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Attaccamento mamma-bambino: come favorirlo quando si allatta con il biberon

L’allattamento al seno è un momento di intimità fisica e coinvolgimento affettivo molto importante per la mamma e il suo bambino. Se però la mamma non può allattare al seno, l’allattamento artificiale può essere un’esperienza affettiva altrettanto appagante e completa e la poppata con il biberon un momento di profondo contatto emozionale tra la mamma e il suo piccolo. Vediamo perché.

Attaccamento mamma-bambino: il primo motore della crescita

L’attaccamento è un importante istinto umano che aiuta il neonato a soddisfare bisogni primari come ricevere nutrimento e protezione, ma anche affetto e sicurezza, e fa in modo che la mamma e il papà instaurino una relazione positiva con il nuovo membro della famiglia.

Un attaccamento sicuro (così si definisce un attaccamento genitore-neonato adeguato) si basa sulla capacità dei genitori (e della mamma in particolare) di rispondere in modo positivo ed empatico al bisogno di cure e affetto del neonato. Questa relazione infonde calma e fiducia al neonato e favorisce, durante la crescita, la capacità di apprendere, la consapevolezza del proprio valore e la predisposizione ad instaurare rapporti sereni con i coetanei e gli adulti.

L’allattamento favorisce l’attaccamento mamma-bambino

Un momento di grande importanza per favorire un attaccamento sicuro tra la mamma e il suo piccolo è quello dell’allattamento.

E’ opinione comune che l’allattamento al seno favorisca in modo più netto un attaccamento sicuro tra la mamma e il suo bambino. E’ sicuramente vero che l’allattamento al seno dà al bambino il miglior latte possibile dal punta di vista qualitativo e aiuta mamma e bambino a creare un profondo legame affettivo. Gli studi scientifici e l’esperienza quotidiana dimostrano però che questo legame speciale e positivo si crea anche con le mamme che utilizzano il biberon (e anche con i papà che si prendono cura in modo prevalente dei bambini nei primi mesi di vita) e che vivono l’allattamento in modo sereno ed amorevole, come un momento di cure affettive.

Il  neonato ha bisogno di instaurare una relazione con la mamma durante l’esperienza della nutrizione, sia che avvenga con latte materno che con latte formulato. Una relazione fatta di sguardi, di sorrisi, di parole affettuose e di coccole che la mamma elargisce  mentre il pargolo succhia il latte, tutti gesti che si possono compiere benissimo anche offrendo un biberon.

Si può affermare senza tema di smentite che nutrire con amore è molto più importante del latte che si utilizza per nutrire. 

Come favorire un buon attaccamento quando il bambino viene allattato con il biberon

Riposo, ambiente sereno e sintonia emotiva

Sin dai primi giorni di rientro a casa dall’Ospedale dopo la nascita, è fondamentale che la poppata sia proposta in un clima emotivo favorevole e in un ambiente tranquillo in cui la mamma possa imparare a conoscere i segnali del proprio bimbo che a sua volta riceve stimoli positivi dal contatto con la pelle, dal calore, dall’odore, dal suono della voce della mamma.

Acquisire questa sintonia emotiva permette alla mamma di reagire in modo accogliente ed empatico alle emozioni e agli stati d’animo che il neonato comunica con i suoi comportamenti nei primi giorni di vita.

Contatto fisico prolungato

Nelle prime settimane, è fondamentale passare più tempo possibile a contatto diretto con il proprio bambino utilizzando una fascia o un marsupio quando ci si sposta, massaggiandolo, cullandolo in braccio  o cantando una canzoncina e favorendo le occasioni di contatto pelle-a-pelle.

In questa fase i bambini non si viziano (come viene spesso detto alle neo mamme!) se si coccolano molto o se si prendono in braccio molto spesso. Al contrario: queste cure affettive consentono al neonato di sentirsi amato e protetto e di crescere quindi più sereno e felice.

Allattamento a richiesta anche con il biberon

Come per l’allattamento al seno e l’allattamento misto, anche quello artificiale deve assecondare i ritmi del bambino.
I neonati sono perfettamente in grado di autoregolarsi.
E’ importante non forzarli a  mangiare una dose maggiore delle loro richieste perché si vuole che svuotino a tutti i costi il biberon, così come non si deve costringerli ad aspettare che siano passate  le famose “tre ore” prima di offrire una nuova poppata se il bambino mostra segnali di fame.
Le prime settimane dei neonati saranno scandite da poppate più frequenti (ma qualcuna di queste può essere affidata ai papà!) ma presto il piccolo imparerà a regolare i propri orari e le poppate diventeranno più regolari (proprio come avviene per i bambini allattati al seno).

Scegliere il miglior biberon possibile

In commercio ne esistono molti tipi, ma visto che il biberon sostituisce il seno della mamma ci sembra giusto scegliere per il piccolo il migliore possibile, in modo che possa fare le sue poppate felice e rilassato.
Il biberon è costituito dal contenitore e dalla tettarella.
Per il contenitore, per i bambini nei primi mesi di vita esprimiamo una preferenza per quello in vetro rispetto a quello in plastica perché non rilascia sostanze chimiche se esposto alle alte temperature, è più facile da pulire e sterilizzare e mantiene inalterato il gusto del latte.
Per le tettarelle consigliamo quelle in silicone particolarmente indicate nei primi mesi di allattamento.
E’ bene che il biberon sia dotato di un sistema anticolica che permetta di ridurre la quantità di aria ingerita dal lattante durante la poppata e aiuti in qualche modo a prevenire o ridurre l’intensità delle coliche gassose, un disturbo tipico delle prime settimane di vita.

Pediatra Libero Professionista a Cantù (CO). Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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