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Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino,
solo da medici pediatri e professionisti qualificati.

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Epatite C

Cos’è

È l’infezione del fegato ad opera del virus dell’epatite C, che può portare a danneggiamento e distruzione delle cellule epatiche.

Causa

Il virus dell’epatite C (indicato anche con la sigla internazionale HCV) viene trasmesso attraverso sangue infetto, sperma o liquidi vaginali:

  • per via diretta:
    • ferite, tagli o punture con aghi o strumenti infetti;
    • trasmissione dalla madre al neonato durante la gravidanza o il parto;
    • trasfusione di sangue o derivati del sangue infetti (rischio non più presente nei paesi evoluti, grazie a metodiche di controllo sui donatori e sulla gestione degli emoderivati);
    • rapporti sessuali non protetti;
  • per via indiretta: poiché il virus resiste sulle superfici e sugli oggetti per una settimana, è possibile anche che il virus penetri nel sangue per contatto di tali oggetti (soprattutto spazzolini da denti, forbicine, pinzette, rasoi, pettini, tatuaggi, piercing o pratiche estetiche e odontoiatriche condotte senza utilizzare strumenti usa e getta o comunque di volta in volta sanificati).

Sono perciò a rischio:

  • bambini nati da donne gravide infette: il rischio che un neonato da madre affetta da epatite B contragga il virus, è di circa il 5-6% se la madre è positiva al test PCR per HCV RNA, perché dimostra che il virus circola nel suo sangue; mentre è molto basso (quasi nullo) se il test PCR per HCV RNA è negativo. Altri fattori di rischio sono la tossicodipendenza materna e la coesistenza di infezione da virus HIV. La trasmissione del virus avviene solitamente durante il parto, ma è possibile anche durante la vita intrauterina;
  • bambini conviventi con persone infette;
  • bambini con difetti di coagulazione (ad esempio emofilia), che necessitano frequentemente di trasfusioni di sangue e derivati;
  • bambini che necessitano di dialisi perché affetti da insufficienza renale;
  • teen-ager con comportamenti a rischio (tossicodipendenza, rapporti sessuali non protetti, tatuaggi e piercing in contesti non sicuri igienicamente).

Come si manifesta

L’incubazione (tempo tra l’infezione e la comparsa dei sintomi) è mediamente tra 6 e 9 settimane, ma varia da 2 settimane a 6 mesi.

In base al decorso, l’epatite può essere:

  • acuta: compare improvvisamente e in poco tempo regredisce;
  • cronica: dura più di 6 mesi, progredisce più lentamente e in modo meno evidente, producendo però danni nel tempo.

L’epatite C tende molto frequentemente a cronicizzare e di conseguenza a favorire lo sviluppo di un cancro del fegato.

I sintomi possono variare da bambino a bambino o addirittura non manifestarsi. Molti sintomi sono poco caratteristici e quindi attribuibili anche ad altre condizioni, altri (in grassetto) più indicativi di epatite

Epatite acuta

  • ittero, cioè colorazione gialla della pelle e delle sclere (la parte bianca dell’occhio);
  • febbre;
  • malessere generale;
  • inappetenza;
  • nausea e talora vomito;
  • mal di pancia e diarrea;
  • dolori articolari e muscolari;
  • sintomi simil influenzali;
  • pomfi pruriginosi, tipo orticaria;
  • urine scure;
  • feci chiare.

Epatite cronica

L’epatite C tende molto facilmente a cronicizzare. I sintomi dell’epatite cronica possono essere molto lievi o assenti, limitandosi spesso solo ad una certa affaticabilità generale.

Epatite neonatale da HCV

Nel neonato e poi nell’età infantile la sintomatologia da HCV è molto scarsa, meno evidente che nell’adulto. D’altra parte anche nel bambino l’epatite C tende a cronicizzare e a dare un danno al fegato, tanto maggiore quanto è la durata della malattia, che diventa però evidente solitamente in età adulta.

Diagnosi

La sintomatologia è già un indizio significativo e la visita da parte del pediatra può indirizzare verso la diagnosi, verificando la presenza di ittero e/o di un ingrossamento e/o dolore in corrispondenza del fegato (in alto a destra nell’addome).

