Fibrosi cistica
Cos’è
La fibrosi cistica è una malattia trasmessa geneticamente con meccanismo autosomico recessivo (entrambi i genitori devono essere portatori sani per poterla trasmettere ai figli). Quando due portatori sani hanno un figlio, esiste 1 probabilità su 4 che il bambino nasca con fibrosi cistica. È la malattia genetica grave più frequente, in Italia colpisce 1 bambino ogni 2500-3000 neonati (circa 200 nuovi casi all’anno). Maschi e femmine ne sono affetti nella stessa percentuale. Attualmente nei centri specializzati vengono seguiti più di 6000 bambini e ragazzi.
Questa malattia colpisce diversi organi ma principalmente le vie respiratorie e l’apparato digerente. Veniva chiamata anche mucoviscidosi in quanto chi ne è affetto produce un muco eccessivamente denso.
A livello respiratorio l’accumulo di muco determina infezioni ricorrenti, mentre a livello del pancreas causa una ostruzione dei dotti impedendo agli enzimi prodotti da questo organo di raggiungere l’intestino; come conseguenza gli alimenti non possono essere completamente digeriti ed assimilati.
La gravità della malattia può cambiare molto da bambino a bambino; i casi più gravi sono quelli in cui le continue infezioni respiratorie finiscono per causare un progressivo deterioramento del tessuto polmonare.
I progressi terapeutici ed assistenziali compiuti negli ultimi anni hanno migliorato molto la qualità e le aspettative di vita di questi pazienti.
Cause
La malattia è causata da una mutazione del gene CFTR che determina la produzione della proteina CFTR che ha il compito di regolare i movimenti del Cloro e di conseguenza dell’acqua dall’interno verso l’esterno delle cellule delle ghiandole che producono muco presenti in molti organi ed apparati del nostro corpo e delle ghiandole che producono sudore e lacrime.
Il malfunzionamento o l’assenza della proteina CFTR provoca una carenza di cloro e di acqua nelle secrezioni delle ghiandole interessate.
Le secrezioni mucose povere di acqua diventano dense e vischiose e tendono a ristagnare determinando fenomeni ostruttivi negli organi interessati, soprattutto nei bronchi, nel pancreas e nell’intestino.
Il sudore e le lacrime prodotte sono molto più ricchi di sali.
Come si manifesta
Le possibili mutazioni a carico di CFTR sono più di mille e possono causare forme di fibrosi cistica di gravità differente da bambino a bambino inoltre nello stesso bambino possono variare con il passare del tempo.
Ala nascita possono essere già presenti sapore salato della pelle e delle lacrime, stitichezza, ostruzione intestinale (ileo da meconio) .
La maggior parte degli altri sintomi sopraggiungono più avanti nel tempo e possono essere:
- a livello dell’apparato respiratorio: infezioni broncopolmonari ricorrenti provocate da batteri come la pseudomonas aeruginosa che spesso diventano resistenti agli antibiotici, frequenti sinusiti, bronchiti e più raramente polipi nasali, bronchiectasie e pneumotorace.
- a livello dell’apparato digerente: diarrea o feci appiccicose e maleodoranti, dolori addominali associati a stitichezza e ostruzioni intestinali, malassorbimento che determina un rallentamento della crescita, pancreatite, prolasso rettale, malattie del fegato, calcoli alla cistifellea.
- a livelli dell’apparato riproduttivo maschile: sterilità per ostruzione o mancanza del dotto deferente che collega i testicoli alla prostata
Diagnosi
La fibrosi cistica rientra nello screening di base delle malattie genetiche e nella maggioranza dei casi viene diagnosticata subito dopo la nascita per mezzo del prelievo di sangue a cui vengono sottoposti tutti i neonati nelle prime 48/72 ore di vita.
Tramite questo prelievo si esegue il test della tripsina (un enzima che partecipa alla digestione delle proteine). Se i livelli di tripsina risultano elevati non è detto che il bambino sia effettivamente affetto da fibrosi cistica; pertanto la famiglia viene richiamata dal Centro Regionale di Riferimento per gli Screening per eseguire un secondo dosaggio, tra il 15° e il 20° giorno di vita del bambino.
Se anche il secondo dosaggio risulta elevato la diagnosi deve essere confermata con un test del sudore. È un esame indolore non invasivo, che si esegue ambulatorialmente in un centro accreditato e permette la misurazione della concentrazione del cloro nel sudore che risulta essere uguale o superiore a 60 mEq/L nei bambini malati.
Diagnosi dello stato di portatore
Un individuo su 25/26è portatore asintomatico del gene responsabile della fibrosi cistica. Per rilevare tale alterazione si può ricorrere a un test genetico che si esegue solo in laboratori qualificati e consiste in un prelievo di sangue che permette un esame del DNA in cui si ricercano le mutazioni del gene CFTR.
Diagnosi prenatale
Viene programmato quando 2 portatori sani hanno consapevolmente deciso di diventare genitori.
Si esegue attraverso prelievo di un villo coriale (villocentesi) alla decima settimana di gravidanza. Sul villo prelevato viene applicato il test genetico per fibrosi cistica ovvero l’analisi delle mutazioni del gene CFTR di cui sono portatori i genitori.
Terapia
Come già accennato la gravità di questa malattia può variare anche molto da persona a persona. Fattori differenti, come l’età alla diagnosi e il tipo di mutazioni del gene CFTR, possono influenzarne l’andamento e l’evoluzione. La gestione delle forme severe rimane molto impegnativa per le famiglie e per i soggetti che le presentano anche se la ricerca, il progresso delle terapie e l’organizzazione delle cure hanno portato a grandi miglioramenti della prognosi e della qualità di vita di questi pazienti negli ultimi decenni.
Attualmente la terapia, orchestrata da Centri Specializzati, consiste nella cura dei sintomi e nella prevenzione delle complicanze.
L’evoluzione del quadro respiratorio può essere contrastata attraverso programmi di fisioterapia respiratoria di drenaggio posturale personalizzati.
Per rendere più fluide le secrezioni bronchiali, la maggior parte dei pazienti ricorre con efficacia alla somministrazione di mucolitici di soluzione salina ipertonica per via aerosolica.
Quando le condizioni cliniche lo consentono, anche le attività sportive regolari rivestono un ruolo importante nella prevenzione delle infezioni respiratorie e nel migliorare la qualità di vita dei pazienti.
La antibioticoterapia mirata prescritta dopo esame microbiologico delle secrezioni bronchiali e eventuale antibiogramma riveste un ruolo importante nel controllo delle infezioni spesso causate da batteri difficili da debellare come la Pseudomonas aeruginosa, la prima infezione causata da questo battere deve essere affrontata tempestivamente per ottenere una eradicazione completa ed impedirne la cronicizzazione.
Nel trattamento dell’infezione cronica è consigliabile utilizzare antibiotici in associazione ad alte dosi e alternare le molecole impiegate per prevenire l’insorgenza di resistenze agli antibiotici stessi.
L’insufficienza pancreatica è più facile da correggere con la somministrazione di enzimi ad ogni pasto.
La quantità da somministrare deve essere individualizzata tenendo conto della gravità della compromissione pancreatica, del peso e delle abitudini alimentari dei pazienti. La deve essere libera, equilibrata, ipercalorica.
La perdita di sali può essere compensata con l’assunzione di integratori salini, specialmente nei primi anni di vita.
Nei pazienti con colestasi si utilizzano sali biliari idrofilici (acido ursodesossicolico), per rendere più fluida la bile.