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Omeopatia e rimedi dolci per curare le ragadi nel bambino

neonato fa il bagno mentre morde giocattolo rosso

La cute del bambino è solitamente rosea e morbida, ma a volte, in condizioni particolari, può diventare fragile, delicata e soggetta a irritazioni. In linea di massima si tratta di fenomeni passeggeri e di poco conto, ma talvolta possono subentrare disturbi  fastidiosi come le ragadi, determinate da particolari condizioni fisiologiche che si protraggono nel tempo.

Cosa sono le ragadi anali?

Le ragadi sono lacerazioni superficiali della mucosa e della cute dell’ano, non sempre facili da riconoscere perché possono comparire non solo esternamente ma anche internamente, frequentemente dolorose, sanguinanti, provocate dal passaggio di feci voluminose e dure attraverso l’orifizio anale. Sono abbastanza frequenti in tutta l’età pediatrica. Più diffuse nei primi anni di vita di un bambino, sono facilmente individuabili attraverso una semplice ispezione dell’area interessata se esterne, mentre se si presentano nella parte più interna risultano meno visibili e di conseguenza più complesse da trattare. Questi piccoli, ma dolorosi tagli a livello della cute sono un chiaro sintomo di stitichezza nel piccolo e possono determinare una sorta di “circolo vizioso”: spesso il dolore nella defecazione spinge i bambini a trattenere le feci con ulteriore aggravamento della stipsi e di conseguenza della ragade. Le ragadi anali possono essere acute e/o croniche. La terapia è quella della stipsi con l’utilizzo di prodotti cicatrizzanti locali.

In che modo  è possibile capire se un bambino è interessato da questo disturbo? E come è possibile intervenire?

E’ opportuno accertarsi dell’eventuale presenza di sangue nelle feci del piccolo. Le tracce ematiche infatti, 9 volte su 10, sono un segnale evidente delle ragadi. Generalmente piccole quantità di sangue isolato o associato a feci dure e ad evacuazioni dolorose sono suggestive di ragadi e/o fessurazioni anali soprattutto se riscontrate in bambini con storia di stipsi ostinata. L’età prescolare è l’età più tipica dell’instaurarsi della stipsi funzionale, quando i meccanismi di controllo “sociale” della defecazione si formano; per prima cosa va interrotto il circolo vizioso dolore-ritenzione-dolore, trattando le ragadi presenti con pomate emollienti, pulizia e asciugatura dolce dell’orifizio anale dopo ogni defecazione. Nel bambino da divezzare si raccomanda di introdurre precocemente il passato di verdure (senza passare attraverso il brodo) e di utilizzare alimenti non molto “raffinati” (farine integrali, frullati di frutta casalinghi). Nel bimbo prescolare vanno modificate le abitudini alimentari con una dieta ricca di fibre e un toilet-training, abituando il bambino ad una corretta igiene ed asciugatura dopo ogni defecazione.

Quali possono essere validi rimedi per un sollievo il più possibile rapido e per una pronta guarigione?

Per alleviare il fastidio nell’immediato, sono utili sciroppi a base di prugne o di fichi e di manna, anche mescolati assieme, che, contribuendo ad ammorbidire le feci, facilitano il processo di evacuazione. Nei casi più ostinati, invece, si può ricorrere al microclisma di glicerina, che agisce da disimpatto non invasivo; si deve infatti impedire la formazione di un nuovo impatto fecale utilizzando dei rammollitori fecali per alcuni mesi, poiché innocui, e per ripristinare il normale ciclo di defecazione, per evitare il rischio di una stipsi cronica.

In parallelo, per diminuire il bruciore, può essere utile fare dei bagni con acqua tiepida e aggiunta di sale o bicarbonato, evitando saponi o detergenti che potrebbero peggiorare la situazione. La pelle va poi asciugata delicatamente utilizzando un panno soffice per evitare ulteriori irritazioni a livello cutaneo. Inoltre, consiglio l’unguento Ciderma ®, da applicare localmente 1-2 volte al giorno. L’uso di Ciderma ®, peraltro, si presta molto bene in età pediatrica, in quanto non presenta in genere effetti collaterali e rischi di interazioni farmacologiche.

Come comportarsi qualora il disturbo dovesse persistere nonostante questi accorgimenti?

I tempi di guarigione variano da bambino a bambino; in certi casi le ragadi possono protrarsi per tempi molto lunghi. Consiglio di rivolgersi sempre al pediatra, in particolare se il sanguinamento permane e tende ad aumentare, se il disturbo si ripropone accompagnato da dolore, se i tagli e le fessurazioni non guariscono dopo tre-quattro giorni di trattamento e se si accompagnano a disturbi intestinali, febbre o dolori addominali. In questi casi va fatta una diagnosi differenziale con altre patologie.

Pediatra esperta in omeopatia

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