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L'ostruzione congenita del dotto nasolacrimale
consiste nellocclusione, parziale o completa
delle vie di deflusso delle lacrime. Caratterizzata
da frequenti episodi di lacrimazione con o senza secrezione
mucocatarrale. |
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un problema molto comune in età
infantile, che tende a risolversi spontaneamente
nei primi mesi di vita |
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Il
primo approccio prevede l'esecuzione
di un massaggio dall'alto
in basso, nell'area del sacco nasolacrimale (in media 5 spinte
almeno 3 volte al giorno), associato ad un antibiotico aminoglicosidico.
Qualora la lacrimazione, e/o la secrezione purulenta dovessero
persistere senza remissioni per 2 mesi o con remissioni sino
ai 7-10 mesi, è indicato sottoporre il piccolo ad una
chirurgia delle vie lacrimali.
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Scopo
della chirurgia
è ridurre la fuoriuscita di lacrime e la secrezione mucopurulenta.
Esistono
due possibilità chirurgiche: Il sondaggio e l'intubazione
delle vie lacrimali
Il sondaggio delle vie lacrimali
consiste nell'introduzione di uno specillo smusso, attraverso
i puntini lacrimali, seguendo le vie di deflusso, sino allo sbocco
del canale. L'intervento dura alcuni minuti e può essere
eseguito con una leggera sedazione. Nella maggior parte dei casi
il sondaggio è sufficiente a risolvere il disturbo.
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Le
complicanze del sondaggio,
oltre ai noti rischi anestesiologici, sono legate allinefficacia
del trattamento, alla creazione di false strade, alla lacerazione
dei puntini lacrimali, ed al persistente sanguinamento dal naso.
In realtà la presenza di sangue nelle secrezioni nasali
è reperto molto comune nelle prime 6 ore e non deve destare
preoccupazioni.
In quegli assistiti ove il semplice sondaggio non dovesse ottenere
il risultato sperato si può procedere, questa volta in
anestesia generale, all'inserimento nelle vie lacrimali di tubicini
di silicone, che saranno lasciati in sede per circa 4-6 mesi.
L'operazione è più impegnativa, necessita spesso
della dislocazione del turbinato inferiore, e solo di rado richiede
una seconda anestesia per rimuovere i tubicini. Anche dopo questo
tipo dintervento è possibile che, in una piccola
percentuale di assistiti, permanga la lacrimazione, si ricorrerà
in questi casi a tecniche chirurgiche più invasive.
Le complicanze dell'intubazione
delle vie lacrimali sono sovrapponibili, in più vi è
la possibilità che l'assistito rimuova involontariamente
il tubicino. Questevenienza è nella maggior parte
dei casi risolvibile con un secondo, più breve, intervento.
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