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Il mio bambino si mangia le unghie: cosa posso fare?

bambino si mangia le unghie

L‘onicofagia, meglio conosciuta come “vizio di mangiarsi le unghie”, è molto diffusa nei bambini e tra gli adolescenti: si presenta generalmente nei primi anni della scuola elementare è può protrarsi fino all’età adulta se male affrontata. Il protrarsi del disturbo implica non solo risvolti psicologici, ma anche problematiche a livello infettivo poiché il contatto con la saliva rende l’unghia e la zona cutanea intorno ad essa soggetta all’insorgenza di funghi e microferite facilmente attaccabili da batteri ed infezioni. Il continuo lavorio di mordicchiamento dell’unghia, inoltre, provoca alla lunga uno stress della muscolatura e dell’articolazione temporomandibolare, con conseguente comparsa di dolori e scricchiolii durante la masticazione.
In genere nasconde uno stato di tensione emotiva e di disagio che il bambino non riesce ad esprimere in altro modo. La comparsa dell’onicofagia può essere associata ad eventi difficili da comprendere ma che generano comunque un senso di inadeguatezza che il bambino può provare nei confronti dell’ambiente che lo circonda (quali l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, l’inserimento alla scuola materna, un trasloco in una nuova città, tensioni in famiglia).

Cosa si può fare?

Se il disturbo si presenta in un bambino di età prescolare, è bene non banalizzare l’insorgere così precoce del problema: occorre mettere a punto dinamiche relazionali ed affettive che trasmettano amore e sicurezza. I rimproveri (e i sensi di colpa) servono a poco: cercate di capire dove nasce il disagio che il bambino esprime mangiandosi le unghie, siate pazienti e rassicuranti. Nel caso il disagio diventi più profondo nel tempo, potrebbe essere utile il ricorso a consulti psicologici di sostengo al nucleo famigliare

Se il bambino è già in età scolare, è bene parlare con lui del problema. Occorre, con pazienza e perseveranza, aiutarlo ad esserne consapevole ed a trovare le risorse per risolverlo. L’American Academy of Dermatology e l‘American Academy of Pediatrics forniscono alcuni suggerimenti per i  genitori:

  • mantenete le unghie del bambino corte e ben curate: in questo modo sarà minore la tentazione di mangiarle. Per le ragazze più grandi, potrebbe essere d’aiuto prendersi cura con regolarità delle proprie unghie: venderle belle e ben curate, potrebbe aiutarle a resistere alla tentazione di rovinarle;
  • mantenete bene idratata la zona periugueale, in modo da limitare la formazione di “pellicine”;
  • spiegate al bambino l’importanza delle unghie (sono molto utili: come faresti a grattarti senza le unghie?; proteggono le dita e a volte il loro aspetto consente al medico di capire se stai bene oppure no);
  • spiegate al bambino che l’abitudine di mangiarsi le unghie può essere pericolosa per la sua salute, perché può creare infezioni alle dita e può portare i germi che abitualmente abitano la nostra pelle all’interno dell’organismo, e può rovinare i denti;
  • suggerite al bambino più grandicello di sostituire all’abitudine di mordere le unghie un’altra azione (ad esempio utilizzare una pallina antistress). In questo modo imparerà a riconoscere gli stati emotivi legati ai momenti in cui tende a mangiarsi le unghie (ansia, noia, paura) e a mettere in atto comportamenti correttivi;
  • valutate con vostro figlio se possa essere d’aiuto il ricorso ai liquidi anti-rosicatura (sono prodotti dal sapore amaro, acquistabili in farmacia, che si applicano come uno smalto sull’unghia a e sulla zona circostante): se il bambino lo vive come un aiuto, e non come una punizione, potrebbe funzionare da “campanello d’allarme” quando mangia le unghie in modo inconsapevole.

Incoraggiatelo, lodatelo per ogni progresso, anche piccolo, e non perdete mai la pazienza quando vi sembrerà che non vi siano miglioramenti: il processo che porta all’autocontrollo è lungo e non necessariamente lineare.

Pediatra

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