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Dislessia: una guida per genitori ed insegnanti

bambina con i capelli rossi impegnata a fare i compiti

Sempre più frequentemente nella nostra attività ambulatoriale ci troviamo di fronte a famiglie a cui vengono prospettati dalla scuola problemi di apprendimento dei loro bambini.

Purtroppo accade ancora che le segnalazioni avvengano negli ultimi anni delle scuole elementari o addirittura in prima media quando ormai il divario con i livelli di apprendimento dei compagni di classe viene reso evidente dalla maggiore complessità dei compiti e delle materie di studio. Mi è capitato di incontrare bambini che hanno mascherato a lungo le loro difficoltà perché seguiti nello studio da famiglie molto presenti e molto motivate; il grande impegno e le numerose ore di studio in più rispetto ai compagni riescono a mascherare queste difficoltà fino a quando la complessità delle materie da apprendere arriva a livelli non più sostenibili dall’eccesso di impegno e dalla volontà di restare al passo degli altri.

In altri casi alle difficoltà di apprendimento si sommano problemi comportamentali che subentrano come reazione ad una situazione di disagio e di rifiuto verso attività nelle quali si incontrano difficoltà insuperabili.

L’obbiettivo di questo articolo è fornire un supporto per il riconoscimento precoce di queste difficoltà a genitori ed insegnanti e fare in modo che questi bambini vengano messi il più presto possibile nelle condizioni migliori per far fronte a un ostacolo importante a cui la vita li ha messi di fronte.

Cos’è la dislessia e come si manifesta

La dislessia evolutiva è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la capacità di leggere in modo corretto e fluente. Si caratterizza come una marcata difficoltà a decodificare i testi scritti, operazione che per i soggetti affetti da questo disturbo diventa molto complessa e porta ad una maggior facilità di errore, ad un maggior affaticamento e ad una maggior lentezza.

La dislessia si evidenzia nonostante un’istruzione normale, intelligenza adeguata, integrità neuro-sensoriale e un’ambiente familiare e socio-culturale favorevole. Il disturbo permane anche dopo la fase di acquisizione iniziale delle abilità di lettura e scrittura (primo ciclo elementare), caratterizzandosi come un difficile rapporto con i testi scritti in generale.

Il bambino con dislessia evolutiva può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando molte delle sue risorse attentive e delle sue energie mentali, poiché non può farlo in modo completamente automatico come gli altri soggetti; di conseguenza si stanca molto, commette errori, rimane indietro rispetto ai propri compagni e ha poche energie attentive da spendere per la comprensione.

E’ come se i dislessici vedessero sempre le parole per la prima volta e pertanto fossero costretti a procedere tramite una lettura lettera per lettera senza automatizzazione del riconoscimento visivo. Questo causa un gran dispendio di energia e di conseguenza fa in modo che, se le prime righe di un testo scritto vengono lette correttamente, con il proseguire della lettura vengono commessi molti errori.

Errori caratteristici di lettura e scrittura

  • Inversione di lettere e numeri (al invece di la, 51 al posto di 15);
  • sostituzione di suoni vicini come m/n (mano al posto di nano), f/v (foce al posto di voce), t/d (tue al posto di due), s/z (sara al posto di zara), c/g (care al posto di gare), c/g (ciro al posto di giro), p/b (palla al posto di balla);
  • sostituzione di suoni scritti in modo simile come m/n dove la differenza è solo una gambetta (muovo al posto di nuovo), n/u dove la lettera è ribaltata (nova al posto di uova), p/q/d/b (quove al posto di dove, paro invece di baro, dalla al posto di palla);
  • a volte, difficoltà ad imparare informazioni in sequenza come le tabelline, i giorni della settimana, i mesi dell’anno, le stagioni, le lettere dell’alfabeto;
  • a volte, difficoltà ad esprimere verbalmente ciò che si pensa in modo chiaro e corretto;
  • a volte, difficoltà di coordinazione oculo-motoria come allacciarsi le scarpe, ripassare una figura andando sopra le linee, lanciare freccette verso un bersaglio o la palla nel canestro;
  • a volte, difficoltà nel calcolo;
  • a volte; difficoltà di attenzione e concentrazione;
  • difficoltà di comprensione del testo scritto.

I campanelli d’allarme da non sottovalutare

Vi sono dei campanelli d’allarme (o indicatori) che, nel caso, è bene cogliere il più presto possibile per garantire un aiuto tempestivo.

