fbpx

Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino,
solo da medici pediatri e professionisti qualificati.

Informazioni sulla crescita e la salute del bambino,
solo da medici pediatri e professionisti qualificati.

I primi “disturbi” del sonno: la regressione dei 4 mesi

Bambino di 4 mesi che piange sveglio su una coperta: concetto di regressione del sonno

Quando un bambino che dormiva bene cambia improvvisamente

Marina e Giorgio, genitori di Luca di 4 mesi, sono esausti.

“All’inizio Luca sembrava un gran dormiglione – spiegano – riusciva persino a dormire quattro o cinque ore di fila durante la notte… Eravamo felici: cresceva bene, iniziava a sorridere, vocalizzare e restava sveglio più a lungo di giorno, interagendo con noi e con gli altri. Era vivace, socievole e pian piano stava creando i suoi ritmi di sonno, veglia e pasti, sempre più prevedibili. Ma da quando ha compiuto 4 mesi tutto si è stravolto! Luca ora si sveglia spesso, piange e appare agitato; le poppate sono brevi e irregolari, la giornata è diventata imprevedibile. Abbiamo pensato fosse solo una fase, magari dovuta a un fastidio fisico o a una nutrizione insufficiente, soprattutto perché dai 3 mesi di età la crescita ha rallentato l’incremento medio settimanale e durante la poppata, come anche nelle due aggiunte di latte che riceve, è spesso agitato. Nemmeno aumentando la dose serale di latte prima della nanna abbiamo notato miglioramenti. Ci chiediamo cosa stia succedendo, se stia male o se stiamo sbagliando qualcosa. Mia madre, racconta Marina, sostiene che dovrei passare solo alla formula, perché con me ha fatto così e non ho mai avuto problemi di sonno…”.

Quello che fino a poco tempo prima sembrava un equilibrio rassicurante tra sonno, veglia e alimentazione, intorno ai 4 mesi può improvvisamente svanire, lasciando i genitori confusi, preoccupati e stanchi.

Regressione del sonno a 4 mesi: da cosa dipende?

Il bambino sviluppa nuove competenze

Lo sviluppo del sonno è parte integrante dello sviluppo psicomotorio: si costruisce e si trasforma nel tempo ed è influenzato sia da fattori innati (cioè dal temperamento del bambino) che ambientali. È legato alla maturazione della capacità di regolare il proprio comportamento, che si manifesta sia di giorno che di notte.

Intorno ai 4 mesi, il bambino compie un vero e proprio salto evolutivo:

  • acquisisce nuove abilità percettive
  • riconosce sempre meglio le persone familiari 
  • si apre con curiosità al mondo che lo circonda

Questo può portarlo a interrompere le poppate perché attratto da qualcosa di nuovo oppure a svegliarsi di colpo durante la fase di addormentamento, soprattutto di notte.

Per una madre che allatta, questo può dare l’impressione che il bambino rifiuti il seno o che il latte non sia sufficiente. In assenza di altri problemi, tuttavia, un rallentamento della crescita ponderale a partire dai 3 mesi è del tutto fisiologico e non è quasi mai dovuto a una mancanza di latte.

L’addormentamento è una forma di separazione

Con l’acquisizione di queste nuove competenze, il bambino inizia a vivere l’addormentamento come una separazione dai genitori, anche a livello mentale. Per questo la maggior parte dei lattanti si sente rassicurata se, al risveglio, ritrova le stesse condizioni fisiche di quando si è addormentata.

Se questo non accade – ad esempio se il bambino si sveglia da solo nel lettino dopo essersi addormentato in braccio in un’altra stanza – a differenza di prima potrebbe faticare a riprendere sonno, piangendo e cercando il contatto dei genitori per riaddormentarsi nel modo che conosce

Sonno e routine: l’importanza della prevedibilità

Allo stesso tempo, intorno ai 4 mesi i bambini iniziano a riconoscere e anticipare i momenti ricorrenti della giornata (la poppata, la nanna, il cambio del pannolino, l’uscita), e imparano a prevedere cosa accadrà.

La routine, ovvero la ripetizione di attività secondo modalità e sequenze simili (bagnetto, pappa, cambio, nanna), diventa fondamentale: aiuta il bambino a riconoscere gli eventi, anticiparli e a sentirsi parte attiva, favorendo la regolazione del comportamento. 

Una certa prevedibilità nei tempi della giornata, inoltre, contribuisce a favorire il ritmo naturale di sonno e veglia.

La fiducia dei genitori come fattore di equilibrio

Oltre che dalla prevedibilità delle situazioni, la capacità del bambino di regolare il proprio comportamento è sostenuta anche dal senso di competenza che il genitore sviluppa prendendosi cura di lui, osservandolo e imparando a comprendere il significato dei suoi gesti.

Un rapporto sereno, dove i comportamenti del bambino non suscitano ansie o dubbi eccessivi, è più stabile e aiuta genitore e figlio. I consigli non richiesti, come quello della madre di Marina, spesso non sono di aiuto nel rafforzare la fiducia del genitore.

Quando cambia lo sguardo, cambia anche il sonno

Capite queste dinamiche legate allo sviluppo intorno ai 4 mesi, Marina e Giorgio si liberano dai sensi di colpa e dai timori di non essere abbastanza bravi o di una possibile carenza nell’alimentazione, così come dai sospetti di problemi fisici.

Ritrovano così più energie per gestire con attenzione i ritmi quotidiani, osservare Luca con occhi nuovi e comprenderne i bisogni di sperimentazione e rassicurazione. Scoprono che prevedere ciò che accadrà, far sentire Luca protagonista e trasmettergli fiducia, lo aiuta a gestire le nuove competenze.

Iniziano a favorire la sua partecipazione attiva e Luca li sorprende: non ha più sempre bisogno di essere portato a spasso o di poppare per addormentarsi e, ora che si addormenta regolarmente nel lettino accanto a loro, riesce di nuovo a dormire per periodi più lunghi. 

Con il loro aiuto, Luca ritrova i suoi ritmi e la stabilità che lo rende più sicuro, capace di gestire anche l’ansia per ciò che è nuovo o imprevedibile. È possibile così ridurre la dipendenza dai rituali gestiti solo dall’adulto (come essere cullato, portato in fascia o nel passeggino) e incoraggiare la sua partecipazione attiva, ad esempio con la suzione non nutritiva o il rannicchiarsi accanto ai genitori.

Da questo momento, e sempre più nei mesi successivi, il compito principale dei genitori sarà quello di rafforzare la fiducia di Luca nelle sue capacità, aiutandolo a scoprire, sperimentare e sentirsi sempre più capace, con gli adulti come guida e punto di riferimento.

Pediatra e neonatologo, trainer nell’approccio Touchpoints di Brazelton e formatore del Centro Touchpoints Brazelton dell’Associazione Natinsieme di Roma, certificato nella valutazione del comportamento neonatale secondo Brazelton (NBAS), nel sistema di osservazione del comportamento neonatale di Nugent (NBO) e nella valutazione del movimento generalizzato secondo Prechtl.

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.