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Come riconoscere i segni dell’autismo nel bambino

Cos’è l’autismo

L’autismo è un disordine dello sviluppo neuropsichico dovuto ad alterazione dello sviluppo cerebrale e caratterizzato da:

  • difficoltà di interazione sociale;
  • difficoltà cognitive;
  • difficoltà nella comunicazione (verbale e non);
  • comportamenti ripetitivi 

Il termine autismo deriva dal greco (autòs: stesso) il cui significato è “stare soli con se stessi”.
Dal momento che si esprime attraverso uno spettro di sintomi, più comunemente viene utilizzata la definizione ”disturbi dello spettro autistico”.

I disturbi dello spettro autistico compaiono nella prima infanzia, (2°-3° anno di vita), causando un ritardo in varie aree dello sviluppo, come l’acquisizione del linguaggio, la capacità di giocare e di interagire con gli altri.

Trattandosi di un disordine “a spettro”, può variare da forme molto lievi a forme molto gravi; pertanto tutti gli esperti concordano sulla necessità di una diagnosi precoce e di un altrettanto tempestivo intervento non appena si manifestino i primi segnali.

Cause dell’autismo

Le cause dell’autismo non sono ad oggi del tutto conosciute; molti esperti ritengono che possano essere responsabili fattori genetici ed ambientali.

Sono stati chiamati in causa alcuni fattori prenatali che potrebbero contribuire in qualche modo all’insorgenza dell’autismo, come l’uso di antidepressivi durante la gravidanza, l’età della madre o del padre, le infezioni materne in gravidanza, complicanze durante o poco dopo il parto, esposizione ad inquinanti.

Incidenza dell’autismo

Rispetto al passato sembrerebbe aumentata l’incidenza della diagnosi di autismo; in realtà vi è una maggior consapevolezza ed accuratezza della diagnosi rispetto al passato.
L’autismo colpisce circa 1 persona su 88, con una frequenza 3-4 volte maggiore nel sesso maschile rispetto a quello femminile ; la diffusione nel mondo varia da paese a paese (1 caso su 77 in Italia, un caso su 86 in Gran Bretagna , 1 caso su 150 negli Stati Uniti).

Sintomi nei bambini autistici

I sintomi dell’autismo solitamente compaiono tra i 18 e i 36 mesi; evidenziare il più precocemente possibile i primi segnali può comportare grandi differenze nella “gestione” della malattia.

Il ruolo del genitore è quindi di fondamentale importanza, proprio nel saper cogliere i primissimi segni, attraverso un attento monitoraggio dello sviluppo del proprio bimbo ed attraverso un fattivo dialogo con il proprio Pediatra curante, qualora vengano ravvisati deficit o arresti dello sviluppo.

Per tale motivo è fondamentale portare il bambino ai bilanci di salute dei 15-18 mesi e 24-36 mesi. In questa occasione ai genitori vengono poste una serie di domande che riguardano lo sviluppo psicomotorio e comportamentale del loro bambino e che consentono al Pediatra di individuare eventuali segnali di disturbi dello spettro autistico.

Alcuni bambini, come si è detto, possono manifestare segni di un disturbo dello spettro autistico già nella primissima infanzia (come ad esempio un contatto visivo ridotto, la mancanza di risposta al proprio nome o “l’indifferenza” nei confronti dell’adulto che si prende cura del piccolo). Altri bambini, invece, mostrano un normale sviluppo nei primi mesi di vita ma poi all’improvviso un arresto nello sviluppo o una regressione in tappe già acquisite.

Le 3 aree di base nell’acquisizione delle tappe fondamentali dello sviluppo di un bambino comprendono:

  • Abilità fisiche: come ad esempio imparare a rimanere seduti senza appoggio, gattonare, sollevarsi e poi camminare.
  • Abilità sociali : come ad esempio rispondere ad uno sguardo, sorridere, giocare.
  • Abilità comunicative: parlare, gesticolare, imitare gli altri.

E’ però estremamente importante ricordare che ogni bambino ha i propri tempi di acquisizione delle tappe dello sviluppo e che eventuali ritardi non siano necessariamente indicativi di autismo. Se il vostro bambino mostra un ritardo dello sviluppo, parlatene con il vostro Pediatra che saprà come affrontare il caso, valutando l’eventuale necessità di un approfondimento con uno specialista.

