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Come medicare il moncone ombelicale del neonato

Alla nascita, il cordone ombelicale, che durante la gravidanza collega la placenta al feto garantendone la nutrizione, viene clampato (pinzato con un morsetto ) a circa 3-4 cm dall’ombelico del neonato e subito dopo viene reciso. Il moncone ombelicale residuo, non ricevendo più sangue, va incontro ad un processo di essiccamento (mummificazione), assume gradualmente un colorito bruno-nerastro e si distacca nel giro di circa 7-14 giorni.

Durante questo periodo è molto importante mettere in atto idonee misure igieniche per evitare possibili infezioni.

Perché è importante mantenere pulito il moncone ombelicale

Alla nascita la pelle e le mucose del neonato, inizialmente sterili, vengono fisiologicamente e rapidamente colonizzate da batteri provenienti dall’ambiente circostante. Il tipo di batteri dipende dalla modalità del parto (naturale o cesareo), dall’età gestazionale e dalla vicinanza o meno alla madre subito dopo il parto, dal reparto in cui il bambino nasce, dalla durata del ricovero, dal tipo di allattamento, dal fatto che vengano o meno somministrati antibiotici, dalle misure igieniche adottate dal personale che manipola il neonato durante la degenza ospedaliera.
I neonati, essendo dotati di un sistema immunitario immaturo, sono più facilmente esposti ad infezioni della pelle o generalizzate.

Il moncone ombelicale, in condizioni di scarsa igiene o di separazione fra la madre ed il neonato (condizione questa in grado di impedire il normale sviluppo di una flora saprofita protettiva), può divenire la porta d’ingresso di microbi patogeni responsabili di infezioni del solo ombelico (onfaliti) o generalizzate (sepsi).
Ciò può verificarsi in particolare nei primissimi giorni di vita ma anche durante tutta la fase di distacco del moncone ombelicale dall’ombelico. I batteri più frequentemente responsabili di infezione sono: Stafilococco aureus, Escherichia coli, Klebsiella e Streptococchi di gruppo B.

E’ di fondamentale importanza quindi che non solo il personale sanitario in ospedale, ma anche i genitori, i nonni e tutti coloro che si prendono cura del neonato, conoscano e rispettino le regole necessarie per prevenire l’insorgenza di infezioni soprattutto durante l’effettuazione di manovre che potrebbero portare al contatto con la cute non ancora integra dell’ombelico con urine, feci o sangue, in particolare quindi durante il cambio del pannolino.

Le più recenti Linee guida utilizzate nei punti nascita  sul trattamento del moncone ombelicale ritengono fondamentale un’accurata igiene delle mani prima di effettuare qualunque manovra sul moncone stesso.

Se le condizioni igienico-ambientali sono buone, ed in particolare se la mamma allatta e se la mamma ed il neonato possono stare vicini dopo il parto non è necessario l’uso di medicamenti locali per facilitarne la caduta o prevenirne le infezioni.

Come viene medicato il moncone ombelicale in ospedale

In ospedale, il personale medico adotta misure standard di igiene personale ed ambientale per prevenire il rischio di infezioni. In assenza di segni di infezione (arrossamento ed edema della cute circostante, secrezione di pus, cattivo odore, febbre) e/o sanguinamento dalla ferita ombelicale, la procedura di gestione del moncone ombelicale da parte del personale medico consiste in:

