​​

Amico Pediatra è un sito di informazioni complete, accurate e autorevoli sulla salute del bambino. I contenuti sono scritti esclusivamente da medici pediatri e da professionisti qualificati in ambito medico-sanitario.

Come (e quando) indossare la mascherina per difendersi dalle infezioni

Per limitare la trasmissione da persona a persona (e quindi la diffusione nella popolazione) delle infezioni virali e batteriche che si trasmettono abitualmente attraverso le goccioline emesse nell’ambiente con la tosse, gli starnuti e anche solo parlando (come nel caso del coronavirus 2019-nCoV responsabile dell’attuale epidemia) è fondamentale adottare alcune precauzioni:

  • lavarsi le mani frequentemente o in mancanza d’acqua utilizzare i disinfettanti in gel;
  • coprire naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce, meglio con l’avambraccio o il gomito o un fazzoletto usa e getta, che va poi gettato nella spazzatura;
  • evitare se possibile  il contatto stretto con persone affette da sintomi respiratori;
  • arieggiare frequentemente gli ambienti chiusi, soprattutto dopo che vi sono transitati soggetti con sintomi respiratori, compresi gli ambienti domestici.

Si tratta di misure semplici ma molto efficaci, che è sempre bene rispettare.

Quando serve indossare una mascherina chirurgica

In generale, e in aggiunta a tali fondamentali precauzioni, indossare una mascherina chirurgica è utile soprattutto per evitare di trasmettere virus e batteri ad altri, ed è indicato in particolari situazioni  a rischio:

  • contatto con neonati o persone debilitate o con sistema immunitario deficitario mentre si è affetti da un’infezione respiratoria;
  • contatto con persone affette da disturbi respiratori mentre ci si trova in condizioni di depressione immunitaria;
  • epidemie in corso da virus o batteri trasmessi per via respiratoria, soprattutto in ambienti affollati e frequentati da viaggiatori – come aeroporti, stazioni ferroviarie, metropolitana, navi  passeggeri – o nei Pronto Soccorso, ecc.

Anche chi è affetto da una patologia cronica o comunque presenta difese immunitarie ridotte, ad esempio per terapie antitumorali immumnodepressive, e, secondo le recenti indicazioni dell’OMS, anche chi è over  60, deve indossare una mascherina in presenza di altre persone, per evitare di contrarre infezioni che per lui o lei potrebbero rivelarsi molto più aggressive.

In una situazione epidemica quindi devono indossare la mascherina chirurgica tutte le persone  che lavorano, le forze dell’ordine, gli uffici aperti al pubblico, gli addetti alla vendita di alimentari, e in generale tutte le persone in circolazione per le strade.

Nell’attuale Fase 2 italiana, non più epidemica come nei mesi precedenti ma comunque a rischio di  focolai prevalentemente di importazione, l’obbligo e l’opportunità di indossare la mascherina varia a seconda del momento, del luogo, del contesto, e  delle correlate ordinanze nazionali e regionali. Resta il fatto che indossare la mascherina rimane uno strumento fondamentale per tenere sotto controllo la diffusione del Covid-19, soprattuttdovunque non sia possibile rispettare adeguatamente il distanziamento interpersonale di almeno un metro.

Che tipo di maschera utilizzare

Ricordiamo ancora una volta che indossare la mascherina serve soprattutto a non infettare gli altri, più che proteggere se stessi. E’ quindi un dovere civico che, se disatteso, merita di essere pubblicamente ripreso.

Per un impiego quotidiano, vanno bene le classiche mascherine chirurgiche in tessuto non tessuto, di colore verde o azzurro: sono di 4 tipi: I, IR, II, IIR, con protezione crescente in base agli strati filtranti e la conseguente filtrazione batterica (98% per il IIR). Non vanno bene invece garze o teli di cotone, e neppure maschere con inserti intercambiabili, se il filtro intercambiabile non è garantito per batteri e soprattutto virus.