Come possono i genitori individuare i primi campanelli di allarme dell’autismo

Come genitori siete nella miglior posizione per individuare i segni d’allarme più precoci di possibile autismo; siete perciò in grado di osservare comportamenti e “stranezze” nel vostro bimbo, conoscendolo più di chiunque altro.

La “chiave” è di imparare a riconoscere ciò che è normale da ciò che non lo è.

Monitorate lo sviluppo del vostro bambino: l’autismo comporta una varietà di ritardi nello sviluppo, perciò mantenere un occhio sull’acquisizione delle tappe fondamentali nelle aree sociali, emotive e cognitive è un modo efficace per riconoscere precocemente un eventuale problema.

Intervenite se siete preoccupati: ogni bambino, come si diceva, si sviluppa con ritmi differenti, quindi non spaventatevi eccessivamente se il vostro piccolo impara a parlare o a camminare un poco più tardi della media; c’è infatti un’ampia variabilità individuale, ma se il bimbo non acquisisce le tappe entro l’età prevista, pur calcolando questa variabilità, parlate dei vostri sospetti con il vostro Pediatra.

Non aspettate eccessivamente! Se siete seriamente preoccupati, non rimandate il problema perché si potrebbe perdere tempo altrimenti prezioso! Perciò fidatevi del vostro istinto e programmate un controllo, soprattutto se notate un’apparente “regressione” in tappe già acquisite.

I sintomi di esordio di autismo spesso compaiono tra i 12 e i 18 mesi e se individuati precocemente, ossia entro i 18 mesi, un trattamento tempestivo può portare ad un miglioramento del quadro.

I segni più precoci di autismo comprendono l’assenza di comportamenti normali – non la presenza di comportamenti anomali; questo ne rende più difficile l’individuazione. I piccoli sembrano estremamente “tranquilli”, indipendenti e poco esigenti; pertanto questi segnali precoci possono essere fraintesi ed interpretati erroneamente.

Che cosa deve osservare il genitore

Segni precoci (entro i 24 mesi)

  • Evita il contatto oculare: ad esempio non vi guarda mentre gli date da mangiare o non risponde al vostro sorriso.
  • Non risponde al suo nome o al suono di una voce familiare.
  • Non segue visivamente oggetti o non segue i vostri gesti.
  • Non saluta né usa altri gesti per comunicare.
  • Non emette suoni per attirare la vostra attenzione.
  • Non risponde alle coccole e non comunica con voi.
  • Non gioca con altri bambini o non mostra alcun interesse.

Campanelli d’allarme nelle tappe dello sviluppo

I seguenti ritardi nell’acquisizione delle normali tappe dello sviluppo richiedono una valutazione immediata da parte del vostro Pediatra

  • Entro i 6 mesi: non sorride e non risponde a sorrisi e non utilizza alcuna mimica facciale.
  • Entro i 9 mesi: non emette alcun suono e non risponde ad essi, a sorrisi o ad espressioni
    facciali.
  • Entro i 12 mesi: non risponde al proprio nome, non è capace di lallazione, non è in grado di eseguire gesti come indicare, mostrare, raggiungere.
  • Entro i 16 mesi: non è in grado di pronunciare alcuna parola.
  • Entro i 24 mesi: non è in grado di pronunciare frasi composte da 2 parole né di ripetere o imitare frasi che sente

Segni nei bambini oltre i 24 mesi

Segni e sintomi di difficoltà sociali

L’interazione sociale “di base” può essere difficoltosa per i bimbi affetti da disturbi dello spettro autistico; molti, infatti, preferiscono vivere per conto proprio e nel proprio mondo, distaccati e separati dagli altri.

