spessore della cornea.
Questi due fattori, associati alla alterata composizione del film
lacrimale rendono più difficile l'uso delle lenti a contatto.
Inoltre il diverso spessore corneale è in grado di modificare
l'indice refrattivo della cornea inducendo un modesto aumento della
miopia. Il dato tende a normalizzarsi entro alcune settimane suggerendo
di attendere un paio di mesi dal parto prima di procedere alla prescrizione
di una nuova lente correttiva.[2]
Depositi di melanina sull'endotelio corneale, dovuti a migrazione
di pigmento dall'iride e dal corpo ciliare, piuttosto comuni nel
glaucoma pigmentario, sono a volte evidenti in gravidanza. Le particelle
di pigmento tendono ad aggregarsi in un'area a maggior asse verticale
situata nella zona prepupillare(fuso di Krukenberg). In gravidanza
questo fuso non è accompagnato da altri segni di dispersione
di pigmento a livello angolare e non sembra neppure correlato a
variazioni pressorie. La liberazione di pigmento è probabilmente
sostenuta da fattori ormonali non completamente chiariti.
Accomodazione
Sia durante la gravidanza che durante l'allattamento è stata
osservata una più lenta velocità di contrazione e
decontrazione del muscolo ciliare per cui spesso la messa a fuoco
delle immagini da vicino e da lontano(accomodazione), risulta alterata.[3]
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VARIAZIONI
PATOLOGICHE
Corioretinite sierosa centrale
(CRSC)
E' un'affezione caratterizzata dalla comparsa di edema circoscritto
alla regione maculare causato dalla essudazione dei capillari della
coroide. In gravidanza sono descritti numerosi casi di CRSC. Soggettivamente
sono riferiti annebbiamenti visivi fugaci, metamorfopsie, micropsie
o riduzione della acuita' visiva. L'edema è solitamente transitorio
e tende a risolversi spontaneamente nel giro di qualche mese residuando
talvolta un leggero deficit visivo o una distrofia pigmentaria della
regione maculare. L'eziologia della CRSC è oscura ma probabilmente
il nuovo assetto ormonale e le alterazioni ematologiche che normalmente
compaiono in gravidanza quali l'aumento dell'ematocrito, la variazione
della permeabilità di membrana, la diminuzione della pressione
osmotica e l'ipercoagulabilita' plasmatica sono in grado di favorirne
l'insorgenza.
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Melanoma
uveale
Numerosi studi hanno dimostrato che lo sviluppo di un melanoma cutaneo
può essere favorito da diverse rivoluzioni ormonali, inclusa
la gravidanza. Anche il melanoma di origine uveale presenta un comportamento
analogo e non sembra che l'interruzione della gravidanza possa migliorare
l'evoluzione di tale neoplasia.
L'attivazione del melanoma è secondaria al maggior tasso
di ormone melanocito-stimolante ed all'aumentata produzione di estrogeni
dovuta alla condizione gravidica; è infatti recente la segnalazione
di recettori per gli estrogeni evidenziata in 5 melanomi uveali
di cui uno proveniente da una donna incinta.[4]
A tutt'oggi non esiste alcun caso riportato di metastasi fetali
in corso di melanoma uveale.
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Coinvolgimento
oculare nelle gestosi
Sono frequentemente riportati disturbi soggettivi aspecifici della
funzione visiva quali scotomi, diplopia, annebbiamenti visivi. A
volte i fosfeni (lampi luminosi) si presentano come prodromi di
episodi convulsivi da eclampsia.
I vasi della congiuntiva nell'ipertensione cronica possono presentare
alterazioni di decorso e di calibro: normalmente si nota un restringimento
del diametro arteriolare che comporta una modesta ischemia congiuntivale
mentre il rallentato flusso ematico è responsabile dell'aspetto
''granulare'' esibito da tali vasi. Nelle gestosi queste alterazioni
sono piú accentuate e vi è una maggiore tendenza a
sviluppare emorragie sottocongiuntivali.
Le piú comuni alterazioni osservate in corso di gestosi sono
rappresentate da quadri oftalmoscopici molto simili alla retinopatia
ipertensiva. Nel 40-100% dei soggetti con preeclampsia le arteriole
retiniche appaiono ristrette, con calibro irregolare, a volte moniliformi
per restringimento arteriolare localizzato. Le vene sono tortuose
e lievemente congeste. Le manifestazioni sono solitamente reversibili
con la gravidanza. In casi piú conclamati è possibile
notare la comparsa di edema, emorragie, essudati retinici e papilledema.
Le emorragie provengono dai capillari e dai vasi venosi e tendono
a rimanere negli strati superficiali della retina, gli essudati
cotonosi si palesano come chiazze biancastre superficiali di diversa
grandezza, aspetto sfumato e sono espressione di microinfarti focali
nello strato delle fibre nervose. E' molto importante sorvegliare
oftalmoscopicamente queste pazienti poichè esiste una relazione
tra grado di retinopatia, severitá della preeclampsia e incidenza
di morte fetale, tanto che diversi autori raccomandano di anticipare
il parto in presenza di un aspetto angiospastico ingravescente.
