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Varicella

bambino con la varicella dorme tranquillo con la testa appoggiata alle braccia

Cos’è la varicella

La varicella è una malattia infettiva virale, molto contagiosa, che lascia una protezione permanente (per cui, di regola, non ci si riammala una seconda volta). Il virus responsabile della malattia, tuttavia, non viene mai completamente debellato; va a localizzarsi nei gangli nervosi del midollo, dove può rimanere senza dare problemi anche per tutta la vita. In determinate situazioni però può risvegliarsi, determinando il quadro dell’herpes zoster (o fuoco di Sant’Antonio).

La varicella è una malattia molto frequente nell’infanzia, ma è rara sotto i 6 mesi di vita, perché, in genere, il bambino è protetto dagli anticorpi trasmessi dalla mamma durante gli ultimi mesi di gravidanza (sempre che la mamma abbia già contratto la malattia).

E’ molto pericolosa se viene contratta da una donna gravida tra 5 giorni prima e 2 giorni dopo il parto, per il rischio di una grave forma di varicella nel neonato.

La trasmissione della malattia avviene da persona a persona, tramite il contatto diretto delle lesioni o le goccioline delle secrezioni respiratorie.

Si è contagiosi da 1-2 giorni prima fino a 5 giorni dopo la comparsa delle prime vescichette.

Raramente è possibile essere contagiati da una persona affetta da herpes zoster.

Il periodo di incubazione di solito è di 14-16 giorni.

Il bambino può tornare all’asilo o a scuola dopo 5 giorni dalla comparsa della prima vescicola (se è in buone condizioni generali). Può frequentare la piscina solo dopo che tutte le crosticine siano cadute.

I sintomi della varicella

La malattia si manifesta con dei piccoli pomfi (macchie rosse un po’ rilevate, che ricordano la puntura di un insetto, pruriginosi), che rapidamente si trasformano nelle caratteristiche vescicole (piccole bollicine molto fragili, contenenti un liquido prima trasparente, poi più torbido), che facilmente si rompono trasformandosi in croste.

Le lesioni, a volte poche, a volte moltissime, si possono localizzare su tutto il corpo, anche in bocca, sui genitali, nell’occhio (dove appaiono come piccole ulcere, spesso dolorose). Non compaiono tutte insieme, ma, in gittate successive per più giorni, e si trasformano in croste in 2-8 giorni, per cui è caratteristico ritrovare contemporaneamente sulla pelle pomfi, vescicole e croste. Le prime croste cadono dopo 5-10 giorni, lasciando una cicatrice che tende a scomparire col tempo.

Può essere presente febbre (solitamente modesta). Generalmente il paziente appare in discrete condizioni generali.

Le complicazioni nel bambino sano sono rare. La più comune è l’infezione cutanea (impetigine), che è favorita dal grattamento: le vescicole diventano più grosse, sono circondate da un alone rosso, contengono pus, e quando le croste cadono lasciano delle cicatrici spesso permanenti, “a stampo”.

bambino disteso nel letto ricoperto da ponfi dovuti alla varicella

Cosa fare

  • Per lenire il prurito si può cospargere la cute con il talco mentolato all’1%, e somministrare per bocca un farmaco antistaminico.
  • La febbre elevata va abbassata con un farmaco antipiretico (ad esempio paracetamolo) non a base di acido acetisalicilico.
  • E’ consigliabile far indossare al bambino biancheria di cotone, tenere le unghie delle mani pulite e corte e lavarlo velocemente sotto la doccia (non nella vasca), asciugandolo poi con delicatezza, tamponandolo senza sfregare.
  • In taluni casi (nei quali vi è il rischio che la varicella possa avere un decorso più grave) il medico curante può prescrivere un farmaco antivirale (aciclovir).
  • Attenzione: se il bambino è affetto da varicella, evitate che venga a contatto con lattanti e con donne gravide che non abbiano già contratto in precedenza la malattia, soprattutto se a termine (cioè prossime a partorire). Se il bambino ha sviluppato la varicella 1-2 giorni dopo il contatto con una donna gravida, è necessario avvisarla immediatamente.

Cosa non fare

  • Non somministrate acido acetilsalicilico per la febbre: vi è il rischio di una grave complicazione (la sindrome di Reye, che colpisce il sistema nervoso e il fegato).
  • Non applicate colliri, colluttori o pomate senza interpellare il pediatra: possono contenere cortisonici, che sono controindicati nella varicella.

Quando contattare il medico?

Consultate il medico:

  • al comparire dei primi sintomi della malattia, se il bambino ha una malattia cronica grave, o sta assumendo cortisonici o acido acetilsalicilico, o è molto piccolo o un adolescente, ed è esposto al contagio, oppure se il bambino si è contagiato dal fratello.
  • Se si forma un’unica chiazza rossa, tesa, dolente.
  • Se compaiono lesioni in bocca o agli occhi
  • Se il bambino è confuso o sonnolento, si risveglia con difficoltà, fa fatica a camminare o a piegare il collo, vomita continuamente, è molto sofferente.
  • Se il bambino fa fatica a respirare, ha tosse, dolori al torace.
  • se siete preoccupati o avete qualsiasi dubbio da chiarire.

Prevenzione

L’unica misura preventiva è la vaccinazione.
Dal 2002 è disponibile in Italia un vaccino contro la varicella, costituito da virus vivi ma attenuati. Dal 2009 è disponibile anche un vaccino tetravalente, in cui il vaccino antivaricella è associato ai vaccini antimorbillo-rosolia-parotite.