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Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino,
solo da medici pediatri e professionisti qualificati.

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Meno stimoli, più relazione: così si nutre lo sviluppo del bambino

Sviluppo del bambino

Quali sono i principali fattori che nutrono lo sviluppo dei bambini? E quanto contano gli stimoli precoci offerti dai genitori e dalle altre figure di riferimento?

È interessante sapere che, nei primi anni di vita, lo sviluppo del bambino non è il risultato di semplici “stimolazioni esterne”, ma nasce dall’incontro costante tra:

  • ciò che il bambino porta dentro di sé
  • l’ambiente relazionale in cui cresce.

Le funzioni di base dello sviluppo sono infatti endogenamente generate, cioè nascono dall’interno del bambino, ed è la loro interazione con l’ambiente a dare origine alle prime esperienze, che influenzeranno quelle successive.

Lo sviluppo precoce (sensoriale, motorio, cognitivo, linguistico e comunicativo) avviene quindi all’interno dello sviluppo sociale ed emotivo, e del sistema di relazioni che si instaura tra il bambino e le figure di accudimento.

Il neonato è un soggetto attivo, non passivo

Già alla nascita, i bambini sono dotati di competenze che li aiutano ad adattarsi al nuovo ambiente e che sono molto più sviluppate di quelle che ritenevamo in passato, come:

  • capacità interattive
  • memoria
  • imitazione
  • intenzionalità
  • percezione di essere percepiti dagli altri

Queste funzioni fanno partecipare il neonato alle relazioni in modo attivo.

Per capire un bambino è quindi utile pensarlo come capace di ricercare attivamente gli aiuti che gli servono per soddisfare i propri bisogni: alimentazione, sonno, regolazione emotiva, bisogno di contatto…).

Il suo comportamento diventa perciò un linguaggio da interpretare, è importante quindi imparare a leggere i segnali di fame, sonno, stress e regolazione, e farsi guidare da essi. 

In particolare, tra le funzioni da favorire e proteggere al massimo c’è il sonno, fondamentale per lo sviluppo di tutti gli organi; durante il sonno infatti il cervello impara e rinsalda la memoria.  

Questo tipo di approccio ci permette quindi di avere una prospettiva differente: il neonato infatti non è più solo un essere capace di reagire e rispondere a degli stimoli esterni (i famosi “riflessi neonatali”), ma ha molte più competenze da valutare e sostenere.

Motivazione, curiosità ed errori: come il bambino conosce il mondo

Tutti i bambini sono normalmente dotati una spinta vitale innata, che li porta a ricercare attivamente la soddisfazione dei propri bisogni e desideri, cercando di farcela con le proprie risorse, tanto più quanto vengono sostenuti e incoraggiati da chi li accudisce.

Fin dalle prime fasi di vita, infatti, alla base dello sviluppo del bambino agiscono infatti due forze principali:

  • una spinta interna, rafforzata da ogni successo (“Ce l’ho fatta!”, “Mi piace quello che ho fatto!”)
  • il sostegno e il rinforzo esterno (“Ce la puoi fare!”, “Forza! Siamo orgogliosi di te!”)

La conoscenza dell’ambiente avviene con una sperimentazione attiva, il cui motore è costituito da motivazione, curiosità, passione e possibilità di fare prove ed errori, sperimentando gioia e frustrazione.

Come scriveva Milani Comparetti, non serve che l’ambiente sia perfetto, basta che sia “abbastanza buono” da lasciare spazio alla creatività del bambino.

Il valore delle esperienze nasce nella relazione

Il significato delle esperienze che il bambino vive è influenzato dal modo in cui viene guardato, ascoltato, pensato e sentito da parte di chi sta con lui. Il suo sviluppo, quindi, viene nutrito dal modo in cui il genitore lo guarda, lo pensa e interpreta il suo comportamento.

Questo aspetto assume un’importanza fondamentale anche per gli insegnanti, gli educatori e gli operatori sanitari, che hanno il compito di condividere con i genitori una lettura rispettosa e competente del bambino che hanno di fronte.

Come sostenere davvero lo sviluppo del bambino

L’adulto che nutre lo sviluppo del bambino è colui che:

  • osserva, ascolta e interpreta i segnali del bambino;
  • dà al bambino il tempo di proporsi, esplorare, scoprire e poter sperimentare la frustrazione, lo stress, l’attesa, e quindi il desiderio, la soddisfazione e il piacere del raggiungimento dell’obiettivo (sfamarsi, consolarsi, dormire, sentirsi accolto in braccia e mani sicure e calde…).

Un adulto che, in base a quanto il bambino comunica con il suo comportamento, fornisce una controproposta coerente e costante, via via prevedibile, consentirà al piccolo di conoscere quella specifica situazione, svilupparne il controllo e quindi la sensazione di poterla gestire sempre di più con le proprie risorse. 

Pensiamo ad esempio alle separazioni, come lasciare il bambino a qualcun altro (baby sitter, nonni, asilo nido…) e a quanto siano importanti in questo senso le routine che aiutano il bambino a sviluppare il controllo della situazione.

La stessa cosa avviene per l’addormentamento, una forma di separazione che si ripete più volte al giorno in contesti e modalità differenti.

Più che stimoli, servono sostegno e relazione

L’ambiente che nutre lo sviluppo non è quello ricco di stimolazioni sensoriali (oggetti appesi sulla culla, immagini a strisce da “far vedere” o suoni da “far ascoltare”), ma quello che sostiene:

  • la motivazione
  • il desiderio
  • il piacere
  • la spinta creativa

che ogni bambino desidera mettere in atto andando alla scoperta del mondo.

In questo contesto, i genitori (insieme agli altri familiari e caregivers) possono fare molto per favorire lo sviluppo dell’autostima del bambino e della fiducia in sé e negli altri.  Questi sono i pilastri che permetteranno al bambino, crescendo, di esprimere al meglio le proprie capacità e potenzialità.

Pediatra e neonatologo, trainer nell’approccio Touchpoints di Brazelton e formatore del Centro Touchpoints Brazelton dell’Associazione Natinsieme di Roma, certificato nella valutazione del comportamento neonatale secondo Brazelton (NBAS), nel sistema di osservazione del comportamento neonatale di Nugent (NBO) e nella valutazione del movimento generalizzato secondo Prechtl.

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.