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Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino,
solo da medici pediatri e professionisti qualificati.

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Sviluppo delle preferenze alimentari nei bambini: come abituarli a mangiare un po’ di tutto

Una alimentazione varia ed equilibrata è un elemento fondamentale per la salute di adulti e bambini. Abituare i più piccoli a mangiare un po’ di tutto è quindi una parte importante della genitorialità, che spesso tuttavia può trasformarsi in un vero e proprio percorso a ostacoli.

In questo articolo vedremo come si sviluppano il gusto e le preferenze alimentari nei bambini e quali strategie possono aiutare i genitori a prevenire “neofobia” cioè la paura dei cibi nuovi e la selettività alimentare.

Il gusto nasce nella pancia della mamma

Il senso del gusto inizia a svilupparsi già a partire dal terzo mese di gravidanza.

Il liquido amniotico ha mille odori e sapori diversi, in ogni momento della giornata, nelle diverse ore, nelle diverse stagioni. Già nella pancia della mamma quindi il bambino impara a conoscere ed assaporare i cibi, soprattutto grazie alla sua piccola lingua e al liquido amniotico

Il latte materno “allena” ai nuovi sapori

Anche il latte materno non è sempre uguale: cambia la sua composizione durante la stessa poppata e prende il sapore dei cibi che la mamma mangia.

In questo modo, il piccolo si allena a scoprire e abituarsi a tanti sapori diversi, rendendo più facile il delicato passaggio all’introduzione di cibi solidi. Sappiamo infatti con certezza che l’esperienza precoce con sapori e odori lascia un ricordo, una sorta di impronta che accompagna il bambino nell’infanzia e nell’adolescenza.

Per questo motivo, si consiglia alla mamma che allatta di seguire un’alimentazione semplice ma molto varia.

Il gusto dipende anche dalla genetica

Le scelte alimentari sono influenzate anche da fattori genetici, che coinvolgono i recettori del gusto: dolce, salato, acido e amaro ( e umami) . Questo spiega perché molti bambini tendono a rifiutare le verdure con un sapore amaro, mentre altri le accettano senza problemi.

In generale, i bambini:

  • hanno una preferenza innata per il dolce e il salato;
  • sono attratti dal gusto umami (cioè saporito);
  • tendono a rifiutare inizialmente l’acido (presente in alcuni frutti) e l’amaro (tipico di alcune verdure).

Per evitare un’alimentazione selettiva negli anni successivi (il classico “mangia solo pasta in bianco!”), è quindi necessario proporre cibi di vario sapore e consistenza già all’inizio dello svezzamento.

L’obiettivo è quello che il cibo diventi un’esperienza fondamentale per la crescita del bambino non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche cognitivo e comportamentale.

Come prevenire neofobia e selettività alimentare nei bambini

La neofobia (il rifiuto deciso di assaggiare cibi nuovi) e la selettività alimentare (la preferenza per pochi cibi noti) possono creare molta preoccupazione nei genitori. Poiché l’ambiente sociale ha un ruolo importante, ecco alcuni suggerimenti pratici:

Prima dello svezzamento

Un primo passo importante è quello di mettere il piccolo vicino a voi mentre pranzate e mostrargli che state apprezzando il cibo che avete cucinato. Mentre vi osserva infatti i suoi neuroni “a specchio” recepiscono il messaggio ed elaborano questa informazione, suscitando il suo interesse al momento dello svezzamento.

Durante lo svezzamento

È importante proporre un cibo nuovo anche se il bambino lo rifiuta (ma senza forzarlo): è stato dimostrato che possono essere necessarie anche 10-20 offerte di un alimento prima che il bambino lo assaggi e lo accetti!

Un suggerimento è quello di far assaggiare precocemente un po’ di tutto e di proporre già dall’inizio dello svezzamento anche piccole quantità di verdure di sapore amaro (broccoli, cavolfiore, spinaci) e non solo quelle dolci (patate, carote, zucca).

Per favorire l’accettazione:

  • presentate il cibo in modo accattivante (colori diversi, forme divertenti);
  • permettete al bambino di osservare adulti o fratelli che mangiano quello stesso alimento;
  • coinvolgete il bambino, quando possibile, nella scelta e nella preparazione del cibo.

Pediatra e Professore a contratto dell’Università di Firenze per i Master in Fisioterapia pediatrica, formatrice secondo il modello OMS-Unicef per la promozione dell’allattamento materno e Presidente della SICuPP Toscana.

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.