Indicatori prescolari

  • Sviluppo ritardato, rispetto a quanto atteso, del linguaggio (molti bambini già nei primi anni di vita manifestano difficoltà nell’uso o nella comprensione del linguaggio);
  • difficoltà nel ricordare la definizione di oggetti comuni (tavolo, sedia, divano);
  • difficoltà ad imparare rime o parole con assonanze (filastrocche);
  • difficoltà nella costruzione della frase, articolazione di frasi confuse;
  • difficoltà nel vestirsi e nel mettersi le scarpe in modo corretto;
  • piacere nel sentir leggere ma senza segni di interesse verso la lettura;
  • tendenza ad essere disattenti, a non ascoltare;
  • tendenza all’irruenza, ad inciampare, urtare, cadere facilmente;
  • difficoltà nell’uso della palla : nel prenderla, lanciarla o farla rimbalzare;
  • difficoltà nel battere le mani ad un ritmo semplice.

Alcune di queste difficoltà sono presenti in bambini che non saranno affatto dislessici , la presenza associata di alcune di esse deve solo indurre ad una maggiore attenzione e ad una osservazione serena, ma accurata.

Indicatori nella scuola elementare

  • Particolari difficoltà di lettura o compitazione (spelling);
  • mettere lettere e numeri nell’ordine sbagliato;
  • difficoltà ad imparare alfabeto, tabelline, formule;
  • omettere lettere nelle parole o metterle nell’ordine sbagliato;
  • confondere la b con la d, la p con q;
  • necessità dell’uso delle dita o di segni sulla carta per eseguire calcoli semplici;
  • bassa capacità di concentrazione;
  • problemi nel capire quello che si legge o si scrive;
  • impiego di un tempo superiore alla media per i compiti scritti;
  • problemi quando viene richiesto un ritmo elevato nel parlare;
  • difficoltà nell’allacciarsi le scarpe, nel vestirsi;
  • difficoltà nell’indicare destra/sinistra, i giorni della settimana, i mesi;
  • scarso senso dell’orientamento;
  • basso livello di autostima e cattiva immagine di sé.

Indicatori nelle scuole medie

Valgono tutti gli indicatori delle elementari, più

  • leggere male ad alta voce, lentezza e difficoltà a comprendere il significato di quello che si legge;
  • necessità di far ripetere più volte la sequenza delle istruzioni (ad esempio indicazioni stradali) o dei numeri telefonici;
  • tendenza a confondere orari, date e luoghi;
  • difficoltà nella pianificazione e composizione di un testo scritto;
  • difficoltà ad usare un linguaggio specifico e complesso parlando velocemente;
  • problemi nella memoria a breve termine (ottima quella a lungo termine);
  • bassa autostima, poca fiducia in se stessi;
  • spesso presente passione per l’arte, le costruzioni e lo sport e abilità nel mettere in pratica le idee.

Ci sono alcuni segni persistenti nella dislessia che possono comparire nell’infanzia ed essere ancora presenti nell’età adulta:

  • confusione fra parole che indicano direzioni, ad esempio dentro/fuori su/giù, destra/sinistra;
  • difficoltà nelle sequenze, ad esempio sequenza dei giorni della settimana, dei mesi, dei numeri;
  • cambiamenti nel tono dell’umore da un giorno all’altro senza motivo.

Il bambino dislessico e i compiti di letto-scrittura

I compiti che richiedono scrittura e lettura vengono vissuti dal bambino dislessico come fonte di ansia, dovuta ad un rapporto, percepito come svantaggioso, tra lo sforzo profuso in tempo ed energie ed i risultati scarsi o modesti.
Spesso lo studente appare disorganizzato nelle sue attività sia a casa che a scuola. Presenta difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere appunti riuscendo poco a svolgere più azioni contemporaneamente come l’ascoltare  e lo scrivere (riesce a fare o una cosa o l’altra).
Il bambino dislessico, consapevole delle proprie difficoltà di lettura, tende ad evitare le situazioni che richiedono una decodifica del testo scritto; questo comprensibile atteggiamento di evitamento della lettura viene spesso attribuito a svogliatezza e a scarso impegno e gli errori attribuiti a distrazione, sbadataggine, poca voglia di impegnarsi.
Tuttavia questi studenti sono generalmente intelligenti, vivaci e creativi, ed è proprio per questo motivo che nel lavoro con questi alunni è necessario individuare i loro punti di forza  (ad es. memoria visiva, capacità di rappresentazione per immagini) ed utilizzarli come supporto per le attività di apprendimento strutturando ad esempio training di addestramento di lettura globale. Mentre nella lettura sillabica e analitica il bambino è costretto ad interpretare lettere o sillabe e poi unire i singoli fonemi per formare le parole, nella lettura globale egli si limiterà a ricordare e a riconoscere, come fosse un disegno, la forma della parole.  Se il pregio di questa metodica è la precocità dell’apprendimento, i limiti stanno nella difficoltà di far memorizzare un rilevante numero di parole .

