Encefalite da zecca
Cos’è
L’encefalite da zecca è una malattia del sistema nervoso centrale causata da un virus della famiglia dei Flaviviridae, che abitualmente infettano animali selvatici e di allevamento, ed occasionalmente l’uomo attraverso il morso di zecca. È possibile anche infettarsi consumando carne poco cotta di animali infetti e la trasmissione dalla madre al feto durante la gravidanza. È relativamente diffusa anche in Italia, in particolare in Friuli e nella parte orientale del Veneto.
Come si manifesta
Dopo un periodo di incubazione da 1 a 2 settimane, compaiono i sintomi, solitamente più seri nell’adulto che nel bambino.
In circa il 70% dei casi i sintomi si limitano a febbre, inappetenza, malessere generale, dolori muscolari, mal di testa, nausea e/o vomito, e regrediscono nel giro di qualche giorno.
In un terzo circa dei casi, dopo circa una ventina di giorni dal morso di zecca, compaiono i sintomi dell’interessamento del sistema nervoso centrale (meningite o meningoencefalite): febbre, cefalea intensa, rigidità del collo, confusione, disturbi sensoriali o del movimento, sonnolenza.
Nel 30-50% di tali forme più gravi si possono avere complicazioni neurologiche permanenti, in una piccola percentuale dei casi (circa l’1%) anche morte.
Diagnosi
Si basa sulla comparsa dei sintomi in un soggetto che ha subito circa 2 settimane prima una puntura di zecca. La diagnosi viene confermata dall’isolamento del virus nel sangue del paziente (possibile già nella prima settimana di malattia) o dalla ricerca degli anticorpi, che per altro diventa positiva solo in fase tardiva.
Terapia
Trattandosi di una malattia virale, non esiste una terapia specifica efficace.
Prevenzione
Si basa (oltre che sui provvedimenti preventivi per il morso di zecca) sul vaccino, disponibile anche in Italia, che viene effettuato mediante tre dosi iniziali (la seconda e la terza dose rispettivamente a 1-3 mesi e 9-12 mesi dalla prima) e successivi richiami triennali.
La vaccinazione è consigliata per chi vive o si reca frequentemente in zone a rischio, ad esempio zone montane o collinari del nordest dell’Italia.