Autore:

Gianni Caso

Prevenire gli Incidenti

28 agosto 2011


Nei paesi occidentali, gli incidenti sono la prima causa di morte tra 1 e 14 anni, e se per lungo tempo se ne è parlato come di qualcosa di casuale e di imprevedibile, oggi tutti concordano nell’affermare che
gli incidenti del bambino sono prevedibili e prevenibili.

Sotto l’anno, gli incidenti sono comunque frequenti, ma non raggiungono il primo posto tra le cause di morte solo perchè è molto alta la frequenza di morte per motivi naturali, legati soprattutto alla gravidanza e al parto.
D’altra parte, il bambino è meno soggetto ad incidenti mortali rispetto all’adulto: infatti questi va incontro, sulla strada, nello sport, sul lavoro, ad incidenti molto più cruenti. Si stima però che, per un incidente mortale nell’infanzia, altri mille, pur non così gravi, comportano comunque un pesante pedaggio in termini di menomazioni permanenti, ricoveri ospedalieri (il 20% del totale dei ricoveri ospedalieri è dovuto a incidenti) e cure mediche. Se non bastasse si pensi che, su
100000 bambini …

3 muoiono a causa degli incidenti
5 restano invalidi permanenti
100 devono essere ricoverati
1000 devono consultare il medico
2500 sono vittime di incidenti anche lievi

Maschi e femmine sono colpiti allo stesso modo solo sotto l’anno di vita; poi, 2 incidenti su 3 coinvolgono i maschi (ma tra 10 e 14 anni, la percentuale sale al 78%!): questi, infatti, tendono ad avere comportamenti più rischiosi. Sono particolarmente a rischio il pomeriggio e le ore intorno ai pasti (probabilmente per l’allentarsi dell’attenzione da parte dei genitori).

La gran parte degli incidenti mortali dell’infanzia (circa il 50% del totale), avviene sulla strada, coinvolgendo bambini e adolescenti soprattutto come pedoni, meno come conducenti (di bici o ciclomotori). Seguono gli annegamenti (20% delle morti per incidenti), le cadute e gli urti, il soffocamento, la folgorazione. Gli incidenti domestici, se provocano meno frequentemente la morte rispetto agli incidenti stradali, sono però altrettanto numerosi e comportano anch’essi conseguenze e disagi pesanti

E’ stato notato che la predisposizione al rischio non è costante nel tempo, ma oscilla periodicamente in relazione alle varie fasi dello sviluppo psico-fisico del bambino. Nella storia di un bambino esistono quindi dei periodi “ad alto rischio”, durante i quali possono, con maggior frequenza, verificarsi incidenti.

In generale, nel 1° anno di vita il bambino è più soggetto ad incidenti nell’ambiente domestico (avvelenamenti, ustioni, soffocamento, traumi). Nelle età successive il bambino rimane vittima di incidenti soprattutto come pedone: il gruppo di età più colpito è quello tra 5 e 9 anni (l’età dell’asilo e dei primi anni della scuola elementare).

Perchè il bambino incorre facilmente in incidenti?

L’incidente è il frutto di un insieme di evenienze sfavorevoli che, ad un certo punto, portano al danno: nell’infanzia ciò si verifica quando un bambino (cioè una persona che non ha ancora completato il suo sviluppo fisico e intellettivo, ha delle limitate esperienze di vita, è incosciente dei rischi e non ha, il più delle volte, un’educazione adeguata) viene a trovarsi in un ambiente pericoloso. E le occasioni per lui sono frequenti: è stato detto, infatti, che “il bambino vive in un mondo adulto, progettato dagli adulti per gli adulti”


Come consultare questa sezione

E’ possibile trovare informazioni partendo da diversi punti di vista:

  • ambiente per ambiente (ad esempio cucina, salotto, ecc.)
  • per tipo di incidente (ad esempio annegamento, ustione, ecc.)
  • per fascia di età
  • per oggetto potenzialmente responsabile di un incidente (ad esempio finestra, spigolo, ecc.), in ordine alfabetico

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