Oculistica: Ostruzione del Dotto Nasolacrimale
        
 
a cura di Paolo Nucci
Ostruzione del Dotto Nasolacrimale






L'ostruzione congenita del dotto nasolacrimale consiste nell’occlusione, parziale o completa delle vie di deflusso delle lacrime. Caratterizzata da frequenti episodi di lacrimazione con o senza secrezione mucocatarrale.




 

E' un problema molto comune in età infantile, che tende a risolversi spontaneamente nei primi mesi di vita
Il primo approccio prevede l'esecuzione di un massaggio dall'alto in basso, nell'area del sacco nasolacrimale (in media 5 spinte almeno 3 volte al giorno), associato ad un antibiotico aminoglicosidico. Qualora la lacrimazione, e/o la secrezione purulenta dovessero persistere senza remissioni per 2 mesi o con remissioni sino ai 7-10 mesi, è indicato sottoporre il piccolo ad una chirurgia delle vie lacrimali.

 

Scopo della chirurgia è ridurre la fuoriuscita di lacrime e la secrezione mucopurulenta.

Esistono due possibilità chirurgiche: Il sondaggio e l'intubazione delle vie lacrimali

Il sondaggio delle vie lacrimali consiste nell'introduzione di uno specillo smusso, attraverso i puntini lacrimali, seguendo le vie di deflusso, sino allo sbocco del canale. L'intervento dura alcuni minuti e può essere eseguito con una leggera sedazione. Nella maggior parte dei casi il sondaggio è sufficiente a risolvere il disturbo.

Le complicanze del sondaggio, oltre ai noti rischi anestesiologici, sono legate all’inefficacia del trattamento, alla creazione di false strade, alla lacerazione dei puntini lacrimali, ed al persistente sanguinamento dal naso. In realtà la presenza di sangue nelle secrezioni nasali è reperto molto comune nelle prime 6 ore e non deve destare preoccupazioni.

In quegli assistiti ove il semplice sondaggio non dovesse ottenere il risultato sperato si può procedere, questa volta in anestesia generale, all'inserimento nelle vie lacrimali di tubicini di silicone, che saranno lasciati in sede per circa 4-6 mesi. L'operazione è più impegnativa, necessita spesso della dislocazione del turbinato inferiore, e solo di rado richiede una seconda anestesia per rimuovere i tubicini. Anche dopo questo tipo d’intervento è possibile che, in una piccola percentuale di assistiti, permanga la lacrimazione, si ricorrerà in questi casi a tecniche chirurgiche più invasive.


Le complicanze dell'intubazione delle vie lacrimali sono sovrapponibili, in più vi è la possibilità che l'assistito rimuova involontariamente il tubicino. Quest’evenienza è nella maggior parte dei casi risolvibile con un secondo, più breve, intervento.

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