Le mascherine ffp2 e ffp3 (rispettivamente N95 e N99 secondo la classificazione americana)  hanno una capacità filtrante maggiore, proteggono anche chi le indossa, ma sono molto più costose e  faticose da indossare e vanno anch’esse sostituite dopo alcune ore di utilizzo o se si sporcano o inumidiscono.

Comunque nell’attuale situazione è preferibile lasciare la disponibilità di mascherine FFP2 o FFP3 a coloro (medici, infermieri e in generale personale che entra in contatto frequentemente con soggetti positivi al SARS-CoV-2) che vi ricorrono per motivi professionali.

Funzionano le mascherine “fatte in casa”?

Diversi studi suggeriscono che, se è necessario/utile indossare una mascherina e non sono disponibili mascherine chirurgiche, anche utilizzarne una una “fatta in casa” garantisce una buona protezione,  soprattutto alle persone che ci circondano.

Circa i materiali  con cui realizzarla, il tessuto dei sacchetti per aspirapolvere sembra avere un maggiore effetto filtrante e una maggiore durata rispetto ad altri materiali meno consistenti, anche se ricavarne una mascherina richiede una maggiore manualità. Anche fazzoletti di carta, carta forno e scottex possono essere utilizzati per costruire mascherine chirurgiche di fortuna, con una procedura più alla portata di tutti; in questi casi però la durata è molto inferiore, in quanto facilmente si inumidiscono e quindi perdono il loro potere protettivo: bisogna quindi produrne un certo numero, in modo da averne una sempre pronta all’uso. L’ideale è una mascherina che presenti due strati di tessuto (uno interno di cotone, uno esterno sintetico), lavabili, con uno spazio interno in cui inserire uno strato intercambiabile di tessuto non tessuto.

La mascherina deve aderire bene al viso!

Da notare che l’effetto protettivo dipende molto da quanto la mascherina, fatta in casa o no, si adatta e aderisce al viso, coprendo bene naso e bocca e senza spazi di lato da cui le goccioline emesse con la tosse o gli starnuti possano diffondersi nell’ambiente. Mascherine anche con buon effetto filtrante ma che lasciano spazi di lato o verso l’alto o il basso, o …  indossate sopra barbe fluenti espongono ad una serio rischio chi ci sta accanto o anche dietro di noi, ad esempio in occasione di colpi di tosse o starnuti!

Mascherine con valvola: comode ma …

Le mascherine con valvola (riconoscibili per il disco in rilievo e staccato dalla superficie della mascherina) rendono la respirazione più confortevole, ed infatti vengono spesso utilizzate da operatori sanitari e da coloro che devono utilizzarle a lungo durante la giornata. In presenza di altre persone, però, non vanno bene, a meno che non vengano indossate con sopra una mascherina chirurgica, perchè la valvola consente la fuoriuscita delle goccioline e dei virus emessi attraverso il respiro, la tosse, gli sternuti di chi le indossa.

Mascherine e bambini

Attualmente l’obbligo di indossare la mascherina non riguarda i bambini sotto i 6 anni.

Più in generale, i bambini sotto i due anni non dovrebbero indossare una mascherina. Anche per i bambini più grandicelli la misura più efficace è quella di tenerli a casa o comunque, qualora sia consentito uscire, di tenerli ad una distanza di almeno 1 metro dalle altre persone. La mascherina diventa necessaria anche in casa se vi sono familiari conviventi affetti da Covid-19 e fuori in ambienti in cui non sia possibile rispettare il distanziamento dalle altre persone (ad esempio dal pediatra).  E’ molto importante nel bambino che la mascherina sia di dimensioni e forma adeguata ad aderire bene al suo piccolo viso.