Sembra infatti che le alterazioni retiniche riflettano lo stato
di insufficienza placentare su base vascolare.
Imponenti alterazioni vascolari sono state documentate non solo
a livello retinico ma anche a livello coroideale[5] tanto che nel
10% dei soggetti affetti da eclampsia e nel 1-2% di quelli affetti
da preeclampsia di tipo severo è possibile osservare un distacco
di retina essudativo bilaterale. Nella maggior parte delle pazienti
la funzione visiva, inizialmente compromessa, ritorna normale dopo
qualche settimana dal parto. Questa complicanza non è significativamente
correlata alla sofferenza fetale indotta dalla gestosi.
Le alterazioni vascolari tipiche della eclampsia o di una severa
preeclampsia, specie nell'ultimo periodo di gestazione o subito
dopo il parto, possono favorire la comparsa di edema cerebrale.Se
è coinvolto il lobo occipitale si avrà una cecità
a carattere transitorio che puó perdurare anche per qualche
settimana dopo il parto ed è comunque seguita da un buon
recupero funzionale.
Altre cause di grave calo visivo, durante o immediatamente dopo
la gravidanza, possono essere sostenute dalle seguenti complicanze
oculari: occlusione dell'arteria centrale della retina, trombosi
della vena centrale della retina,[Fig.4] trombosi venosa di branca,
trombosi venosa intracranica, neurite ottica, neuropatia ottico
ischemica, ischemia retinica secondaria ad importanti ed estese
emorragie retiniche, emorragie vitreali.
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Pseudotumor
cerebri(PTC)
Lo PTC è una condizione clinica caratterizzata da aumento
della pressione liquorale in grado di produrre papilledema, disturbi
visivi, paralisi del sesto nervo cranico, cefalea importante senza
segni di localizzazione neurologica. Il sesso femminile in genere
e le donne sono particolarmente predisposte. Recenti studi hanno
dimostrato che, al contrario di quanto si era sempre creduto, l'incidenza
di PTC durante la gravidanza non aumenta e, sebbene ne siano stati
descritti casi ricorrenti, non sembra che le gravidanze successive
ne aumentino il rischio di comparsa.
Lo PTC è considerato secondario sia alla transitoria riduzione
dei livelli di corticosteroidi quanto alla maggior produzione di
estrogeni.
Pazienti affette da ipertensione intracranica benigna hanno lo stesso
rischio di aborto spontaneo della popolazione generale e cosi pure
non è diverso l'eventuale danno visivo.
Anche se sono noti casi di spontanea guarigione durante la gravidanza,
le pazienti affette dovranno essere sottoposte a stretti controlli
oculistici comprendenti l'analisi del campo visivo e dell'acuità
visiva.
L'attuale disponibilità di presidi terapeutici utilizzabili
anche durante questo periodo della vita non giustifica piú
l'interruzione della gestazione che comunque è seguita dal
miglioramento dei segni e dei sintomi.
Ricordiamo inoltre che non possono essere usati gli inibitori della
carbonico-anidrasi.
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Coagulazione
intravasale disseminata (CID)
E' una sindrome trombotico-emorragica nella quale si realizza primariamente
un'esaltazione del processo coagulativo per attivazione trombinica
dovuta ad estese ostruzioni capillari e successiva attivazione dei
meccanismi fibrinolitici. La sindrome emorragica deriva sia dalla
carenza dei vari fattori della coagulazione che dalla presenza dei
prodotti di scissione della fibrina e del fibrinogeno. Compare in
numerose condizioni sistemiche ed in alcune complicanze ostetriche
quali l'abrupto placentare, la ritenzione di feto morto, l'eclampsia
severa. Il distretto oculare maggiormente coinvolto è quello
coroideale dove l'occlusione trombotica interessa la coriocapillare
della regione peripapillare e perimaculare producendo un sollevamento
retinico di tipo sieroso ed un significativo calo visivo.
Se la paziente sopravvive al disordine sistemico la capacità
visiva ritorna normale anche se in qualche caso circoscritti rimaneggiamenti
pigmentari dell'area maculare possono produrre modesti deficit visivi
permanenti.
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INFLUENZA
DELLA GRAVIDANZA SU PATOLOGIE PREESISTENTI
Retinopatia Diabetica
Numerosi studi dimostrano che il rischio di insorgenza o di aggravamento
di una retinopatia diabetica è direttamente proporzionale
alla durata della malattia mentre non sembra che il numero di gravidanze
precedenti possa influenzare in tal senso l'obiettività retinica.
Per questo motivo è necessario che tutte le donne diabetiche
siano sottoposte ad esame oftalmoscopico sin dal primo trimestre.
Occorre precisare che mentre il diabete gestazionale non consente
mai lo sviluppo di una retinopatia, gli effetti prodotti dalla gravidanza
sul microcircolo retinico sono correlabili al grado di retinopatia
eventualmente presente all'inizio della gestazione.
