​​

Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino, scritti esclusivamente da medici pediatri e professionisti qualificati.

Intolleranza al lattosio nei bambini e negli adulti

Cos’è il lattosio

Il lattosio è uno zucchero presente in particolare nel latte (sia in quello materno che in quello vaccino e degli altri mammiferi) ed è composto dalla associazione di due zuccheri semplici: il glucosio ed il galattosio. Il lattosio non può essere assimilato direttamente dall’intestino ma deve essere diviso in galattosio e glucosio (che possono a questo punto essere assorbiti). Questo processo avviene ad opera di un enzima presente nell’intestino chiamato lattasi.

Cosa si intende per intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è una situazione clinica dovuta all’incapacità dell’organismo di digerire il lattosio causata da mancanza della lattasi.

E’ una patologia molto frequente in particolare in età adulta.

Quali alimenti contengono lattosio

  • Il latte e tutti suoi derivati (formaggi freschi, panna, yogurt).
  • In piccole quantità, può essere presente anche in altri alimenti quali dolci, alcuni salumi (prosciutto cotto e salame), gelati, prodotti destinati a lunga conservazione, pane al latte.
  • Oltre che negli alimenti può essere presente anche in alcuni farmaci.

Per chi è intollerante al lattosio si consiglia quindi di leggere con attenzione la composizione di alimenti e farmaci.

Quali sono le forme di intolleranza al lattosio

Esistono tre forme di intolleranza causate da meccanismi differenti:

  • deficit congenito di lattasi: è una forma genetica molto rara. In questo caso il neonato nasce senza la lattasi e quindi non può assorbire il lattosio e va incontro a diarrea severa e disidratazione;
  • perdita temporanea della funzione della lattasi dopo alcune malattie: durante episodi di gastroenterite acuta (per es. diarrea da rotavirus) la mucosa intestinale può danneggiarsi e quindi anche la lattasi. In questo caso l’assunzione di lattosio provocherà sintomi solo per il periodo in cui la mucosa è danneggiata. Anche malattie da malassorbimento come la celiachia, se non curate, provocano un danno della mucosa con deficit di lattasi. E’ una forma abbastanza frequente nei bambini;
  • perdita fisiologica della funzione della lattasi: è la causa più frequente in particolare in età adulta ed ha una componente familiare. Con l’età in molte persone si ha una progressiva perdita della funzionalità della lattasi: questo è il motivo per cui progressivamente adolescenti e giovani adulti che precedentemente assumevano latte senza problemi ad un certo punto della loro vita iniziano a manifestare sintomi dopo l’assunzione. In questo caso, generalmente minime quantità di lattosio vengono tollerate.

Quali sono i sintomi dell’intolleranza al lattosio: come si manifesta

  • Nausea
  • Dolore addominale
  • Meteorismo (presenza di gas)
  • Distensione addominale
  • Diarrea acquosa (molto più raramente stipsi)

I sintomi sono causati dalla fermentazione del lattosio nell’intestino. Si presentano poco dopo l’assunzione di prodotti contenenti lattosio, si risolvono spontaneamente, per poi ripresentarsi in occasione di successive assunzioni.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è basata fondamentalmente sulla storia clinica di sintomi legati all’assunzione di lattosio e sull’anamnesi (presenza di altri casi in famiglia, storia personale di recente episodio di gastroenterite acuta o di celiachia).

Un tentativo di sospensione del lattosio per circa 2 settimane con miglioramento dei sintomi contribuirà a confermare il sospetto diagnostico.

Nei casi dubbi o per avere una certezza si può praticare in laboratorio un test chiamato breath test (che misura la quantità di idrogeno espirato dopo assunzione di una quantità nota di lattosio somministrato al bambino).

Qual è la terapia

La terapia più semplice ed efficace è quella di togliere dalla dieta latte contenente lattosio (sostituendolo con un latte delattosato, cioè che non contiene lattosio) e formaggi freschi e di leggere attentamente la composizione di farmaci o alimenti per evitare una assunzione accidentale.

