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Come si sviluppa il tatto del bambino da 0 a 12 mesi

bambino gioca con puzzle composto da forme colorate

Il tatto ha un’importanza fondamentale per il processo di attaccamento mamma-bambino (bonding), per l’esplorazione e l’interazione con le persone e col mondo che circondano il piccolo.

E’ attraverso il tatto che avvengono le prime comunicazioni e interazioni tra la mamma e il bambino: cullandolo, nutrendolo, tenendolo in braccio, facendogli il bagnetto. Ed è ancora attraverso il tatto che il bambino più avanti apprenderà consistenza e forma degli oggetti che lo circondano.

Le tappe dello sviluppo del tatto da 0 a 12 mesi

Vediamo le tappe dello sviluppo del tatto dalla nascita a 12 mesi.

Il senso del tatto alla nascita

Già dalla 6°-9° settimana di vita intrauterina, il tatto comincia a svilupparsi, consentendo al feto, già dall’11° settimana, le prime forme di esplorazione del proprio corpo e dell’ambiente in cui si trova, con i primi movimenti dentro l’utero.

Alla nascita, il senso del tatto è sviluppatissimo nel neonato, e rappresenta un tramite vitale per l’attaccamento e la comunicazione con la madre. La sensibilità cutanea, molto sviluppata soprattutto intorno alla bocca, al viso, alle mani, alla pianta dei piedi e all’addome, gli permette di percepire il rassicurante contatto con la madre mentre lo allatta e lo culla. Alcuni riflessi innati (cioè presenti sin dalla nascita) e dal significato vitale per il nuovo nato sono innescati dal tatto:

  • il riflesso di prensione (o grasping per gli anglosassoni): se si preme col dito sul palmo della mano del bambino immediatamente la mano si chiude a stringere il dito;
  • il riflesso di cercamento: se si tocca la guancia del bambino con un dito, il neonato ruota il capo per cercare di portarlo alla bocca;  è in questo modo che il bambino, a contatto con il vostro petto, cerca e trova il capezzolo;
  • il riflesso di suzione: il bambino si mette a succhiare non appena gli viene portato qualcosa alle labbra.

Il senso del tatto a 2-3 mesi

ll bambino comincia  a manifestare il suo gradimento per essere accarezzato, tenuto in braccio e cullato. Comincia anche ad usare le labbra e la lingua per esplorare le manine e la consistenza e la superficie degli oggetti e gradisce che gli mettiate in mano oggetti, di cui può già valutare la consistenza dura o morbida.

Il senso del tatto a 4-5 mesi

Il bambino dai 4 mesi comincia ad essere in grado di raggiungere e afferrare gli oggetti che gli proponete, poi dai 5 mesi di maneggiarli e tenerli con ambedue le mani. Li porta sempre alla bocca però, per sentirne la consistenza. Gli piace stare nell’acqua e “fare cic e ciac” nella vasca.

Il senso del tatto a 6 mesi

Intorno ai 6 mesi, il bambino afferra e manipola gli oggetti, con ambedue le mani, ed è capace di passarli da una mano all’altra. Gli piace interagire con gli oggetti, soprattutto se fanno rumore (i sonagli, ad esempio)

Il senso del tatto a 8-9 mesi

Il senso del tatto è sempre più sviluppato, e con esso la consapevolezza dello spazio, consentendo al bambino di percepire la differenza tra oggetti piatti e tridimensionali; spesso a questa età comincia a strisciare, e quindi a raggiungere oggetti più distanti, soprattutto quelli che si prestano ad essere afferrati, rigirati e schiacciati.

Il senso del tatto a 9-10 mesi

A 9-10 mesi aumenta la mobilità del bambino, e quindi il suo accesso ad oggetti interessanti ma anche potenzialmente pericolosi, soprattutto per il rischio di soffocarlo, visto che ancora utilizza molto la bocca per esplorarli. Gli piace particolarmente mettere gli oggetti in contenitori, o giocare con oggetti che hanno parti in movimento, come ruote o porticine.

Il senso del tatto a 11-12 mesi

Dal tatto orale, il bambino passa decisamente al tatto manuale; è in grado di apprezzare e distinguere forme e consistenze diverse, e di giocare con gli oggetti in modo sempre più interattivo

Toccatelo: fa bene a lui e a voi…

Toccatelo…

Il bambino sin dalla nascita, e soprattutto nelle prime settimane di vita, ha bisogno di essere toccato. Battetegli  dolcemente sulla schiena, accarezzatelo, cullatelo, o semplicemente tenetelo in braccio, petto contro petto, avvolto anche nella fascia “stile canguro”: riuscirete così, grazie anche al calore, all’odore e ai rumori familiari del vostro corpo a tranquillizzarlo rispetto alle ansie e ai piccoli disagi che gli la fase di adattamento alla vita extrauterina. Il massaggio, in cui a turno papà e mamma potranno cimentarsi, avrà indubbi benefici effetti non solo sul bambino, ma anche sui genitori, contribuendo a rilassarli.

Lasciatelo toccare…

Proponetegli, prima semplicemente premendoglieli sul palmo delle mani, poi mettendoglieli in mano e quindi lasciandoglieli afferrare e manipolare autonomamente, giochi e oggetti di varia superficie e  consistenza, meglio se all’esplorazione tattile si uniranno la stimolazione uditiva (giochi rumorosi o sonori, come semplici sonagli o anche carta e cartone di vario tipo) o visiva (libretti con immagini e colori abbinati a superfici e materiali diversi).

E al momento giusto, quello dell’introduzione dei cibi solidi, lasciate che il bambino esplori con le dita il cibo, mentre gli date la pappa o gli lasciate prendere e portare alla bocca i cibi della tavola (nella forma che non comporti il rischio di esserne soffocato!)

Pediatra di Famiglia a Bergamo (BG) – Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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