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Congiuntivite allergica

occhi di un bambino asiatico con congiuntivite allergica

Cos’è la congiuntivite allergica

E’ l’infiammazione della congiuntiva, cioè della mucosa che riveste la superficie interna delle palpebre e la parte anteriore del bulbo oculare, causata da un’allergia ad una determinata sostanza, detta allergene. Può presentarsi periodicamente in determinati periodi dell’anno, o, meno frequentemente, indipendentemente dalla stagione.

Nel primo caso (congiuntivite stagionale), la causa di gran lunga più frequente è l’allergia a pollini, per cui molto spesso si associa anche una rinite allergica.

Da ricordare il fatto che esistono forme stagionali di congiuntivite (congiuntivite primaverile), clinicamente simili alla congiuntivite allergica, la cui causa non è di fatto un’allergia, ma una più generica ipersensibilità (cioè una sensibilità eccessiva) a fattori fisici, come la luce del sole, l’aria, le sostanze irritanti.

Per i casi non stagionali, possono essere in causa l’allergia al gatto o al pelo di altri animali, meno frequentemente altri allergeni ambientali, ma anche sostanze utilizzate per il trucco (mascara, profumi, ecc.).

I sintomi della congiuntivite allergica

La congiuntivite allergica si manifesta con:

  • prurito agli occhi;
  • lacrimazione aumentata (senza pus);
  • occhi più o meno arrossati;
  • leggero gonfiore delle palpebre.

Nelle forme stagionali i sintomi abitualmente durano dalle 4 alle 6 settimane, cioè la durata della maggior parte delle stagioni polliniche, si ripetono ogni anno nello stesso periodo, con un’intensità che varia a seconda degli anni, ma spesso per tutta la vita. Molto spesso si associa rinite allergica.

Quando invece l’allergene può essere identificato ed evitato (per esempio il pelo di gatto), i sintomi di solito cessano.

Cosa fare

Nelle forme stagionali da pollini, cercate di evitare il più possibile il contatto degli occhi col polline per il periodo a rischio, che varia ovviamente a seconda del tipo di polline cui si è allergici:

  • fate fare la doccia e lavate i capelli ogni giorno o almeno spazzolateli con energia (il polline spesso rimane intrappolato tra i capelli e di sera va a depositarsi sul cuscino, da dove viene facilmente a contatto con gli occhi);
  • viaggiate in auto preferibilmente con i finestrini chiusi. Se l’automobile è dotata di un sistema di filtri per pollini, ricordatevi di cambiarli regolarmente;
  • in casa tenete preferibilmente le finestre chiuse: meglio aprirle nelle ore notturne. Quando si areano i locali, coprire letto, pelouches o altri oggetti di uso comune con un telo da ripiegare e scuotere all’esterno la sera; riporre il guanciale in un armadio durante il giorno;
  • cercate di ridurre il tempo trascorso all’aperto, specie nelle giornate ventose, con sole e tempo secco: in queste condizioni il polline è molto concentrato nell’aria;
  • se il bambino ha prurito e lacrimazione agli occhi, lavategli la faccia e le palpebre per rimuovere il polline, poi applicate delle compresse fredde di cotone sulle palpebre ed eventualmente instillate apposite gocce;
  • scegliete luoghi di vacanza dove l’impollinazione è quasi assente: zone marine o di alta montagna, dai 1500 metri in su, dove non crescono le graminacee e le piante responsabili di allergie; ricordatevi che su altitudini medie (600-800 metri) le piante e le erbe liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura, per cui è necessario continuare le cure più a lungo.

Nelle forme non stagionali, se sono in causa gatto o altri allergeni volatili, attuate tutte le precauzioni per evitare il contatto con l’allergene responsabile.

Quando chiamare il medico

Consultate il medico entro le 24 ore:

  • alla prima occasione in cui i sintomi si manifestano per avere conferma della diagnosi e per la prescrizione della terapia;
  • se la congiuntivite disturba il gioco o il sonno del bambino;
  • se il bambino riferisce dolore o bruciore intenso;
  • se le palpebre sono molto gonfie;
  • se tra le palpebre si notano delle vescichette di liquido giallo trasparente;
  • se le palpebre si appiccicano per il pus (da notare che è invece normale che il bambino al mattino al risveglio presenti un po’ di muco appiccicoso nell’occhio, che può essere prevenuto spesso lavando il polline dalle palpebre e dalla faccia la notte prima);
  • se avete qualsiasi dubbio da chiarire o siete preoccupati

Consultate il medico senza urgenza in orario di studio:

  • se la terapia non attenua la maggior parte dei sintomi entro 2-3 giorni;
  • per concordare un’eventuale trattamento preventivo per l’anno successivo.