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Allergia al cavallo

Cos’è

L’allergia al cavallo è un’esagerata reazione del sistema immunitario a proteine (dette allergeni) contenute nel sangue, nella saliva e nella forfora del cavallo. Si tratta di un’allergia relativamente frequente, la terza in ordine di frequenza dopo quella a gatti e cani, nonostante il contatto con cavalli sia relativamente poco frequente, soprattutto nei contesti urbani. Da notare che possono diventare allergici al cavallo anche bambini che non hanno mai avuto contatto con equini.

Cause

Il soggetto diviene allergico al cavallo per un’esagerata produzione di anticorpi del tipo IgE rivolte verso diversi allergeni (ne sono stati individuati e caratterizzati almeno 4), contenuti nel sangue (albumina), nella forfora, nella saliva e nel sudore del cavallo. Questi anticorpi attivano una serie di meccanismi e la produzione di sostanze, tra cui l’istamina, responsabili dei sintomi dell’allergia.

Ovviamente chi, per lavoro, o svago, ha più occasioni di entrare in contatto con cavalli, ha più probabilità di diventare allergico, ma sappiamo che tale allergia è possibile anche in soggetti che non hanno mai incontrato cavalli in vita loro.

La ragione per cui la sensibilizzazione al cavallo è relativamente più frequente di quanto ci si aspetti, viste le scarse occasioni di contatto con equini, soprattutto in contesti urbani, sta sia nella possibilità di un trasporto a distanza degli allergeni con l’aria e con il vestiario, sia, secondo gli studi più recenti, nella similitudine tra le albumine di diversi animali, soprattutto dei mammiferi. Ciò significa che se un bambino è allergico a gatto o cane, ha una certa probabilità di essere allergico anche al cavallo, anche se non ha mai avuto occasione di averne contatto.

Esistono razze meno allergizzanti?

Per molto tempo si è ritenuto che i cavalli della razza Bashkir fossero meno allergizzanti rispetto ad altre specie. In realtà gli studi condotti in tal senso hanno smentito questa ipotesi. È comunque probabile che vi sia una differenza nella produzione di allergeni da parte di un cavallo rispetto ad un altro, indipendentemente dalla razza di appartenenza.

L’esposizione precoce al cavallo favorisce la tolleranza

Gli studi suggeriscono che la precoce esposizione (sin dai primi mesi di vita) ad animali di fattoria, cavallo compreso, ha un effetto protettivo, cioè induce più facilmente la tolleranza agli animali, invece che l’allergia. Per gli stessi motivi per cui è possibile che un soggetto allergico ad un animale possa sviluppare allergia anche ad un altro, tale tolleranza si estende anche ad altre specie, e ciò si traduce in una riduzione della frequenza di sintomi allergici, asma compresa.

Come si manifesta

I sintomi variano da forme lievi a forme anche molto severe, e compaiono solitamente pochi minuti dopo il contatto con il cavallo. Possono però manifestarsi anche più tardivamente, per contatto con la forfora trasportata dai vestiti, e anche passeggiando per ambienti in precedenza frequentati da cavalli.

Si va da una rinite allergica, con prurito nasale, sternuti, scolo nasale acquoso, spesso associata ad una congiuntivite allergica, con arrossamento, prurito e lacrimazione, all’asma, con difficoltà respiratoria, tosse, sibili, all’eczema o all’orticaria, all’arrossamento della pelle dove è stata leccata dall’animale.

Un motivo di preoccupazione è che le reazioni allergiche gravi (anafilassi) sono più frequenti che nelle allergie ed altri animali.

Diagnosi

La correlazione tra l’insorgenza dei sintomi e l’esposizione al cavallo rende abbastanza semplice la diagnosi o almeno indirizza verso il sospetto di un’allergia. Non sempre però questa correlazione è evidente, per cui è talora necessario per la diagnosi ricorrere a un Prick test o a un RAST.

Terapia

In caso di accertata allergia, soprattutto se i sintomi sono importanti, è necessario evitare il contatto con il cavallo e con gli ambienti da esso frequentati. Qualora il contatto, anche indiretto, non sia evitabile (ad esempio perché un membro della famiglia frequenta ambienti con cavalli):

  • fate in modo che chi ha avuto contatto con cavalli si cambi i vestiti e si lavi fuori dall’ambiente domestico;
  • possono essere utili i sistemi di purificazione dell’aria della casa mediante filtri ad alta efficienza (Filtri HEPA), soprattutto se centralizzati sui sistemi di condizionamento e riscaldamento ad aria;
  • vanno eliminati tappeti, tendaggi e tutto ciò che possa intrappolare pelo e forfora del cavallo.

I sintomi possono essere tenuti sotto controllo con irrigazioni nasali quotidiane (rinite), farmaci antistaminici non sedativi per bocca (rinite e congiuntivite), spray nasali cortisonici o a base di sodiocromoglicato (rinite), colliri antistaminici (congiuntivite), broncodilatatori e altri farmaci in caso di asma, kit di pronto intervento in caso di anafilassi.

Il vaccino desensibilizzante per via sublinguale è un’opzione adatta, sicura ed efficace nel riportare il soggetto a tollerare l’animale, soprattutto visto il rischio relativamente più elevato di una reazione allergica grave.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.