Ipotiroidismo acquisito
Cos’è
Si parla di ipotiroidismo quando la produzione insufficiente di ormoni tiroidei.
In considerazione delle cause e dell’epoca di insorgenza possono esserci varie forme di ipotiroidismo.
In base alle cause distinguiamo l’ipotiroidismo in:
- primario: dovuto ad un difetto della tiroide, è la forma di gran lunga più frequente;
- secondario: dovuto a un deficit di un ormone che stimola la tiroide (THS) prodotto dall’ipofisi;
- terziario: dovuto ad un deficit dell’ormone che stimola la produzione di TSH (TRH) prodotto dall’ipotalamo;
- periferico: condizione molto rara dovuta ad una resistenza agli ormoni tiroidei da parte degli organi bersaglio.
In base all’epoca di insorgenza invece l’ipotiroidismo può essere definito come:
- congenito: presente sin dalla nascita;
- acquisito: che cioè si manifesta in epoche successive.
Ipotiroidismo acquisito
Nell’ipotiroidismo acquisito la carenza di ormoni tiroidei si verifica in età successive rispetto alla nascita.
Cause
La carenza di ormoni tiroidei è provocata da cause che si verificano dopo la nascita, quali:
- tiroidite di Hashimoto: è la causa più frequente di ipotiroidismo acquisito durante l’infanzia e l’adolescenza. Si tratta di un processo infiammatorio su base autoimmune a carico della tiroide che ne provoca la progressiva distruzione. Nelle fasi iniziali di malattia è possibile la presenza di ipertiroidismo, provocata dal rilascio massivo degli ormoni tiroidei già presenti all’interno della ghiandola. Successivamente, con la distruzione del parenchima del tessuto ghiandolare (parenchima), comparirà l’ipotiroidismo. In corso di malattia si rileverà in circolo la presenza di auto-anticorpi diretti contro la tireoperossidasi (enzima coinvolto nella sintesi degli ormoni tiroidei) e la tireoglobulina. La presenza di questi anticorpi è considerata un parametro sufficiente per la diagnosi di tiroidite di Hashimoto;
- carenza di iodio: attualmente molto rara nei paesi industrializzati per l’alimentazione varia e per l’utilizzo di sale arricchito con iodio. Particolare attenzione va posta nei bambini che per una condizione di allergia o “intolleranza” alimentare seguono una dieta priva di alcuni alimenti a elevato contenuto di iodio: in particolare latte, latticini, uova e pesce. La carenza di iodio va evitata anche e soprattutto nelle donne in gravidanza, perché può essere la causa di un ipotiroidismo congenito;
- rimozione chirurgica: della ghiandola a scopo terapeutico (necessaria ad esempio per neoplasie della tiroide), radioterapia nella regione del collo o assunzione di farmaci ad azione antitiroidea;
- malattie rare: che coinvolgono la tiroide (cistinosi, emocromatosi, istiocitosi X, ecc)
Come si manifesta
I sintomi che possono far sospettare la carenza di ormoni tiroidei sono:
- una bassa statura disarmonica (con la presenza di arti più corti rispetto al tronco) accompagnata da sovrappeso;
- presenza di una stipsi ostinata che non risponde ai trattamenti convenzionali;
- sonnolenza, debolezza e talvolta umore depresso;
- difficoltà a scuola per problemi di memoria o di concentrazione;
- rallentamento della frequenza cardiaca (bradicardia);
- presenza di cute secca e di capelli radi e fragili, talvolta può essere presente anche edema del volto e palpebrale;
- irregolarità dei cicli mestruali;
- particolare sensibilità al freddo;
- presenza di gozzo (aumento di volume del collo provocato da un ingrandimento della ghiandola tiroidea).
Diagnosi
Si basa sull’intervista del pediatra ai genitori, che spesso evidenzia una familiarità per patologie della tiroide o la presenza di altre malattie autoimmuni (celiachia, diabete di tipo 1, etc. etc.), e su uno scrupoloso esame clinico del bambino.
La diagnosi viene confermata dal dosaggio degli ormoni FT4 e TSH (il dosaggio dell’ft3 in età pediatrica non va eseguito in prima battuta, ma può essere utile per seguire l’andamento della terapia):
- bassi livelli di FT4 con alti livelli di TSH indicano la presenza di un ipotiroidismo primario;
- bassi livelli di FT4 con bassi livelli di TSH indicano invece una condizione di ipotiroidismo secondario, e quindi un deficit ipofisario;
- valori normali di FT4 con alti livelli di TSH indicano una condizione definita come ipotiroidismo subclinico che va seguita nel tempo.
Spesso sono presenti anche anemia ed ipercolesterolemia (elevati livelli di colesterolo nel sangue).
Per valutare la possibile causa autoimmune è sempre necessario il dosaggio degli anticorpi anti-tireoperossidasi e anti-tireoglobulina. La presenza degli anticorpi permette di porre diagnosi di tiroidite autoimmune. In questi casi è necessario effettuare anche esami che escludano altre patologie autoimmuni frequentemente associate tra loro, come la celiachia.
Per completare l’iter diagnostico è necessario eseguire anche un’ecografia della tiroide, che può apparire disomogenea in corso di tiroiditi o presentare altri reperti patologici a seconda della causa di ipotiroidismo.
Spesso è utile la collaborazione tra pediatra e Centro di endocrinologia pediatrica di riferimento.
Quando consultare il pediatra
Nel sospetto di ipotiroidismo, è molto importante rivolgersi al pediatra per gli eventuali approfondimenti necessari.
Terapia
La terapia dell’ipotiroidismo consiste nella somministrazione dell’ormone sintetico, la levotiroxina.
È molto importante intraprendere precocemente la terapia, al fine di evitare gli effetti della carenza ormonale soprattutto sulla crescita.