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Parotite epidemica (orecchioni)

bambina viene visitata alla gola

Cos’è la parotite

La parotite è una malattia infettiva virale, molto contagiosa, che interessa solitamente le ghiandole parotidi, ghiandole salivari poste in vicinanza delle orecchie.  E’ infatti detta anche volgarmente “Orecchioni” per la caratteristica sporgenza delle orecchie, spinte all’esterno dal gonfiore delle parotidi.

In alcuni casi invece ad essere interessate sono altre ghiandole salivari meno superficiali, come le ghiandole sublinguali o sottomandibolari.

L’infezione naturale provoca una protezione permanente, per cui solitamente non ci si ammala una seconda volta.

La parotite, una volta molto frequente nell’infanzia, è ora molto rara, grazie alla vaccinazione di massa antiparotite.

Cosa causa la parotite

Il viru responsabile della parotite appartiene alla famiglia dei Paramixovirus.

La trasmissione della malattia avviene da persona a persona, tramite le goccioline delle secrezioni respiratorie. Di solito si è contagiosi da 5-6 giorni prima fino a 9 giorni dopo l’inizio della tumefazione delle parotidi.

I sintomi della parotite

Dopo un periodo di incubazione di 12-25 giorni (di media di 16-18 giorni), compaiono malessere, mal di testa, talvolta febbre, dolore ai lati del collo, sotto l’orecchio, quando si apre la bocca, si mastica, si deglutisce.
Entro 1-2 giorni diviene poi evidente l’ingrossamento delle parotidi (che sono ghiandole che producono saliva, poste davanti e sotto il padiglione auricolare), tumefazione che ingrossa il viso in modo caratteristico (da qui il nome “orecchioni”). L’ingrossamento delle parotidi può essere bilaterale, o monolaterale (in questo caso può divenire bilaterale dopo alcuni giorni). In alcuni casi invece manca la caratteristica tumefazione, in quanto ad essere interessate sono altre ghiandole, posto sotto e all’interno delle mandibole (sottomandibolari) o in prossimità della lingua (sublinguali).

In ogni caso, sia che la tumefazione sia stata modesta, o abbia colpito un solo lato, o ghiandole diverse dalle parotidi, la malattia è superata e non ci si riammala una seconda volta

Possibili sono le complicazioni: meningoencefaliti (infiammazioni del cervello e delle meningi), pancreatiti (infiammazioni del pancreas), e in 5 su 100000 bambini danni uditivi, fino alla sordità.
Solitamente si manifestano quando già il bambino sembrava in fase di guarigione, tra i 5 e i 10 giorni dopo la comparsa della tumefazione delle parotidi, con rialzo febbrile, mal di testa, vomito (segni che indicano una possibile irritazione delle meningi che ricoprono il cervello). Nei maschi dopo la pubertà si può avere nel 30% dei casi orchite (infiammazione dei testicoli, che  può causare atrofia testicolare e sterilità se interessa ambedue i testicoli). Meno frequenti e pericolose, nelle femmine, le infiammazioni dell’ovario (ooforiti).

Come si diagnostica la parotite

La diagnosi è abbastanza semplice in presenza della classica tumefazione sotto l’orecchio, soprattutto se da ambedue i lati. Nei casi lievi o dubbi può essere necessario ricercare nel sangue gli anticorpi antiparotite.

Cosa fare

Essendo una malattia virale, non esistono cure specifiche né per la malattia, né per prevenire le complicazioni. Possono venire utili per alleviare i sintomi farmaci antifebbrili e antidolorifici.
Una dieta semiliquida può attenuare il dolore dovuto alla masticazione. Sono da evitare alimenti piccanti, salati o acidi, perché sono mal tollerati.

Quando consultare il medico

Consultate il medico se:

  • compaiono febbre, e/o vomito, e/o mal di testa importante (quando il bambino sembrava ormai in fase di guarigione);
  • il bambino appare sofferente;
  • siete preoccupati.

Prevenzione

L’unica misura di prevenzione è la vaccinazione antiparotite. Il vaccino è costituito da virus viventi ed attenuati ed è somministrato assieme a quello della rosolia e del morbillo (vaccino trivalente per morbillo-parotite-rosolia, MPR) ed eventualmente anche della varicella (vaccino tetravalente per morbillo-parotite-rosolia e varicella, MPRV).

Alcuni bambini vaccinati comunque contraggono la parotite (alcuni vaccini, utilizzati soprattutto in passato, davano risultati poco efficaci). I casi di malattia nei soggetti vaccinati dovrebbero in futuro essere sempre meno frequenti.

Riammissione in comunità

La riammissione in comunità è possibile dopo 9 giorni dalla comparsa della tumefazione della parotide, sempre che il bambino sia in buone condizioni generali.