Asma – Attacco d’asma
Cos’è
Per attacco d’asma si intende un episodio improvviso di respiro sibilante accompagnato da difficoltà respiratoria, senso di oppressione al torace e tosse. Può rappresentare una riacutizzazione di una vera asma bronchiale, o un episodio scatenato da vari fattori (infezioni virali respiratorie, fumo di tabacco, agenti irritanti come smog, profumi, essenze, polvere, talora alimenti cui il soggetto è allergico) in un bambino che presenta una particolare irritabilità dei bronchi (iperreattività bronchiale).
Nella maggior parte dei casi si tratta di attacchi di lieve entità e prontamente rispondenti alla terapia, ma talora la difficoltà respiratoria è molto importante e arriva a mettere a rischio la vita del bambino.
Come si manifesta
L’attacco d’asma insorge spesso improvvisamente con:
- respiro sibilante (wheezing il termine inglese) è un fischio ad alta tonalità, come le fusa di un gatto, apprezzabile spesso anche a distanza nel silenzio, soprattutto durante l’espirazione del bambino;
- tosse;
- senso di costrizione toracica;
- respiro difficoltoso.
A seconda della intensità dei sintomi si distinguono tre livelli di gravità:
- Lieve: il bambino ha un respiro leggermente corto durante il cammino, ma non a riposo; parla normalmente completando le frasi; riesce a stare steso supino. I sibili respiratori non sono avvertibili o sono molto lievi; il PEF (picco di flusso espiratorio) non va al di sotto dell’80-100% del normale
- Moderata: vi è difficoltà respiratoria anche a riposo; non riesce a completare le frasi; vuole stare seduto perché non riesce a respirare bene da steso; si sente il respiro sibilante; guardando il torace si notano le costole rientrare mentre il bambino respira; il PEF scende tra il 50 e l’80% del normale
- Grave: Il respiro a riposo è molto difficoltoso; il bambino riesce ad esprimersi solo con parole singole; sembra avere fame d’aria; il fischio è molto evidente, o addirittura è assente perché non riesce a passare aria; i rientramenti costali sono evidentissimi, mentre l’addome si gonfia nel tentativo di aiutare la respirazione; il PEF è sotto il 50% del normale.
Cosa fare
Piano d’azione
I genitori di bambini che soffrono di asma o episodi ricorrenti di broncospasmo spesso sanno già come intervenire in caso di attacco d’asma, o addirittura prima che l’attacco d’asma si presenti (in occasione ad esempio di un’infezione respiratoria virale). Ciò è possibile
- solo in caso di asma lieve;
- se il pediatra o l’allergologo ha stabilito e trasmesso alla famiglia in forma scritta un “piano d’azione” da attuare in caso di accesso asmatico: questo solitamente prevede istruzioni dettagliate su:
- come riconoscere i primi sintomi dell’accesso asmatico ed eventualmente utilizzare il PEF;
- i farmaci da somministrare all’inizio dell’attacco e in caso di parziale o mancato successo della terapia iniziale: solitamente si parte con i broncodilatatori (salbutamolo, ipatropio bromuro) somministrati per aerosoll con spray+distanziatore, per poi passare in caso di mancato miglioramento al cortisonico per bocca;
- come utilizzare correttamente aerosol e/o distanziatore;
- quando chiamare il pediatra o accedere al Pronto Soccorso.
Chiamate il 118 immediatamente se:
- Il bambino ha presentato i sintomi dopo essere stato esposto ad una sostanza che già in passato ha causato asma o una grave reazione allergica;
- Il bambino ha presentato i sintomi dopo la puntura di un’ape, l’assunzione di un farmaco o di un alimento cui è allergico;
- l’attacco appare grave (il bambino fatica molto a respirare, non riesce né a parlare né a piangere);
- il bambino è svenuto;
- le labbra o il viso sono bluastri anche al di fuori della tosse;
- vi sembra che il bambino stia molto male.
Chiamate subito il pediatra se:
- labbra e viso diventano bluastre durante la tosse;
- il PEFR è tra il 50 e l’80% del normale;
- il respiro fischiante non migliora entro 20 minuti dopo aver usato l’aerosol o lo spray+distanziatore;
- il bambino accusa forte dolore toracico;
- il bambino necessita di terapia più frequentemente che ogni 4 ore;
- il bambino ha febbre alta o sembra stare molto male;
- non disponete di un piano d’azione scritto in caso di accesso asmatico
- avete qualsiasi dubbio da chiarire;
Chiamate il pediatra successivamente se:
- un attacco asmatico lieve dura più di 24 ore nonostante il corretto trattamento
- la febbre dura più di 3 giorni o ritorna dopo essere scomparsa per più di 24 ore
- avete qualsiasi dubbio da chiarire