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Gli incidenti del bambino: quali sono e perché avvengono

bambino con in bocca una presa elettrica

Gli incidenti: prima causa di morte tra 1 e 14 anni nei paesi occidentali

Nei paesi occidentali, gli incidenti sono la prima causa di morte tra 1 e 14 anni, e se per lungo tempo se ne è parlato come di qualcosa di casuale e di imprevedibile, oggi tutti concordano nell’affermare che gli incidenti del bambino sono prevedibili e prevenibili.

Sotto l’anno, gli incidenti sono molto frequenti, ma non raggiungono il primo posto tra le cause di morte solo perché è molto alta la frequenza di morte per motivi naturali, legati soprattutto alla gravidanza e al parto.
D’altra parte, il bambino è meno soggetto ad incidenti mortali rispetto all’adulto: infatti questi va incontro, sulla strada, nello sport, sul lavoro, ad incidenti molto più cruenti. Si stima però che, per un incidente mortale nell’infanzia, altri mille, pur non così gravi, comportano comunque un pesante pedaggio in termini di menomazioni permanenti, ricoveri ospedalieri (il 20% del totale dei ricoveri ospedalieri è dovuto a incidenti) e cure mediche. Se non bastasse si pensi che, su 100.000 bambini

  • 3 muoiono a causa degli incidenti;
  • 5 restano invalidi permanenti;
  • 100 devono essere ricoverati;
  • 1.000 devono consultare il medico;
  • 2.500 sono vittime di incidenti anche lievi.

Maschi e femmine sono colpiti allo stesso modo solo sotto l’anno di vita; poi, 2 incidenti su 3 coinvolgono i maschi (ma tra 10 e 14 anni, la percentuale sale al 78%!): questi, infatti, tendono ad avere comportamenti più rischiosi. Sono particolarmente a rischio il pomeriggio e le ore intorno ai pasti (probabilmente per l’allentarsi dell’attenzione da parte dei genitori).

La gran parte degli incidenti mortali dell’infanzia (circa il 50% del totale), avviene sulla strada, coinvolgendo bambini e adolescenti soprattutto come pedoni, meno come conducenti (di bici o ciclomotori). Seguono gli annegamenti (20% delle morti per incidenti), le cadute e gli urti, il soffocamento, la folgorazione. Gli incidenti domestici, se provocano meno frequentemente la morte rispetto agli incidenti stradali, sono però altrettanto numerosi e comportano anch’essi conseguenze e danni pesanti.

E’ stato osservato che la predisposizione al rischio non è costante nel tempo, ma oscilla periodicamente in relazione alle varie fasi dello sviluppo psico-fisico del bambino. Nella storia di un bambino esistono quindi dei periodi “ad alto rischio”, durante i quali possono, con maggior frequenza, verificarsi incidenti.

In generale, nel 1° anno di vita il bambino è più soggetto ad incidenti nell’ambiente domestico (avvelenamenti, ustioni, soffocamento, traumi). Nelle età successive il bambino rimane vittima di incidenti soprattutto come pedone: il gruppo di età più colpito è quello tra 5 e 9 anni (l’età dell’asilo e dei primi anni della scuola elementare).

Perché il bambino incorre facilmente in incidenti?

L’incidente è il frutto di un insieme di evenienze sfavorevoli che, ad un certo punto, portano al danno: nell’infanzia ciò si verifica quando un bambino, cioè una persona che non ha ancora completato il suo sviluppo fisico e intellettivo, ha delle limitate esperienze di vita, è incosciente dei rischi e non ha, il più delle volte, un’educazione adeguata, viene a trovarsi in un ambiente pericoloso. E le occasioni per lui sono frequenti:  il bambino, infatti, vive in un mondo adulto, progettato dagli adulti, per gli adulti. Ecco perché gli adulti devono diventare custodi della sicurezza dei bambini, adottando, sia in casa sia fuori casa, tutte le misure di protezione necessarie, e devono insegnare loro, man mano che crescono, a diventare consapevoli dei pericoli che li circondano.