  • Il bambino mostra disinteresse o ignora le altre persone o ciò che avviene intorno a lui
  • Non sa come relazionarsi con gli altri, come giocare o farsi amici.
  • Non ama essere toccato, preso in braccio o abbracciato.
  • Non è in grado di eseguire giochi “di finzione”  (telefonare, dar da mangiare all’orsetto ecc.) , di essere coinvolto in giochi di gruppo, imitare gli altri oppure utilizzare giochi in modo creativo.
  • Ha problemi nel comprendere i sentimenti altrui o di parlarne.
  • Non sembra ascoltare quando gli altri gli parlano.
  • Non scambia o divide interessi con gli altri ( giochi, disegni ecc.).

Segni di difficoltà nella parola e nel linguaggio

Il bambino con autismo ha difficoltà con l’uso della parola e con il linguaggio.

  • Il piccolo parla con un tono anomalo della voce, con una strana cadenza o intonazione (ad es. termina tutte le frasi come se stesse facendo una domanda).
  • Risponde ad ogni domanda ripetendola, piuttosto che rispondendo.
  • Usa il linguaggio in modo scorretto o si riferisce a se stesso in terza persona.
  • Ha difficoltà ad esprimere i propri desideri o le proprie necessità.
  • Non capisce direttive o domande semplici.

Segni di difficoltà nella comunicazione non verbale

I bambini affetti da disturbi dello spettro autistico possono avere problemi nel cogliere segnali non verbali e ad usare il linguaggio corporale.

  • Evita il contatto oculare
  • Utilizza espressioni facciali che non corrispondono a quanto sta dicendo.
  • Non coglie le espressioni facciali degli altri, i toni di voce o i loro gesti.
  • Fa pochissimi gesti (tipo indicare, nel senso che non indica).
  • Reagisce in modo inusuale a sguardi, odori, consistenze o suoni; può essere molto sensibile a suoni forti e può non rispondere alle persone
  • Può assumere posture anomale, mostrare goffaggine o manifestare modi eccentrici di muoversi

Segni di “rigidità”

Spesso i bambini affetti da autismo sono “rigidi” ed inflessibili e a volte ossessivi nei confronti dei loro comportamenti, attività ed interessi.

  • Il piccolo segue una routine rigida (ad es. vuole seguire sempre lo stesso percorso).
  • Ha difficoltà d’adattamento a qualsiasi cambio di routine o di ambiente nell’arco della giornata ( ad es. fa capricci se l’orario per andare a nanna è spostato di poco).
  • Ha un attaccamento insolito a giocattoli o ad oggetti come chiavi, elastici; riordina in modo ossessivo oggetti o li vuole soltanto in un determinato ordine .
  • Mostra assillo nei confronti di un numero ristretto di interessi (memorizza ad es. particolari che riguardano mappe od orari di treni ecc.).
  • Trascorre molto tempo osservando oggetti in movimento o focalizzando l’attenzione su specifiche parti di un oggetto, come ad es. ruote di macchinine ecc.
  • Ripete le stesse azioni o movimenti.

Esempi di comportamenti limitati e ripetitivi:

  •  “Sfarfallio” delle mani
  • Dondolarsi avanti ed indietro
  • Girare un cerchio oppure oggetti
  • Schioccare le dita
  • Sbattere la testa
  • Fissare la luce
  •  Muovere le dita davanti agli occhi
  • Tapparsi le orecchie
  • Graffiarsi
  • Allineare i giochi
  • Accendere e spegnere le luci
  • Ripetere suoni o rumori

I vaccini NON causano l’autismo!

Gli scienziati non hanno trovato alcuna relazione tra le vaccinazioni e l’autismo, né con l’insorgenza di altri disturbi dello sviluppo. Tutte le ipotesi in tal senso sono state ampiamente sfatate in quanto prive di qualsiasi fondamento scientifico.

Che cosa fare se siete preoccupati?

Se vi sembra che il vostro bambino abbia un ritardo nello sviluppo o se vi sembra di individuare segnali di allarme per l’autismo, programmate una visita dal vostro Pediatra.

Attualmente sono disponibili diversi strumenti per identificare bambini a rischio di autismo: consistono in un’attenta valutazione dello sviluppo del piccolo nelle aree della comunicazione, della socializzazione e del comportamento.
Il vostro Pediatra vi indirizzerà ad un neuropsichiatra infantile in grado di procedere ad una valutazione approfondita attraverso una visita medica, un colloquio con i genitori ed un’anamnesi accurata.