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Ortodonzia pediatrica: come prevenire le malocclusioni dentali

bambina sorridente si mette l'apparecchio mobile

L’importanza di un corretto allineamento dei denti

Tutti in fila e bene allineati!

Quando oggi si parla di allineamento dei denti è necessario capire che la posizione che essi occupano in bocca è la risultante dell’equilibrio di tutte le forze che sono attive nell’apparato stomatognatico (eugnazia), costituito dalle ossa mascellari (mascellare superiore e mandibola o mascellare inferiore), dai muscoli della masticazione e del viso, dalla lingua, oltre che dai denti.

disegno che mostra l'eugnazia della struttura dentale
Disegno di Raffaella Colombo

Da un corretto allineamento dei denti dipende non soltanto la masticazione e l’estetica dei nostri bambini, ma anche il loro modo di parlare, le espressioni del volto, la respirazione e il loro atteggiamento posturale (come stanno diritti in piedi).

Fattori ereditari o cause esterne (prolungata abitudine del succhiamento con il biberon, respirazione con la bocca anziché con il naso, la suzione del pollice o altre abitudini viziate, malattie dei denti, estrazioni precoci) possono impedire uno sviluppo armonioso di questo apparato e impedirne una crescita normale, determinando una disgnazia, cioè la malposizione delle ossa mascellari e dei denti.

Le conseguenze della disgnazia sono numerose: accumulo di placca, traumi dentali durante la masticazione, sofferenze gengivali e parodontali. Anche l’articolazione temporo-mandibolare viene sottoposta ad uno stress funzionale con gravi danni a distanza di tempo negli anni (adulti che fanno fatica a sbadigliare, a masticare o addirittura ad aprire la bocca più di un centimetro, segni tutti questi di una artrosi più o meno marcata dell’articolazione) e, insieme, si hanno anche alterazioni della colonna vertebrale.

Il ruolo della respirazione

Molti bambini a causa delle frequenti infezioni alle vie respiratorie superiori (raffreddori, tonsilliti, otiti, tracheo-bronchiti) iniziano a respirare a bocca aperta. Diventano così dei “respiratori orali”. Normalmente la respirazione deve avvenire senza sforzo attraverso il naso mentre le labbra sono naturalmente chiuse (competenti). I muscoli della faccia non intervengono mai nella funzione respiratoria. Nel respiratore orale l’aria attraversa troppo velocemente la cavità orale e non viene così migliorata nelle sue caratteristiche come avviene nella respirazione fisiologica (temperatura, umidità e composizione).
In genere si ritiene che una respirazione nasale sia associata ad una crescita “ortognatica” (normale, fisiologica) mentre quella “disgnatica ” si trova associata ad una respirazione di tipo orale. Quando un individuo respira continuativamente con la bocca viene a trovarsi in una condizione di insufficienza respiratoria. Persino il torace può svilupparsi in modo carente se vi è una respirazione con la bocca di cui spesso e erroneamente vengono considerate “colpevoli” le tonsille. Adenoidi e tonsille non vanno quindi considerate in valore assoluto (piccole o grosse) ma in relazione allo spazio in cui sono inserite (cavità oro-rino-faringee). Succede spesso, infatti, che le tonsille appaiano grosse ma in realtà non lo sono: è il palato piccolo e stretto (cosiddetto ogivale) che le fa sembrare tali! Se si considera l’importanza del ruolo di difesa giocato dal tessuto linfatico del distretto oro-faringeo (cioè gola e bocca), si può meglio comprendere l’inutilità e il danno che a volte una tonsillectomia precoce può determinare.

Come sempre, la parola d’ordine è prevenzione

Una volta di più è perciò necessario capire l’importanza della prevenzione ortodontica che possiamo attuare fin dai primi mesi di vita del nostro bambino.

La prevenzione nei primi tre anni di vita consiste in pochi ma essenziali consigli che non rivestono carattere specialistico e che è importante conoscere:

  • l’allattamento al seno, che non solo è la migliore fonte nutrizionale, ma è anche una formidabile ginnastica per la muscolatura della bocca e della lingua;
  • evitiamo il più possibile l’uso del succhiotto, meno che mai con l’aggiunta dello zucchero che favorirà tra l’altro l’ insorgenza della carie;
  • non prolunghiamo l’uso del biberon oltre i due anni perché i cibi semisolidi e solidi servono a stimolare il normale sviluppo osseo;
  • teniamo d’occhio i denti di latte (denti decidui), che sono importanti non soltanto dal punto di vista dell’estetica e della funzione masticatoria ma anche dal punto di vista ortognatodontico, in quanto questi denti guidano l’eruzione dei corrispettivi permanenti e permettono di mantenere lo spazio per essi. La perdita prematura di denti a causa della carie può compromettere lo spazio necessario ai denti permanenti che dovranno erompere;
  • anche la permanenza di un dente deciduo nell’arcata dentaria oltrelimiti fisiologici può essere all’origine di una alterata eruzione dei permanenti e quindi dell’instaurarsi di una disgnazia. Una perturbazione qualsiasi dell’andamento fisiologico dei processi di sostituzione della dentatura decidua con quella permanente può essere la causa d’insorgenza delle cosiddette malocclusioni;
  • la prevenzione e la cura di tutte le malattie delle prime vie aeree respiratorie costituisce un importante fattore anche per la prevenzione delle malocclusioni;
  • il permanere di altre “abitudini viziate”, oltre al ciuccio ed alla respirazione a bocca aperta, sono frequente causa delle malocclusioni: ad esempio, il persistere della deglutizione infantile (ovvero di movimenti della lingua non funzionali alla deglutizione adulta) e l’abitudine di succhiare il dito. Occorre che vengano riconosciute e curate il più precocemente possibile.

Specialista in Pediatria, Odontoiatria Pediatrica

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