Il pediatra potrà prescrivere esami del sangue che, in caso di epatite:

  • mostreranno aumento degli enzimi epatici (transaminasi in particolare, segno di danno delle cellule del fegato);
  • confermeranno l’ittero con un aumento della bilirubina;
  • valuteranno la funzionalità del fegato, lo stato della coagulazione (il fegato produce vitamina k e molti fattori necessari per la coagulazione del sangue);
  • ricercheranno gli anticorpi rivolti verso il Virus C e anche direttamente la presenza del virus attraverso la ricerca del genoma virale.

Per ciò che riguarda gli anticorpi anti virus C e la ricerca del genoma virale con metodica PCR, vi è da ricordare che esiste un periodo “finestra”, rispettivamente di 6 mesi e di 4-6 settimane rispetto al momento dell’infezione, in cui l’esame può risultare falsamente negativo (test negativo ma infezione presente).

Anche l’ecografia epatica è un esame non invasivo e molto utile per valutare sia l’ingrandimento del fegato, sia la sua struttura interna.

Altri accertamenti potranno essere necessari soprattutto in caso di cronicizzazione, come la biopsia epatica, la TAC e la Risonanza magnetica.

Diagnosi nel neonato da madre HCV positiva

Se la madre in gravidanza era HCV RNA negativa (cioè senza circolazione del virus nel sangue), la probabilità di infezione del neonato è molto bassa e pertanto solitamente si procede solo alla ricerca degli anticorpi anti HCV all’età di 18 mesi.

In caso, invece, di madre HCV RNA positiva il bambino esegue all’età di 3 mesi un prelievo per dosaggio delle transaminasi (enzimi del fegato) e determinazione di HCV RNA; in caso di normalità degli esami, si procederà solo alla ricerca degli anticorpi anti HCV a 18 mesi; se invece uno dei due esami è alterato il bambino viene preso in carico dall’ematologo pediatra.

Terapia

La terapia dell’epatite C ha fatto notevoli passi avanti grazie a farmaci innovativi antivirali, somministrati a cicli. Grazie e tali farmaci, il tasso di guarigione attuale per l’epatite C è molto alto, vicino al 100%.

Terapia dell’epatite neonatale da virus HCV

La terapia viene effettuata in caso di cronicizzazione dell’epatite, dopo i 3 anni di età del bambino, e si basa sulla somministrazione di interferone e ribavirina, per una durata che varia da 2 a 4 anni a seconda del genotipo virale e con efficacia anch’essa variabile a seconda del genotipo virale.

Sono in fase di sperimentazione anche nei bambini le nuove terapie antivirali già in uso con successo negli adulti.

Prevenzione

Non è disponibile un vaccino per l’epatite C.

Molto importanti sono pertanto i provvedimenti per prevenire la trasmissione da persona a persona nei contesti familiari in cui vivano persone infette: in particolare è importante non condividere oggetti e strumenti che possono favorire la trasmissione indiretta del virus, come spazzole da bagno, spazzolini da denti, forbicine e altri strumenti per la cura della persona.

Altrettanto importante rivolgersi, per cure odontoiatriche, tatuaggi, piercing e procedure di manicure e pedicure, a professionisti che utilizzino strumenti usa e getta o comunque sottoposti a sistematica disinfezione con metodiche professionali (detersione e asciugatura, sterilizzazione in autoclave, imbustatura sigillata dello strumentario).

Qualche consiglio per la madre HCV positiva

  • Test PCR per HCV RNA: se una donna affetta da HCV intende intraprendere una gravidanza, deve sottoporsi al Test PCR per HCV RNA, che consente di appurare se nel suo sangue circola il virus, cosa che aumenta significativamente il rischio di trasmettere il virus al figlio. In caso di negatività, la gravidanza può essere portata avanti serenamente con rischio quasi nullo di contagiare il neonato; se invece il test è positivo, può essere utile prima della gravidanza sottoporsi a terapie che riducano la moltiplicazione del virus.
  • Allattamento: non è controindicato, anzi, consigliato, con qualche attenzione e precauzione particolare in caso di ragadi sanguinanti.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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