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Covid: perché è utile vaccinare i bambini contro l’influenza

Covid e influenza: un incrocio pericoloso

La pandemia da Covid-19 ha avuto effetti devastanti e ha preso alla sprovvista i sistemi sanitari di tutto il mondo anche perché si è manifestata in piena stagione influenzale, con sintomi (almeno nelle forme lievi e moderate), simili a quelli di una “normale” influenza.

La chiusura delle attività scolastiche, sociali e lavorative (lockdown) ha prodotto una brusca diminuzione della diffusione dell’influenza, rendendo più facile la diagnosi di Covid-19. Il problema probabilmente si riproporrà nel prossimo autunno-inverno, in cui si attende un nuovo picco di diffusione di Covid-19 proprio nel periodo influenzale. Questo renderà difficile la distinzione tra Covid e influenza (se non con un attento monitoraggio dei pazienti e il ricorso sistematico al tampone per Covid-19).

Un contributo alla soluzione: la vaccinazione antinfluenzale

Ecco perché il Ministero della Salute raccomanda il ricorso alla vaccinazione antiinfluenzale per tutti i bambini (in particolare nella fascia di età tra 6 mesi e 6 anni), e per gli anziani e i soggetti a rischio, al fine di

  • proteggere i soggetti fragili,
  • ridurre la circolazione del virus influenzale anche tra chi non è vaccinato e
  • facilitare per riflesso la diagnosi di Covid-19.

Il Ministero della Salute inoltre raccomanda di anticipare la vaccinazione di circa un mese (inizio ottobre) rispetto al solito.

Perché è bene pensare adesso alla vaccinazione antinfluenzale

Il Ministero della Salute dunque raccomanda la vaccinazione “a tappeto” di tutti i bambini e soprattutto dei bambini tra 0 e 6 anni.

E’ però importante sapere che:

  • l’offerta della vaccinazione sarà attiva e gratuita solo per le categorie a rischio (pazienti con patologia cronica, anziani over 60, operatori sanitari e di pubblici servizi, particolari categorie di lavoratori),
  • i bambini in età tra 6 mesi e 6 anni residenti in una Regione che deciderà di fornire il vaccino gratuitamente (come avviene già attualmente in alcune Regioni), potranno richiederlo, anche se le modalità di esecuzione non sono ancora state stabilite (visto il probabile alto numero di vaccinazioni da eseguire);
  • per i bambini in età tra 6 mesi e 6 anni residenti in Regioni in cui il vaccino NON verrà fornito gratuitamente, sarà necessario procedere come al solito, cioè eseguendo la vaccinazione a pagamento presso lo studio del proprio pediatra. In tal caso vi è il rischio che  la disponibilità del vaccino non corrisponda alla richiesta e quindi  che non tutti coloro che desiderano fare il vaccino riescano ad eseguirlo.

Vaccino per via nasale o intramuscolare?

Da quest’anno, al fine di consentire una più agevole e diffusa somministrazione del vaccino antinfluenzale, verrà introdotto in Italia anche il vaccino somministrabile per via nasale (LAIV), già in uso largamente in USA e Canada, e utilizzato quest’anno anche nel Regno Unito, in Finlandia e in altri paesi europei. Tra i vantaggi  rispetto al “classico” vaccino somministrato attraverso iniezione intramuscolare la maggiore facilità di somministrazione (basta uno spruzzo per narice del prodotto, già predosato). Non può essere somministrato sotto i 2 anni e sopra i 18 anni. Inoltre, essendo, a differenza del vaccino per via iniettiva, un vaccino “vivente e attenuato” (contiene cioè una versione molto più debole del virus influenzale vero, ma è comunque vivo) non deve essere somministrato in persone con importanti deficit immunitari (ad esempio bambini che stanno seguendo una terapia antitumorale). Per l’immunizzazione del bambino sano, anche se mai vaccinato in precedenza, l’orientamento attuale (condizionato anche dalla necessità di vaccinare in breve tempo un gran numero di bambini) è quello di considerare sufficiente una singola dose, invece delle due dosi consigliate nel foglietto illustrativo del vaccino; secondo tale orientamento, infatti, la seconda dose, eseguita almeno 4 settimane dopo la prima, conferirebbe una protezione solo leggermente maggiore rispetto alla dose singola.

In pratica, cosa fare

Quindi, riassumendo:

  • le raccomandazioni del Ministero della Salute sottolineano l’utilità della vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2020-2021, ma la procedura è ancora in via di definizione. 
  • Con l’eccezione delle categorie di bambini a rischio, di fatto modalità di offerta (gratuita, a pagamento parziale o totale da parte del genitore) e di esecuzione (presso lo studio del pediatra oppure a cura dei servizi vaccinali del Sistema Sanitario Regionale) dipendono dalle decisioni delle singole Regioni.
  • Considerando il probabile alto numero di richieste di vaccini, i tempi per l’esecuzione delle vaccinazioni potrebbero dilatarsi.
  • Inoltre, qualora la propria Regione di residenza non si attivi per fornire gratuitamente il vaccino antinfluenzale ai bambini, vi è anche il rischio di un rapido esaurimento delle dosi di vaccino in vendita presso le farmacie.

E’ bene quindi attivarsi per tempo, informandosi presso il Pediatra curante circa le modalità con cui la campagna vaccinale antinfluenzale verrà attivata nella propria zona di residenza.

Nel caso inoltre si debba o intenda eseguire la vaccinazione a pagamento e il bambino debba eseguire due dosi di vaccino, è bene procedere alla prima somministrazione entro ottobre, prenotando già all’inizio ambedue le dosi del vaccino presso il proprio farmacista.