  • uso di una mascherina e un camice monouso per evitare la diffusione di microbi;
  • accurata pulizia e prima medicazione del moncone ombelicale a cura del personale infermieristico della Neonatologia con l’impiego di una soluzione o spray cutaneo antisettico pronto all’uso a largo spettro d’azione;
  • mantenimento del moncone asciutto e pulito, coperto da una garza sterile, senza l’applicazione di alcun tipo di sostanza;
  • mantenimento di un’adeguata circolazione d’aria, a livello del moncone stesso, per evitare la creazione di un ambiente caldo, umido e povero di ossigeno, in grado di ostacolarne la mummificazione;
  • controllo visivo, ad ogni cambio di medicazione, della presenza di eventuali segni di infezione (es. cute circostante il moncone arrossata, edematosa, presenza di pus);
  • rigorosa osservanza delle fondamentali norme igieniche, in particolare, l’accurato lavaggio delle mani prima di effettuare la pulizia e sostituzione della garza che avvolge il moncone stesso, in considerazione dell’elevata suscettibilità della zona ombelicale alle infezioni da germi ospedalieri.

In generale, è favorita la partecipazione della madre all’esecuzione della medicazione, almeno una volta, prima della dimissione del bambino.

Come medicare il moncone ombelicale dopo la dimissione dall’ospedale

Anche a casa, la mamma e tutti coloro che si prendono cura del neonato dopo la dimissione dall’ospedale devono osservare scrupolosamente precise regole di igiene durante la medicazione del moncone ed il cambio del pannolino. La medicazione del moncone ombelicale andrà fatta almeno una volta al giorno, e comunque ogni qualvolta la garza sterile che avvolge il moncone non sia asciutta o sia sporca di feci o urina.

  • Effettuare un accurato lavaggio sociale delle mani: per lavaggio sociale s’intende quello svolto con sapone e acqua del rubinetto per almeno 40/60 secondi o, in alternativa, con il frizionamento delle mani con gel in soluzione alcolica.
  • Sollevare il moncone del neonato e rimuovere la medicazione presente.
  • Se la garza utilizzata nella medicazione precedente è attaccata al moncone, va bagnata con soluzione fisiologica per facilitarne il distacco.
  • Se il moncone ombelicale risulta sporco da feci/urine provvedere a detergerlo con sapone liquido monodose, a risciacquarlo con soluzione fisiologica e ad asciugarlo con tamponi di garza sterile. Rilavare le mani. L’occorrente per la detersione può essere acquistato in farmacia.
  • Non utilizzare prodotti disinfettanti (quali alcol, acqua ossigenata o mercuro cromo). Sarà eventualmente il pediatra, in caso di necessità, a prescriverne l’uso.
  • Prima del distacco del moncone, il neonato non può fare il bagnetto ma va lavato solo mediante spugnature.
  • Posizionare una garza sterile protettiva, ripiegata ed asciutta, attorno al moncone e al morsetto.
  • Tenere la garza in sede mediante l’utilizzo di una retina elastica per medicazioni.
  • Posizionare il pannolino facendo attenzione a non coprire la medicazione.
  • Indossare una mascherina protettiva durante la medicazione in caso di infezioni delle vie respiratorie.

Come curare l’ombelico dopo la caduta del moncone ombelicale

Una volta caduto il moncone è necessario continuare le medicazioni per alcuni giorni fino a completa cicatrizzazione della ferita. La medicazione si effettua 2 volte a giorno disinfettando l’ombelico con acqua ossigenata e coprendo la zona con garze sterili. Si continuerà a lavare il neonato mediante spugnature fino a completa guarigione della ferita dopodiché sarà possibile effettuare il primo bagnetto.

Quando consultare il pediatra

E’ bene consultare il pediatra se:

  • la pelle intorno all’ombelico appare gonfia e arrossata;
  • è presente una secrezione maleodorante di colorito giallognolo;
  • è presente sanguinamento;
  • dopo 2 settimane dalla nascita il moncone non è ancora caduto;
  • a 2 settimane dalla caduta del moncone, la cicatrizzazione non è ancora completa;
  • notate sul fondo dell’ombelico una piccola pallina rosata e umida; si tratta di un granuloma ombelicale. Il problema verrà rapidamente risolto, su indicazione del pediatra, medicando la zona con una matita al nitrato di argento o applicando dello zucchero salicilato.

Pediatra, esperto in omeopatia

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