Lo sviluppo psicomotorio del bambino: l’approccio Touchpoints di Brazelton

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Negli ultimi decenni, accanto ai grandi progressi nella diagnosi e nella terapia di molte malattie, è cresciuta in modo significativo l’attenzione verso lo sviluppo psicomotorio del bambino, soprattutto nei primi anni di vita.
Rispetto ad alcuni anni fa, lo sviluppo non viene più considerato solo come il raggiungimento di alcune “tappe” nel corso della crescita del bambino, ma particolare importanza viene data ad una valutazione più ampia, che coinvolge maggiormente la famiglia nel suo insieme.
Vengono inoltre molto valorizzate le capacità del bambino, che spesso risultano essere poco visibili agli occhi degli stessi genitori.
In questo quadro si inserisce l’approccio di Brazelton, che valorizza le competenze del bambino e non lo vede mai come una entità a sé stante, ma sempre nell’ambito di una relazione, che è principalmente quella legata alla sua famiglia. Questo tipo di approccio è quindi fondato su una visione positiva dello sviluppo infantile.
Chi era Brazelton
Berry Brazelton è stato un famoso pediatra e psichiatra infantile statunitense che ha dedicato tutta la sua vita professionale allo studio dello sviluppo del bambino e all’importanza di valutare tale sviluppo in rapporto alle relazioni in ambito familiare. Il suo metodo è oggi diffuso in molti Paesi del mondo.
L’approccio al bambino e ai suoi genitori secondo Brazelton
Secondo l’approccio Brazelton, lo sviluppo del bambino avviene sempre nell’ambito della relazione con i caregivers, e in particolare con i genitori.
Conoscere il comportamento e le modalità di sviluppo del bambino diventa quindi la base per costruire una solida alleanza con la famiglia.
Alla base dell’approccio di Brazelton troviamo l’interazione tra due modelli fondamentali di sviluppo: il modello evolutivo e il modello relazionale.
Il modello evolutivo
Il bambino non ha uno sviluppo lineare, ma “discontinuo”, durante il quale gli scatti in avanti sono preceduti o accompagnati da “regressioni” prevedibili. Questi momenti, se non riconosciuti, possono causare ansia e preoccupazione nei genitori.
Il modello relazionale
Il pediatra e i professionisti della salute svolgono un ruolo di sostegno e accompagnamento, affiancando e aiutando i genitori nel processo di crescita del bambino.
È quindi fondamentale che operatori sanitari ed educatori siano adeguatamente formati per poter offrire una guida anticipatoria e costruire una reale alleanza con la famiglia.
Cosa sono i Touchpoints di Brazelton
Secondo Brazelton, i Touchpoints sono momenti ed eventi prevedibili dello sviluppo, che si accompagnano a fasi di temporanea “disorganizzazione” del comportamento del bambino.
In questi periodi può sembrare che il bambino abbia delle regressioni: aumenta i risvegli notturni, è più irritabile, appare meno regolato. In realtà, spesso questi cambiamenti precedono un passaggio in avanti verso l’acquisizione di nuove competenze da parte del bambino.
Ad esempio, se tutte le energie del bambino sono impegnate ad apprendere come iniziare a camminare, è molto probabile che possa attraversare un periodo di disregolazione durante il quale sarà più agitato e dormirà meno.
I Touchpoints coinvolgono tutta la famiglia
I Touchpoints non riguardano solo il bambino, ma coinvolgono l’intero sistema familiare. Questi periodi sono infatti spesso accompagnati da dubbi, frustrazione e senso di inadeguatezza nei genitori: “Perché prima era tranquillo e ora è molto agitato? Perché non dorme più bene? Staremo sbagliando qualcosa? Come dobbiamo comportarci?”.
Tramite l’approccio Brazelton, le famiglie possono essere aiutate a gestire queste regressioni comportamentali, che sono ancora più frequenti e impegnative nel caso di bambini emotivamente più fragili.
La prevedibilità di questi momenti e degli eventi scatenanti riveste una particolare importanza perché permette al professionista (pediatra, insegnante, educatore…) di fornire ai genitori una guida “anticipatoria” di possibili variazioni comportamentali del bambino. La possibilità quindi di riconoscere questi momenti come prevedibili e temporanei rappresenta per i genitori una forte fonte di rassicurazione.
È proprio qui che si costruisce l’alleanza terapeutica tra pediatra e famiglia. La conoscenza dei Touchpoints può infatti essere un’occasione per affiancare la famiglia, supportare le competenze dei genitori e valorizzare il processo di crescita del bambino.
Quanti sono i Touchpoints
Brazelton ha individuato alcune età particolarmente significative in cui si verificano i Touchpoints:
- neonato
- 3 settimane
- 6–8 settimane
- 4 mesi
- 7–9 mesi
- 12 mesi
- 15 mesi
- 18 mesi
- 2–3–4–5–6 anni
Cosa fa il pediatra durante un incontro Touchpoint
L’approccio varia molto in base al Touchpoint considerato, ma genericamente possiamo dire che, durante la visita, il pediatra:
- esamina alcuni aspetti principali, come umore e stato d’animo dei genitori, alimentazione, sonno, comportamento e temperamento del bambino, cambiamenti delle relazioni nell’ambito della famiglia;
- valuta possibili opportunità di intervento, come aiutare i genitori a osservare e capire i comportamenti del bambino, evidenziare le competenze raggiunte, valorizzare le capacità di relazione del bambino, accogliere dubbi e preoccupazioni sullo sviluppo del bambino da parte della famiglia;
- offre delle guide anticipatorie, ad esempio in tema di sonno, alimentazione, comportamento, sicurezza, buone pratiche, gioco.
Il ruolo del pediatra è quindi quello di fornire un sostegno alla famiglia durante il processo di crescita del bambino.
Il ruolo dei genitori
Per essere davvero di aiuto alle famiglie, che a volte si trovano in una specie di corto circuito emotivo, il pediatra deve tener presente alcuni presupposti fondamentali, che valgono per la maggior parte delle famiglie:
- il genitore è l’esperto del proprio bambino
- tutti i genitori hanno punti di forza
- tutti i genitori vogliono fare il meglio per il proprio bambino
- tutti i genitori sperimentano delle criticità durante le diverse fasi dello sviluppo
- tutti i genitori hanno sentimenti ambivalenti
- la genitorialità è un processo che si costruisce per prove ed errori
Questo significa ricercare la collaborazione con i genitori, anche quando non si condivide la modalità genitoriale ed evitare di avere un atteggiamento giudicante, prescrittivo o rigido.
Fonti e approfondimenti
- Rapisardi G., Lo sviluppo dei bambini, Uppa Edizioni, 2024.
- Rapisardi G., Alla conquista del sonno, Uppa Edizioni, 2022.