Formaggi stagionati e yogurt contengono meno lattosio per cui spesso sono tollerati.

E’utile cercare di individuare la dose massima di lattosio tollerata dal bambino: è possibile infatti che piccole quantità non diano problemi ed in questo caso è bene continuarne l’assunzione.

Quando non è possibile eliminare alcuni alimenti contenenti lattosio, è disponibile (per adulti e bambini di età maggiore ai tre anni) una lattasi in gocce o compresse masticabili che, assunta prima del cibo, aiuta nella digestione del lattosio.

Intolleranza al lattosio e supplementazione di calcio e vitamina D

Il latte ed i suoi derivati sono una delle principali fonti di calcio per il nostro organismo.

Se si assume un latte delattosato o latti vegetali (mandorle, soia, riso) arricchiti in calcio e vitamine e si pratica una alimentazione varia, in genere non sono necessarie supplementazioni.

Nel caso invece che la dieta sia carente di calcio e vitamina D è utile una supplementazione, considerando la quantità giornaliera da assumere in base all’età:

ETA’

QUANTITA’ DI CALCIO (mg al giorno)

QUANTITA’ DI VIT D (UI al giorno)

0-12 mesi

200-260 mg

400  UI

1-3 anni

500-700 mg

600  UI

4-8 anni

700-1000 mg

600  UI

9-18 anni

1000-1300 mg

600  UI

La vitamina D ha un ruolo fondamentale per l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino ed è indispensabile per favorire il deposito del calcio nelle ossa, utile per rendere le ossa solide e resistenti. Oltre a questa funzione, la vitamina D svolge un ruolo importante per il buon funzionamento del sistema immunitario.

Intolleranza al lattosio e allergia al latte: non sono la stessa cosa

Spesso si fa confusione tra intolleranza al lattosio e allergia al latte, che invece sono molto differenti.

Il latte è un alimento complesso costituito per la maggior parte da acqua, proteine, grassi (o lipidi), zuccheri (il principale è il lattosio) e sali minerali.

L’allergia alle proteine del latte è causata da una reazione del sistema immunitario diretta contro le principali proteine del latte (lattoalbumina, lattoglobulina e caseina), e può causare anche reazioni gravi. E’ tipica del primo anno di vita.

L’intolleranza al lattosio è invece dovuta ad un deficit parziale o totale di un enzima (la lattasi) ed è quindi un problema di tipo gastrointestinale, senza coinvolgimento del sistema immunitario.

Il mio bambino può avere manifestazioni gravi se è intollerante al lattosio ed assume latte?

No. I sintomi sono quelli descritti in precedenza (nausea, dolore addominale, meteorismo, distensione addominale e diarrea acquosa).

Le manifestazioni gravi (shock, reazioni allergiche importanti) possono verificarsi solo quando è coinvolto il sistema immunitario, cioè nella allergia alle proteine del latte vaccino e non nell’intolleranza al lattosio.

Se una madre è intollerante al lattosio può allattare il proprio bambino?

Sì, non c’è alcun problema e può farlo tranquillamente.

Quanto tempo dura l’intolleranza al lattosio?

Dipende da quale è la forma interessata.

Nella forma congenita (rara) l’intolleranza inizia durante il periodo neonatale e dura tutta la vita.

Nella forma temporanea (che si verifica in seguito a gastroenteriti o malattie da malassorbimento) dura da pochi giorni a pochi mesi, a seconda del danno subito dalla mucosa intestinale e della sua capacità di riparazione.

Nella forma da perdita fisiologica (la più frequente, tipica dell’età adulta) invece l’intolleranza compare molti anni dopo la nascita per poi durare tutta la vita.

Quando rivolgersi al pediatra

In caso di familiarità o di sintomi suggestivi, è opportuno informare il\la pediatra che provvederà se necessario a consigliare un approfondimento diagnostico o una dieta specifica.


Articolo scritto in collaborazione con la D.ssa Marianna Casertano


Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.