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Come raccogliere le urine dei bambini per l’urinocoltura

contenitore per la raccolta delle urine

Cos’è

L’urinocoltura è l’esame che consente di identificare nelle urine la presenza di batteri in quantità tale da produrre un’infezione delle vie urinarie. E’ spesso eseguita insieme all’esame delle urine, che studia invece alcune caratteristiche chimiche, fisiche delle urine e il sedimento urinario, cioè la parte per così dire solida delle urine.

L’urinocoltura viene eseguita a partire da un campione di urine prelevato al paziente, “seminato” e “incubato” in laboratorio su un apposito terreno di coltura, in modo da far crescere ed evidenziare eventuali “colonie” di batteri presenti nelle urine. Se la quantità e il tipo di batteri cresciuti sono tali da far sospettare un’infezione, all’urinocoltura viene allora associato un antibiogramma, in cui viene saggiata l’efficacia (sia pure “in vitro”, cioè in condizioni artificiali ricreate in laboratorio) di vari antibiotici.

A cosa serve

L’urinocoltura viene richiesta dal medico quando sospetta che all’origine dei sintomi del bambino  vi sia un’infezione urinaria. Una eventuale positività della urinocoltura conferma questa ipotesi, e di solito in questo caso viene eseguito anche l’antibiogramma, che consente impostare la terapia teoricamente più adeguata alla causa infettiva.

Il prelievo per l’urinocoltura va eseguito prima di cominciare la terapia antibiotica, in quanto l’antibiotico ridurrebbe o azzererebbe del tutto la carica dei batteri che si cerca di identificare.

Come si legge il referto

E’ bene ricordare che l’interpretazione del risultato spetta al medico, il solo in grado di valutare correttamente del referto e soprattuto di stabilire la correlazione tra la sintomatologia del bambino e l’esito dell’esame.

Solitamente il referto riporta prima di tutto l’esito:

  • negativo:  indica che non è stata riscontrata in laboratorio la crescita di batteri patogeni;
  • positivo: viene indicato il nome di un ceppo batterico (ad esempio Escherichia Coli), e il numero di colonie (cioè la quantità di batteri cresciuti  in laboratorio).

In caso di positività il referto riporta poi una lista di antibiotici, con a fianco di ciascuna voce  la sigla che indica se quel determinato antibiotico potenzialmente è efficace o no; in particolare:

S (Sensibile): l’antibiotico in questione in laboratorio si è dimostrato in grado di uccidere il battere individuato nelle feci del bambino

R (Resistente): il battere individuato sembra non essere ucciso dall’antibiotico testato in laboratorio

Come raccogliere le urine per l’urinocoltura

Per avere risultati attendibili, è importante che la raccolta del campione di urine venga effettuata nel modo più corretto possibile, come indicato di seguito.

Chiedete anche al pediatra curante indicazioni sul laboratorio cui portare il campione da analizzare, in quanto è molto importante ai fini dell’attendibilità dell’esame anche la correttezza delle procedure di gestione e analisi del campione da parte della struttura laboratoristica

Come raccogliere le urine del bambino piccolo (1° metodo)

Occorrente

  • 1 contenitore sterile (+ 1 di scorta).
  • Soluzione disinfettante a base di cloramina.
  • 2 persone.

Come procedere

  1. Lavatevi le mani con acqua e sapone.
  2. Lavate la zona genitale del bambino, abbassando delicatamente la cute del pene nel maschietto, e divaricando la grandi labbra nella femmina (ricordatevi di detergere con movimenti dall’avanti all’indietro, e non viceversa, per evitare di portare sui genitali germi presenti nella zona anale).
  3. Disinfettatela con una soluzione disinfettante a base di cloramina (la bustina va sciolta in 4 litri d’acqua), versando la soluzione direttamente sulla cute.
  4. Asciugate delicatamente con una salvietta pulita.
  5. Lasciate il bambino senza pannolino e tenetelo in posizione verticale a gambe divaricate, mentre una seconda persona è pronta con il contenitore per le urine (chiuso, ma predisposto per essere aperto velocemente).
  6. Aspettate con pazienza (se il bambino non urina fatelo bere, o date alcuni colpetti o mettete un cubetto di ghiaccio a livello della vescica).
  7. Appena il bambino inizia a fare pipì, togliete rapidamente il coperchio, raccogliete “al volo” le urine nel contenitore (tranne il primo getto), poi richiudetelo immediatamente (è sufficiente raccogliere una quantità di pipì pari ad un cucchiaino da caffè).
  8. Il contenitore con le urine va consegnato al laboratorio al più presto (se non è possibile, può essere conservato in frigorifero per non più di 12 ore).

