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Perché disegnare e colorare aiuta i bambini a esprimere le emozioni

I bambini non sempre sanno dare un nome alle emozioni

Il mondo emotivo dei bambini è molto ricco e spesso ancora indefinito.

La competenza emotiva cresce con lo sviluppo del bambino. Inizialmente il bambino avverte sensazioni a livello corporeo a cui non sa attribuire un nome. Grazie all’intervento degli adulti che si prendono cura di lui, impara con il tempo a differenziare queste sensazioni e ad attribuire loro la giusta etichetta.

Può succedere, quindi, di osservare il proprio figlio e trovarlo nervoso, inquieto oppure agitato senza che egli sappia spiegarne il motivo, rendendo così difficile per il genitore aiutarlo a ritrovare il suo equilibrio.

In queste strane settimane a cui il Covid-19 ci ha costretto, la vita emotiva di ognuno è stata messa alla prova, non solo quella degli adulti. Anche i bambini, la cui quotidianità è stata stravolta, possono trovarsi a vivere nuove sensazioni che ancora non hanno imparato a riconoscere e nominare.

Un valido aiuto può arrivare dall’espressione grafica.

Immagini e colori aiutano ad elaborare le emozioni

Alcune ricerche dimostrano che lavorare con le immagini attiva quell’area cerebrale (la corteccia prefrontale destra) che è deputata anche all’elaborazione delle informazioni emotive. Un’attività grafica (come disegnare o colorare), può quindi aiutare i bambini – ma anche gli adulti – ad esprimere quello che a parole non riescono a verbalizzare e a liberarsi di quegli aspetti emotivi vissuti come più pericolosi e meno gestibili.

Secondo Arno Stern, ideatore del metodo che porta il suo nome,

“la parola può esprimere soltanto ciò che è presente nella coscienza del fanciullo, poca cosa rispetto a tutto ciò che si agita in lui”.

Egli sostiene che il disegno costituisca un linguaggio attraverso cui il bambino ha piena facoltà di espressione e che sia particolarmente utile soprattutto in un’epoca della vita in cui le parole ancora non possono verbalizzare appieno l’esperienza vissuta o percepita.

E allora, in questi giorni di particolare monotonia e tensione emotiva, proporre ai bambini attività grafiche può assolvere due funzioni:

  • impegnare i piccoli offrendo loro la possibilità di esprimere appieno la loro creatività;
  • offrire uno sfogo alla carica emotiva che accumulano nella “clausura” di queste settimane.

Ecco alcuni consigli per far sì che questa attività non sia semplice svago, come abitualmente avviene quando i bambini disegnano, ma anche una modo per esprimere il vissuto emotivo che non riescono ad esprimere con le parole.

Come aiutare i bambini ad esprimere le emozioni attraverso il colore

  • Innanzitutto, è importante predisporre uno spazio in cui sia possibile sporcare in modo che il bambino non debba preoccuparsi di nulla, ma concentrarsi solo sull’uso del colore. L’ideale per questa attività è la tempera ma si possono usare anche gli acquarelli o i colori a dita. Ricordatevi di lasciare a disposizione dei piccoli tutto ciò che può essere loro utile durante l’attività (acqua per pulire i pennelli, carta assorbente per pulirsi le mani, fogli di varia dimensione, materiale o colore).
  • Il ruolo del genitore è fondamentale non solo nella preparazione del materiale, ma anche nella stimolazione che offre al figlio. I bambini tendono a voler conquistare il mondo degli adulti ed è quindi importante offrire vicinanza e supporto mentre si impegnano, soprattutto in una situazione nuova. Avrete più volte osservato come vostro figlio rimanga più impegnato in una attività se accompagnato da voi genitori o da altri adulti, piuttosto che solo. Pur essendo importante incentivare anche il gioco solitario del bambino, se si vuole utilizzare questo tipo di attività grafica per permettere ai piccoli di scaricare la propria tensione emotiva, è fondamentale che si sentano sostenuti da un adulto.
  • Un’ultima questione molto importante è quella che riguarda il prodotto finale. Perché i bambini si sentano liberi di esprimersi, bisogna prestare particolare attenzione al rimando che noi adulti offriamo loro. Lo scopo di questo tipo di attività non è il prodotto finale; non importa, dunque, la qualità del disegno, sia che esso rappresenti una immagine concreta o che sia un puro esercizio di colore. L’obiettivo che si intende raggiungere qui è offrire ai bambini un mezzo di “liberazione” che in quanto tale non è chiamato ad assolvere ad alcun compito estetico. I genitori dovranno, dunque, evitare di cercare di interpretare e dare un senso a quanto prodotto dai bambini, piuttosto dovranno impegnarsi a incoraggiare e lodare i piccoli, sostenendoli, così, nell’espressione artistica.

Proporre ai bambini il gioco con il colore è, dunque, un modo per riempire queste lunghe giornate prestando cura alla componente emotiva, messa oggi più che mai alla prova. Rappresenta, inoltre, un momento di connessione profonda tra genitori e figli, mediata da una attività semplice per le famiglie da predisporre e per i bambini di tutte le fasce di età da realizzare.


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Psicologa e Mediatrice scolastica e famigliare.

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