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Di
cosa si tratta
| Nello
spessore della palpebra, vicino alla radice delle ciglia, si trovano
delle ghiandole che producono sebo (Ghiandole di Meibomio). Talora
il dotto escretore (cioè il canale attrraverso cui il sebo
viene convogliato all'esterno) si ostruisce, provocando l'accumulo
di sebo e la formazione di una massa rotondeggiante, che facilmente
si infetta, arrossandosi, gonfiandosi e divenendo dolente. Questa
situazione si chiama Orzaiolo.
Passata la fase acuta, rimane un granuloma, cioè un noduletto,
spesso molto piccolo, non infiammato, nello spessore della palpebra,
chiamato Calazio (o Calazion). |
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Molto
spesso il calazio si reinfetta, provocando orzaioli ricorrenti, tanto
che talora è necessario ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico
per rimuoverlo
Come
si manifesta
Nella
fase acuta (Orzaiolo) la palpebra si presenta gonfia, arrossata e dolente,
in particolare in corrispondenza di una tumefazione tondeggiante di solito
localizzata in prossimità del bordo palpebrale, ma talora anche
più a distanza, nello spessore della palpebra.
Passata
(anche spontaneamente nel giro di qualche giorno) la fase acuta, rimane
visibile o palpabile, nello spessore della palpebra, un piccolo nodulino,
delle dimensioni di un grano di miglio, non arrossato nè dolente
(Calazio).

Chiamate
il medico entro 24 ore
- Sempre
per la prima diagnosi, che deve sempre essere confermata dal medico.
Questi di solito prescriverà l'applicazione di impacchi caldo
umidi, anche per 15-20 minuti e per più volte al dì.
- Successivamente
se:
-
l'arrossamento e il gonfiore si estendono a tutta la palpebra
- compare
febbre
- avete
qualsiasi dubbio o preoccupazione
- il
problema ricorre spesso

Prevenzione
- Mantenete
una buona igiene della palpebra e soprattutto del bordo palpebrale,
lavando tutte le mattine e le sere le palpebre con acqua leggermente
insaponata.
Le
informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono
in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto
medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio
Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e
revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni.
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