Come scegliere il tiralatte: i consigli dell’ostetrica

Indice dei contenuti
Il tiralatte è un dispositivo medico che serve ad estrarre il latte materno dal seno in allattamento. Il latte così estratto può essere utilizzato per nutrire il bambino quando la mamma non c’è o anche per drenare il seno al bisogno (ad esempio in presenza di ingorgo mammario), in alternativa alla spremitura manuale del seno.
In commercio esistono moltissimi modelli di tiralatte: è normale quindi che una mamma si senta inizialmente un po’ smarrita quando si tratta di acquistarne uno. Esistono però alcune caratteristiche che è importante conoscere per poter scegliere un tiralatte di qualità che sia adatto alle proprie esigenze.
In questa breve guida vedremo quali sono i tipi di tiralatte presenti sul mercato e come individuare quello giusto per il proprio seno e per l’uso che si intende farne.
Tipi di tiralatte
In generale, i tiralatte possono essere classificati nelle seguenti 2 categorie: manuali ed elettrici. Ciascuno presenta i propri pro e contro, che è importante valutare per poter scegliere il più adatto.
Tiralatte manuali
Come dice il loro stesso nome, si tratta di dispositivi si attivano manualmente, solitamente facendo pressione su un’apposita leva. Il risultato è un “effetto sottovuoto” che stimola la fuoriuscita del latte dal capezzolo.
Tra i loro vantaggi troviamo che:
- consentono di controllare il ritmo e la velocità di estrazione;
- possono essere trasportati facilmente e non richiedono batterie o elettricità per funzionare;
- sono silenziosi
- costano relativamente meno rispetto ai tiralatte elettrici.
I tiralatte manuali hanno però anche degli svantaggi:
- richiedono una certa tecnica per essere utilizzati correttamente;
- impiegano più tempo per l’estrazione rispetto ai modelli elettrici;
- sono generalmente singoli e pertanto non consentono di estrarre contemporaneamente il latte da entrambi i seni.
Per tutte queste ragioni, i tiralatte manuali sono in genere consigliati per un uso occasionale, anche se esistono mamme che si trovano molto bene a usare questi dispositivi anche per un uso più intensivo.
Tiralatte elettrici
Nei tiralatte elettrici, l’effetto pompa per estrarre il latte viene creato grazie alla presenza di un motore. A seconda dei modelli, questo tipo di dispositivi funziona a batterie, collegato a una presa di corrente o in entrambe le modalità.
Fanno parte di questa categoria anche i tiralatte indossabili, dispositivi doppi che possono essere inseriti nelle coppe del reggiseno e permettono alla mamma di avere le mani libere per dedicarsi ad altre attività, oltre che di estrarre il latte più discreta.
Per questa ragione, sono utili ad esempio per le donne che hanno necessità di tirarsi il latte nell’ambiente di lavoro.
Trai vantaggi dei tiralatte elettrici troviamo che:
- permettono di regolare l’intensità e il ritmo di estrazione, rendendo la procedura molto confortevole. Questa regolazione, naturalmente, è più o meno ampia a seconda dei modelli;
- consentono di estrarre il latte più velocemente e senza alcuno sforzo da parte della mamma rispetto ai modelli manuali;
- alcuni modelli sono doppi e consentono quindi di estrarre il latte da entrambi i seni contemporaneamente, riducendo ulteriormente i tempi della procedura.
D’altra parte, anche i tiralatte elettrici presentano degli svantaggi:
- alcuni modelli sono molto ingombranti e non portatili;
- sono generalmente più rumorosi dei tiralatte manuali;
- sono più costosi.
Come si può intuire dalle loro caratteristiche, i tiralatte elettrici sono quindi idealI per un uso frequente. Nonostante questo, possono essere percepiti come troppo “asettici” da alcune mamme, a favore di quelli manuali.
Come scegliere il tiralatte
Per comprendere quale sia il tiralatte più adatto, è importante prendere in considerazione diversi aspetti.
1. Manuale o elettrico
Come abbiamo appena visto, sia i tiralatte manuali che quelli elettrici hanno dei vantaggi e degli svantaggi. Scegliere il tiralatte giusto significa quindi valutare bene la propria situazione e capire qual è il tipo di dispositivo che risponde meglio alle proprie esigenze.
Il consiglio è quindi quello di chiedersi:
- perché si desidera acquistare un tiralatte (maggiore flessibilità, problemi di allattamento, ecc.)?
- con quale frequenza si userà il tiralatte?
- quanto a lungo si pensa di utilizzarlo?
- dove si userà il tiralatte (a casa, al lavoro, ecc.)?
- si ha necessità di un dispositivo portatile?
- quanto si vuole spendere?
2. Potenza di aspirazione
Perché un tiralatte sia di qualità deve avere una potenza efficace, che consenta di un’estrazione rapida e completa del latte senza causare dolore. Potenze troppo basse possono risultare poco efficaci, mentre potenze troppo alte possono essere dolorose e di riflesso inibire l’emissione del latte. Un buon tiralatte deve avere una potenza uguale o maggiore a 50 mm/Hg.
3. Opzioni di regolazione
Per quanto riguarda i tiralatte elettrici, è importante poter regolare a diversi livelli sia l’intensità dell’estrazione che la frequenza dei cicli di aspirazione/rilascio del capezzolo. Questo permetterà di adattare il tiraggio alle diverse esigenze.
Ad esempio, in caso di sensibilità o dolore al seno potrebbe essere più confortevole ridurre l’intensità, mentre in presenza di traumi al capezzolo la mamma potrebbe beneficiare di cicli più veloci, che riducono il tempo per cui il capezzolo resta in tensione.
La frequenza dei cicli, inoltre, deve poter arrivare a 40/60 cicli al minuto (frequenza simile a quella della suzione del bambino).
4. Comfort e facilità d’uso
Un buon tiralatte deve essere anche confortevole e semplice da usare. A questo scopo, è bene scegliere modelli realizzati con materiali di qualità (ad es. coppe in silicone), con un design ergonomico e facili da montare, smontare e pulire.
Molto comoda è poi la disponibilità di accessori compatibili, che permettano di trasformare la bottiglietta del tiralatte in biberon sostituendo semplicemente il coperchio con la tettarella.
5. Adattabilità delle coppe
Alcuni tiralatte offrono la possibilità di scegliere flange di diversa misura, in modo che la mamma possa trovare quella più adatta al suo seno. Questo permette di aumentare l’efficacia nello svuotamento del seno e riduce il rischio di fastidio o dolore.
Altri propongono invece coppe anatomiche che imitano la suzione del neonato e consentono di variare la zona di stimolazione del seno. Ciò significa che ruotando la flangia è possibile drenare tutti i quadranti della mammella (proprio come se si modificasse la posizione di allattamento del bambino) o, al contrario, stimolare solo alcune zone per proteggere eventuali aree dolenti del capezzolo.