Disturbi associati alla dislessia

Abbastanza spesso la dislessia evolutiva può essere associata a disgrafia e disortografia (disturbi che interessano l’abilità di scrittura) e a discalculia (disturbo specifico relativo alla scrittura e manipolazione dei numeri). Può essere associata a disturbi del linguaggio, a disturbi motori ad esempio scarsa coordinazione e scarso equilibrio, a disturbi di attenzione e iperattività e a disturbi della condotta.

Come si può aiutare il bambino dislessico

Indubbiamente il primo passo per un decorso favorevole del disturbo di lettura è la diagnosi precoce; anche se secondo il protocollo attualmente in uso la diagnosi di dislessia si può porre solo alla fine della seconda elementare sarebbe auspicabile fare molta attenzione agli indicatori di dislessia anche durante la scuola materna e i primissimi anni della scuola elementare in modo da poter effettuare opportune segnalazioni.

Sarebbe auspicabile una stretta alleanza fra genitori, insegnanti ed esperti del settore. Il bambino va aiutato a prendere consapevolezza delle sue difficoltà e del suo differente funzionamento intellettivo. Occorre conoscere e accettare queste differenze ponendo le basi per trovare strategie alternative adatte a poter affrontare gli impegni scolastici:

  • credere nell’alunno, nel suo successo formativo, capirlo e sostenerlo nei suoi sforzi, gratificarlo rompendo il circolo vizioso della caduta dell’autostima e offrendogli sfide cognitive che è in grado di vincere;
  • ridurre il suo disagio concedendogli tempi più lunghi per svolgere i compiti, elaborare le domande e le relative risposte;
  • utilizzare strumenti informatici dotati di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale;
  • utilizzare strumenti informatici come CD Rom interattivi per migliorare le capacità lessiche e ridurre il danno causato dal disturbo specifico;
  • utilizzare la calcolatrice.

Cosa possono fare genitori ed insegnanti

La prima cosa, la più importante, per i genitori è l’accettazione che i loro figli soffrano di questo disturbo, solo dopo aver fatto questo sarà possibile recuperare una positività che permetterà di conviverci il più serenamente possibile e di elaborare corrette strategie di supporto.
Essere positivi, consapevoli, pazienti, perseveranti e pratici sono le qualità che vengono richieste a genitori ed insegnanti.

Ecco alcuni suggerimenti utili formulati dall’Associazione Italiana Dislessia:

  • informarsi il più possibile sul disturbo specifico;
  • cercare una valutazione diagnostica appropriata;
  • discutere il problema in una riunione congiunta dei genitori con tutti gli insegnanti;
  • cercare strategie di aiuto per le attività scolastiche;
  • intervenire adeguatamente nell’aiuto a casa;
  • favorire le abilità specifiche che possono essere sviluppate normalmente (es. apprendimento orale delle lingue straniere);
  • supplire la lettura con altre fonti di informazione (supporti video e audio, CD rom, giochi didattici da tavolo, figure, schemi, mappe cognitive);
  • cercare di dialogare continuamente per coordinare gli interventi della famiglia, della scuola e degli operatori sanitari;
  • decidere insieme insieme alla scuola e agli specialisti se e in quale misura dispensare lo studente da alcuni compiti (lettura a voce alta, scrittura veloce sotto dettatura, lettura individuale della consegna dei compiti scolastici, uso del vocabolario, studio mnemonico delle tabelline…);
  • cercare di concedere tempi più lunghi per le prove scritte, per lo studio e l’esecuzione dei compiti scolastici;
  • permettere allo studente l’uso della calcolatrice del computer dotato di videoscrittura con correttore ortografico meglio ancora con sintetizzatore vocale, del registratore o di altri ausili quali cartine geografiche e storiche, tabelle di ogni tipo, schemi e mappe cognitive, tavola pitagorica e delle varie formule;
  • cercare di chiarire ai compagni di classe il diverso funzionamento cognitivo dell’alunno dislessico, motivando quindi l’utilizzo dei sussidi e l’adozione di alcuni accorgimenti in favore dello stesso;
  • decidere insieme se e in quale misura assegnare meno compiti da svolgere a casa;
  • utilizzare libri di testo con ridotto utilizzo di parti solo scritte a favore di pagine ricche di immagini, schemi, mappe cognitive;
  • utilizzo di supporti audio e video registrati per i vari argomenti di studio e ingrandimento delle consegne o delle parti di testo scritte in piccolo;
  • organizzazione di interrogazioni programmate per tempo su argomenti di studio ben definiti.

La Legge 170 dell’8 ottobre 2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” riconosce la dislessia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici dell’apprendimento e prevede che allo studente con certificazione DSA siano assicurati in ambito scolastico strumenti dispensativi e compensativi specifici. Per tutti gli approfondimenti vi invitiamo a visitare il sito dell’Associazione Italiana Dislessia.

Pediatra Libero Professionista a Cantù (CO). Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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