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Quando il bambino ha le gambe storte

Con il termine “gambe storte” si intendono le variazioni di curvatura delle gambe che riguardano ginocchia e tibie. Queste deviazioni dell’asse della gamba sono frequente occasione di valutazione pediatrica nelle varie fasi di crescita del bambino.

Nella maggior parte dei casi si tratta di variazioni della norma che spesso tendono ad autocorreggersi e che quindi non richiedono una terapia specifica ma solo un attento monitoraggio (facendo attenzione ai pochi campanelli di allarme che indirizzino verso problemi più significativi).

Nelle varie fasi dello sviluppo del bambino, infatti, si verificano alcune modifiche nella conformazione della gamba che, fino ad un certo grado, sono da considerarsi normali (fisiologiche):

  • dalla nascita a 12-18 mesi: varismo o “gambe da cavallerizzo” (con le caviglie a contatto, le ginocchia non si toccano);
  • dai 18 ai 24 mesi: allineamento fisiologico;
  • dai 2 ai 7-8 anni: valgismo o “gambe a X” (con le ginocchia affiancate, le caviglie non si toccano);
  • dopo i 7-8 anni: lieve valgismo (come nell’adulto).

Vediamo quindi nel dettaglio le manifestazioni principali di variazione di curvatura dell’asse della gamba del bambino per capire quando è fisiologico e quando no:

  • ginocchio varo;
  • ginocchio valgo;
  • torsione tibiale;
  • tibia recurvata.

Ginocchio varo

Il ginocchio varo o gamba a O o “da cavallerizzo” è caratterizzato da un angolo interno tra coscia e gamba, avente per fulcro il ginocchio (angolo tibio-femorale), che è di almeno 10 gradi: se si mettono le caviglie a contatto, vi sarà uno spazio significativo tra le ginocchia (che non si riescono ad affiancare) ed hanno una distanza tra loro di almeno 3 cm.

Nella stragrande maggioranza dei casi il varismo si risolve spontaneamente entro i 3 anni, generalmente quindi non occorre fare nulla ma solo un’attenta osservazione.

Quando preoccuparsi?

E’ invece necessario un approfondimento clinico-diagnostico/radiografico ed eventualmente un intervento correttivo ortopedico nelle seguenti condizioni:

  • se l’entità del varismo è molto superiore ai 10 gradi o ai 3 cm: in questi casi si devono escludere malformazioni congenite derivanti da ipoplasie o aplasie (scarso o assente sviluppo) di parti ossee o eventi traumatici pregressi o altre condizioni patologiche (osteoartriti, rachitismo, patologie neoplastiche);
  • se si ha una persistenza del varismo (oltre gli 11 gradi) o un incremento oltre i 3 anni;
  • se il varismo è monolaterale: in questo caso è da escludere una manifestazione patologica, la malattia di Blount, conseguente ad un disturbo di crescita della parte interna della gamba (la tibia prossimale) mentre la parte esterna continua a crescere provocando un progressivo varismo del ginocchio

Una familiarità di varismo nei genitori richiede ulteriore attenzione.

Ginocchio valgo

Parliamo di valgismo fisiologico, anche fino all’età adulta, quando con le ginocchia affiancate si ha una distanza intermalleolare (DIM) tra le caviglie inferiore ai 6-8 cm: questa è una condizione che rientra in un range di normalità e non richiede alcun intervento.

Se invece la distanza intermalleolare a ginocchia affiancate supera i 6-8 centimetri, si è in presenza di un ginocchio valgo o “gamba a X”.

La DIM si misura correttamente mettendo il bambino steso sul lettino da visita, a pancia in su e con le ginocchia ben affiancate (cioè che si toccano dal lato interno).

Quando preoccuparsi?

Una valutazione pediatrica si rende necessaria se la DIM è superiore ai 6 cm in quanto occorre verificare alcune condizioni che possono favorire o peggiorare il varismo:

  • obesità;
  • iperlassità ligamentosa del ginocchio (estensione verso l’alto delle caviglie avendo ginocchia distese ed aderenti al piano): questa condizione di disturbo tensivo in associazione al valgismo può essere responsabile di dolori posturali di lieve entità a carico degli arti inferiori;
  • notevole differenza di valgismo tra posizione distesa (clinostatismo) e in piedi (ortostatismo): questa condizione è maggiormente evidente nei casi di obesità e di iperlassità ligamentosa;
  • DIM maggiore di 10 cm fino a 4 anni e di 8 cm in età successive.

In presenza di un valgismo significativo, specie se interessa prevalentemente un solo lato, è importante escludere condizioni legate ad anomalie dell’osso derivanti da carenza di vitamina D o malattie congenite o acquisite che possono richiedere un intervento farmacologico (deficit di vitamina D) o ortopedico/chirurgico.

Torsione tibiale

La gamba è costituita da 2 ossa affiancate: la tibia – più grande e che ha una funzione “portante” – e la fibula, o perone – più piccola che ha la funzione di compensare le rotazioni del piede.

La torsione tibiale è una curvatura della gamba per cui se in posizione distesa si pongono le ginocchia che guardano simmetriche verso l’alto, si vedrà che la gamba (e di conseguenza il piede) risulteranno deviati

  • verso l’interno (producendo anche poi spesso una caratteristica camminata “a piedi verso indentro”- in-toeing in inglese); si tratta in questo caso di una torsione tibiale interna;
  • o verso l’esterno (camminata in out-toeing, sempre in inglese); si tratta qui di una torsione tibiale esterna.

Quando preoccuparsi

La torsione tibiale è una condizione che nella maggior parte dei casi si corregge autonomamente con la crescita del bambino (e con questa la conseguente intra o extrarotazione del piede in deambulazione). Richiede un controllo pediatrico/specialistico solo se particolarmente pronunziata al fine di verificare l’eventualità di un trattamento ortopedico.

Tibia recurvata

La tibia recurvata è invece caratterizzata da una curvatura della gamba lungo il suo asse anteroposteriore per cui si vedrà una curvatura concava  – come una parentesi “(“  – che dal ginocchio va verso indietro per poi ritornare in avanti verso il piede.

Quando preoccuparsi

Il recurvato tibiale è in genere una condizione congenita (tibia recurvata congenita) presente alla nascita che nella maggior parte dei casi tende ad un miglioramento già nel primo anno di vita e che continua a migliorare fino ai 4-5 anni. A volte si associa ad un atteggiamento del piede in posizione talo-valga ed è influenzata negativamente da una concomitante obesità o da una iperlassità ligamentosa. Trova indicazione chirurgica quando l’angolo è maggiore di 15-20°.

Per riassumere

Nella maggior parte dei casi le “gambe storte” sono manifestazioni che con la crescita del bambino si normalizzano o si riducono in maniera significativa. Occorre solo una osservazione attenta e ricorrere alla valutazione del pediatra, o dello specialista ortopedico, quando si evidenziano quei “campanelli di allarme” sopra segnalati. Se hai qualsiasi dubbio, rivolgiti al tuo pediatra.

Pediatra di libera scelta - ASL Caserta (CE) Distretto 21

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