Cosa non fare

  • Non abbiate fretta.
  • Non aprite il contenitore con troppo anticipo e non dimenticatevi di chiuderlo subito.
  • Non toccate con le mani le urine o l’interno del contenitore.
  • Non tenete il bambino a gambe chiuse (perché la pipì può bagnare i genitali e contaminarsi con i germi che si trovano sulla cute).

Come raccogliere le urine del bambino piccolo (2° metodo)

Se si è da soli o si hanno delle difficoltà a procedere come prima indicato, è possibile raccogliere le urine con il sacchetto (questa modalità, anche se eseguita scrupolosamente, può dare dei risultati dubbi, per cui può essere talora necessario ripetere l’esame).

Occorrente

  • 1 sacchetto sterile per la raccolta delle urine (+ 2 di scorta)

Come procedere

Il momento più favorevole è dopo il pasto, o quando il bambino ha il pannolino asciutto.

  1. Lavatevi le mani con acqua e sapone.
  2. Lavate la zona genitale del bambino, abbassando delicatamente la cute del pene nel maschietto, e divaricando la grandi labbra nella femmina (ricordatevi di detergere con movimenti dall’avanti all’indietro, e non viceversa, per evitare di portare sui genitali germi presenti nella zona anale).
  3. Asciugate con cura ma delicatamente con una salvietta pulita.
  4. Prendete un sacchetto, rimuovete la carta che ricopre la zona adesiva, togliete la parte rotonda centrale, ed incollate il sacchetto in modo che la zona aperta corrisponda al punto in cui il bambino urina.
  5. Lasciate il bambino senza pannolino, o applicatelo tenendolo non troppo stretto.
  6. Se entro 30 minuti non ha ancora fatto pipì bisogna ripetere tutta l’operazione, applicando un nuovo sacchetto sterile (nel frattempo fatelo bere, o date alcuni colpetti o mettete un cubetto di ghiaccio a livello della vescica).
  7. Non appena il piccolo ha urinato, staccate il sacchetto e richiudetelo immediatamente, facendo combaciare i bordi adesivi (per poter effettuare l’esame è sufficiente raccogliere una quantità di pipì pari ad un cucchiaino da caffè).
  8. Il sacchetto con le urine va consegnato al laboratorio al più presto (nell’attesa va conservato in frigorifero).

Cosa non fare

  • Non avere fretta.
  • Non toccare con le mani l’interno del sacchetto.
  • Non tenere attaccato lo stesso sacchetto per più di mezz’ora.

Come raccogliere le urine del bambino grande (senza pannolino)

Occorrente

  • 1 contenitore sterile (+ 1 di scorta)

Come procedere

  1. Lavatevi le mani con acqua e sapone.
  2. Lavate la zona genitale del bambino, abbassando delicatamente la cute del pene nel maschietto, e divaricando la grandi labbra nella femmina (ricordatevi di detergere con movimenti dall’avanti all’indietro, e non viceversa, per evitare di portare sui genitali germi presenti nella zona anale).
  3. Fate urinare il bambino a gambe divaricate, raccogliete “al volo” le urine nel contenitore (tranne il primo getto), poi richiudetelo immediatamente (è sufficiente raccogliere una quantità di pipì pari ad un cucchiaino da caffè).
  4. Il contenitore con le urine va consegnato al laboratorio al più presto (se non è possibile, può essere conservato in frigorifero per non più di 12 ore).

Cosa non fare

  • Non abbiate fretta.
  • Non aprite il contenitore con troppo anticipo e non dimenticatevi di chiuderlo subito.
  • Non toccate con le mani le urine o l’interno del contenitore.
  • Non tenete il bambino a gambe chiuse (perché la pipì può bagnare i genitali e contaminarsi con i germi che si trovano sulla cute).

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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