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Ecografia delle anche neonatale: a cosa serve e quando eseguirla

strumento per effettuare l'ecografia

L’ecografia delle anche permette uno studio molto preciso della morfologia delle anche del neonato; visualizza i rapporti articolari delle varie componenti dell’articolazione dell’anca  e ne valuta la maturità.

A cosa serve l’ecografia delle anche neonatale

Durante l’esame, vengono presi in esame la morfologia e la crescita sia della cavità acetabolare (la parte del bacino a forma di coppa destinata ad accogliere e contenere la testa del femore), sia della testa femorale stessa. Viene così data la possibilità di individuare precocemente anomalie come la displasia, in cui si riscontra una alterazione della forma delle componenti articolari dell’anca con posizionamento conservato, e la lussazione che consiste  nella fuoriuscita della testa femorale dalla cavità acetabolare con perdita dei normali rapporti anatomici fra le componenti dell’articolazione.

Si tratta di un esame effettuato con gli ultrasuoni con una tecnica del tutto simile  a quella con cui il piccolo viene seguito nella sua crescita quando è ancora nel grembo materno; è del tutto innocuo, non fastidioso, non richiede alcuna preparazione e dura pochi minuti.

ecografia di un'anca

Quando eseguire l’ecografia delle anche

E’ possibile eseguire l’esame ecografico delle anche fin dalle prime ore di vita dato che con gli ultrasuoni si evidenziano non solo le parti già ossificate, ma anche le parti cartilaginee non riconoscibili con le radiografie.

E’ consigliabile eseguire l’esame già nei primi giorni di vita nei casi in cui sono presenti i seguenti fattori di rischio:

  • familiarità per la displasia evolutiva dell’anca;
  • segni di scorretta postura intrauterina (malformazioni dei piedi, metatarso varo, torcicollo);
  • parto podalico o gemellare;
  • manovra di Ortolani-Barlow patologica (la manovra di Ortolani-Barlow viene eseguita dal pediatra alla nascita, divaricando e riadducendo l’anca, prima da una parte e poi dall’altra, per individuare appunto eventuali segni di una displasia dell’anca). 

Negli altri casi l’indagine viene programmata fra il secondo e il terzo mese di vita, quando le anche sono ancora molto plastiche e modificabili, permettendo la diagnosi e il trattamento precoce della displasia evolutiva dell’anca che, se non trattata, comprometterebbe la deambulazione futura del neonato evolvendo verso la lussazione.

L’ecografia delle anche è stata eseguita per molti anni come screening di massa. Attualmente alcune aziende ospedaliere continuano a far eseguire questo esame a tutti i neonati mentre altre, per motivi di risparmio economico, indirizzano verso l’esecuzione precoce solo i bambini appartenenti alle categorie a rischio e non sottopongono a questa indagine gli altri neonati.

Come si esegue l’ecografia e come leggere i risultati

Il bambino deve essere posizionato sul fianco nella culla di Graf, un apposito contenitore sagomato in gommapiuma, indispensabile per la corretta esecuzione dell’esame. L’esaminatore, con la mano libera dalla sonda, tiene l’arto inferiore da esaminare semi-esteso e lievemente intra-ruotato. 

In base ai valori delle misurazioni effettuate ed alla diversa morfologia dei componenti dell’articolazione, l’anca viene classificata in 4 tipi e alcuni sottotipi secondo la scala di classificazione di Graf:

Anca di tipo I: 

  • I a = anca matura (normalità)
  • I b = forma di transizione verso l’anca matura

Anca di tipo II

  • II a = in un bimbo di età inferiore ai 3 mesi indica un ritardo di maturazione
  • II b = in un bimbo di età superiore ai 3 mesi indica un ritardo di ossificazione
  • II c = anca critica

Anca di tipo III

  • III a = anca che sta per decentrare
  • III b= anca decentrata
  • III c = anca decentrata in misura più netta

Anca di tipo IV = presenza di lussazione