In particolare si è notato che la gravidanza in soggetti
inizialmente senza segni di retinopatia diabetica produce solo in
una piccola percentuale di casi modesti segni di sofferenza del
microcircolo quali microaneurismi ed emorragie puntiformi (7%),
retinopatia tipo background (5%). Solo nel 0.2% dei casi è
stata notata la comparsa di una retinopatia diabetica proliferante
tale da richiedere il trattamento fotocoagulativo.[7]
1) Background retinopathy
Durante la gravidanza è facile osservare in soggetti precedentemente
affetti da retinopatia diabetica di questo tipo modeste alterazioni
retiniche a carattere transitorio quali aumento del numero dei microaneurismi
ed accentuazione dell'edema maculare cistoide. Tale condizione è
comunque transitoria e giá a sei mesi dal parto non è
piú evidenziabile. Sicuramente il buon controllo del tasso
glicemico è in grado di influenzare favorevolmente la regressione
delle alterazioni microcircolatorie.
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2)
Retinopatia proliferante
La gravidanza nel 46% dei casi conduce ad un aggravamento della
retinopatia diabetica proliferante presente prima della gestazione.
Sicuramente il trattamento fotocoagulativo eseguito in precedenza
è in grado di limitarne l'evoluzione: infatti solo nel 26%
dei casi si assiste ad una recrudescenza della retinopatia mentre
il 58% dei soggetti non sottoposti a laser terapia mostra chiari
segni di peggioramento. Non esistono controindicazioni alla laser
terapia durante la gravidanza ,né la gravidanza rappresenta
una controindicazione per questo tipo di trattamento. Tuttavia per
evitare la possibilità che durante il secondo stadio del
parto si possano sviluppare imponenti emorragie vitreali è
consigliabile la programmazione di un parto cesareo.
Per le pazienti affette da retinopatia proliferante sono obbligatori
controlli oftalmoscopici mensili.
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Miopia
elevata
Un recente studio su 50 donne gravide affette da miopia superiore
a 4.50 diottrie non ha segnalato incremento o aggravamento delle
lesioni regmatogene periferiche dopo il parto e, quindi, la inopportunità
di un taglio cesareo profilattico in queste pazienti.[8] Non esistono
neppure evidenze scientifiche che la maculopatia miopica consegua
o si aggravi in conseguenza dello sforzo espulsivo,
Assolutamente privo di fondamento, perché non supportato
da alcuna osservazione scientifica, il divieto di allattamento al
seno da parte delle miopi elevate.
Sottolineiamo in questa sede che la comparsa di distacco retinico
e di emorragie maculari è un evento più frequente
nel miope elevato ma che in nessun caso gravidanza e allattamento
rappresentano "per sé" un evento scatenante
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Anomalie
della Motilità Oculare
Strabismi
In letteratura non esistono casistiche che segnalino significativi
peggioramento di patologie della motilità oculare o strabismi
preesistenti. mentre sono riportati casi isolati di diplopia dopo
il parto.[9]
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Bibliografia
1.IMRE J., Pregnancy and the eye, their endocrinological relations.XV
Concilium Ophthalmol. Egypt.1937;III:213-226.
2.MILLODOT M., The influence of pregnancy on the sensitivity of
the cornea. Br. J. Ophthalmol. 1977;61:646-649.
3.DUKE ELDER S., System of Ophthalmology, St.Louis CV Mosby 1971;vol
XII:703:
4.SEDDON J.M.,MC LAUGHLIN D.T.,ALBERT D.M.,et al.,Uveal melanomas
presenting during pregnancy and the investigation of oestrogen receptors
in melanomas. Br.J.Ophthalmol. 1982;66:695-704.
5.BRANCATO R.,MENCHINI U.,BANDELLO F., Proliferative retinopathy
and toxemia of pregnancy. Ann.Ophthalmol.1987;19:182-183.
6.CHANG M.,HERBERT W.N.P., Retinal arteriolar occlusions following
amniotic fluid embolism. Ophthalmology 1984;91:1634-1637.
7.CASSAR J.,KOHNE E.M.,HAMILTON A.M.,et al., Diabetic retinopathy
and pregnancy. Diabetologia 1978;15:105-111.
8.NERI A.,GRAUSBORD R.,KREMER I., et al., The management of labour
in high myopic patients. Eur.J.Obstet.Gynecol.Reprod.Biol. 1985;19:277-279.
9.NUCCI P.,CONTI E., BIANCHI S., PIERRO L., BRANCATO R. :Diplopia
after labour. Case report. Br. J. Obstet. & Gynaecol. 98:227-228,
1991
Letture consigliate
SUNNESS J.S., The pregnant woman's eye. Surv.Ophthalmol. 1988;32:219-238.
ALFARANO R, NUCCI P : Occhio e gravidanza . Federazione Medica 1:
25-28, 1993
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