Certamente l’impiego della mascherina da parte sia del bambino che degli adulti può inquietarlo: col bambino piccolo, sotto i 3-4 anni conviene puntare sul racconto-favola, mentre nel bambino più grandicello si può spiegare, con parole semplici e adeguate all’età, il motivo reale per cui essa deve essere indossata da adulti e bambini. Ecco qualche altro consiglio:

  • date il buon esempio indossando la mascherina quando è necessario
  • giocate col bambino guardandovi allo specchio mentre indossate la mascherina
  • aiutatelo a fare indossare una piccola mascherina al suo pupazzo preferito
  • premiatelo quando la indossa, facendolo sentire importante
  • mostrategli foto di bambini che la indossano
  • disegnatene una insieme a lui sul suo personaggio dei fumetti preferito

Non è vero che indossare a lungo la mascherina crea problemi di ossigenazione!

E’ bene sfatare alcuni falsi convincimenti, secondo cui indossare a lungo una mascherina può ostacolare l’arrivo ai polmoni dell’ossigeno o comportare un accumulo di anidride carbonica. In realtà ossigeno e anidride carbonica sono molecole piccolissime, ben più piccole dei pori delle mascherine, che pur lasciando passare liberamente tali molecole sono sufficienti a sbarrare la fuoriuscita di virus e batteri emessi col respiro, tosse, starnuti. Quindi nessun problema, neppure nei bambini più piccoli!

Come utilizzare una mascherina

E’ importante ricordare che l’utilizzo della mascherina:

  • è del tutto inutile se non è accompagnato dalle altre precauzioni di igiene personale di cui si è detto;
  • è inutile o addirittura controproducente se non vengono rispettate alcune regole di utilizzo.

Ecco come utilizzare correttamente la mascherina.

  • Lavate le mani con acqua e sapone prima di applicare la mascherina.
  • Applicate la mascherina in modo che copra il più possibile bocca e naso e aderisca il più possibile alla pelle per ridurre al massimo lo spazio tra il viso e la mascherina.
  • Mentre la indossate, non toccatela con le mani.
  • Quando la rimuovete, fatelo senza toccarne la parte che ricopre il viso, ma prendendola dai lacci con cui è legata o ancorata al capo o alle orecchie.
  • Dopo averla rimossa, o comunque ogni qualvolta inavvertitamente la tocchiate, lavatevi le mani o disinfettatele con un disinfettante idroalcolico.
  • Cambiate la maschera ogni volta che diviene umida o si rompe.
  • Non riutilizzate una maschera usata.
  • Gettate la maschera usata direttamente in una pattumiera, senza appoggiarla su mobili o indumenti.
  • Non condividete la maschera con nessuno.

Le mascherine chirurgiche possono essere disinfettate e quindi riutilizzate?

Non possono essere lavate, perchè il lavaggio e in genere la bagnatura  fa perdere al tessuto le sue proprietà filtranti.  Vanno inoltre cambiate sempre se si inumidiscono per il fiato o si sporcano con  le secrezioni nasali.

Data la penuria di mascherine, sono stati proposti diversi metodi per sanificarle e riutilizzarle. Non è consigliabile spruzzarle con candeggina o alcool, e anche esporle al vapore, perchè l’umidifcazione eccessiva altera le proprietà filtranti del tessuto. Il calore secco invece  (come ad esempio il  riscaldamento in forno a 70° C per mezz’ora o a 85° C per 5 minuti) è in grado di uccidere completamente il Coronavirus, senza alterare le proprietà filtranti della mascherina, anche fino a 40-50 cicli di trattamento. Fermo restando, come si è detto,  che la mascherina non deve essere sporca o incrostata di secrezioni, nel qual caso deve essere buttata.

In breve, quindi, la mascherina, per funzionare, deve:

  • Coprire bene bocca e naso e in generale essere indossata correttamente
  • Aderire bene al viso, senza troppi spazi tra la pelle e la mascherina
  • Essere assicurata alle orecchie o meglio ancora alla parte posteriore del capo
  • Essere costituita di più strati
  • Consentire di respirare agevolmente
  • Essere cambiata e/o lavata e ben asciugata dopo l’uso