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Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino,
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Regressione del sonno nei bambini: a quanti mesi avviene, come riconoscerla e cosa fare

Bambino con regressione del sonno

Durante la crescita, il ritmo del sonno dei bambini subisce molti cambiamenti, spesso improvvisi e apparentemente “inspiegabili”.

Accade così che, dopo aver faticosamente conquistato una buona routine del sonno e aver ridotto il numero dei risvegli notturni, ad un tratto il bambino inizi a svegliarsi più spesso, abbia difficoltà ad addormentarsi, salti uno o più sonnellini e/o sia più nervoso e irritabile.

Questa sorta di “passo indietro” nelle abitudini del bambino prende il nome regressione del sonno ed è, nella maggior parte dei casi, un evento del tutto normale e fisiologico, che può ripetersi più volte durante la crescita.

Regressione o progresso?

Le regressioni del sonno tendono a manifestarsi quando il bambino si avvicina a una tappa importante del proprio sviluppo fisico, motorio, emotivo e neurologico.

Questo perché ogni volta che il bambino attraversa una nuova fase di sviluppo, la sua percezione del mondo cambia e questo cambiamento, generando ansia, tende a riflettersi nel sonno, che rappresenta il momento in cui il cervello elabora le informazioni acquisite durante il giorno.

Possiamo quindi dire che quello che in termini di sonno appare come un passo indietro momentaneo corrisponde generalmente a uno straordinario passo avanti nello sviluppo del bambino.

Come riconoscere una regressione del sonno

La regressione del sonno nei bambini può manifestarsi con le seguenti caratteristiche:

  • difficoltà ad addormentarsi
  • frequenti risvegli notturni
  • irritabilità o crisi di pianto inspiegabili, soprattutto al risveglio
  • riduzione delle ore di sonno totali (diurno e notturno)
  • riduzione del sonno notturno e aumento di quello diurno (pisolini più lunghi)

Quando avviene la regressione del sonno

Le regressioni del sonno possono manifestarsi a varie età, non sempre uguali per tutti i bambini: intorno ai 3-4 mesi, 5-6 mesi, 8 mesi, 12 mesi, 18 mesi e 2 anni.

Sapere che e perché queste regressioni del sonno possono presentarsi può aiutare i genitori a non allarmarsi, a rispondere in modo adeguato ai bisogni del bambino e a reimpostare gradualmente una corretta routine del sonno con la massima serenità possibile.

Come gestire le regressioni del sonno

Non rinunciate alla sicurezza

Anche in presenza di una regressione del sonno, è importante continuare a seguire tutte le regole per una nanna sicura, per ridurre il rischio di SIDS. Questo significa ad esempio mettere sempre il bambino a dormire sulla schiena, su un materasso sufficientemente rigido e in una stanza non troppo calda né troppo fredda.

Impostate un rituale della buonanotte

Impostare una sequenza di azioni da ripetere ogni sera allo stesso modo rassicurerà il bambino e lo preparerà al sonno.

Un esempio potrebbe essere bagnetto, poppata, pulizia dei dentini, coccole e nanna.

Evitate invece attività troppo stimolanti nelle ore che precedono il sonno.

Abituate il bambino ad addormentarsi nel suo lettino

Mettete il bambino nella culla o nel lettino quando è ancora sveglio o comunque non ancora completamente addormentato. In questo modo, assocerà il suo letto al sonno e in caso di risvegli notturni si riaddormenterà più facilmente.

Create un ambiente adatto al sonno

Per favorire il sonno del bambino, la stanza da letto dovrebbe essere abbastanza buia, silenziosa e fresca. Se sono presenti dei rumori esterni che possono disturbarlo, potrebbe essere utile utilizzare un generatore di rumore bianco.

Aiutate il bambino a riaddormentarsi (anche da solo)

Se il bambino si sveglia durante la notte, mantenete un’illuminazione il più possibile soffusa e un tono di voce basso quando parlate. Evitate invece di giocare con il piccolo o accendere la televisione.

Prima di avvicinarvi, può essere utile attendere uno o due minuti per vedere se riesce a riaddormentarsi da solo. Se questo non accade, cercate di rassicurarlo e di farlo rilassare accarezzandogli la testolina e parlandogli con voce bassa e calma, senza prenderlo subito in braccio.

Prendetevi cura di voi stessi

Per poter gestire le regressioni del sonno con serenità e accudire il bambino nel migliore dei modi, è importante che mamma e papà non si concentrino esclusivamente su di lui ma che si prendano cura anche di se stessi e l’uno dell’altra.

Ecco allora qualche consiglio per genitori alle prese con una regressione del sonno:

  • alternatevi per quanto possibile nella gestione del bambino, sia di giorno che durante la notte;
  • cercate di recuperare almeno in parte sonno perso;
  • non fatevi prendere dai sensi di colpa. Le regressioni del sonno dei bambini sono un evento normale e molto comune che NON dipende da voi. Ricordatevi inoltre che ogni bambino è diverso e che i consigli che abbiamo appena elencato potrebbero anche non funzionare per il vostro piccolo, soprattutto se si tratta di un bambino particolarmente sensibile (i cosiddetti bambini ad alto contatto o ad alta richiesta);
  • informatevi sul sonno dei bambini, in modo da avere aspettative ragionevoli sul futuro. Sapere cosa aspettarvi (e perché), vi aiuterà a rispondere meglio alle esigenze specifiche del vostro piccolo. 

Quando preoccuparsi?

Le regressioni del sonno sono molto comuni nei bambini e solitamente non hanno un’origine patologica.

Tuttavia, è importante richiedere una consulenza al pediatra di fiducia se questi disturbi del sonno sono accompagnati da:

  • scarsa crescita o mancato aumento di peso
  • riduzione dell’appetito
  • sintomi di malattia

In ogni caso, se siete preoccupati o in dubbio su come gestire una regressione del sonno, non esitate a rivolgervi al pediatra per avere consigli e rassicurazioni

Si possono prevenire le regressioni del sonno?

Le regressioni del sonno sono parte del naturale sviluppo del bambino e nella maggior parte dei casi non sono dovute a una causa specifica.

Questo significa che non è possibile prevenirle, ma solo trovare la soluzione migliore per gestirle, soluzione che potrebbe essere diversa da una famiglia all’altra.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.